Presentati i risultati del progetto di valorizzazione dei vitigni autoctoni presso Centro “La Piana” di Camporgiano

In un caldo pomeriggio d’estate, presso il Centro vivaistico “La Piana” di Camporgiano, addetti ai lavori, appassionati viticoltori e sommelier della Garfagnana si sono ritrovati alla conferenza di presentazione sui risultati del progetto “Recupero, conservazione e valorizzazione dei vitigni autoctoni”, che ormai da diversi anni ha visto coinvolto il nostro territorio come area privilegiata dello studio da parte del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Agro-Ambientali dell’Università di Pisa. Il progetto è iniziato nel 2007 come parte dell’attività di recupero dei vitigni dell’intera provincia di Lucca con il finanziamento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Dal 2009 il progetto è proseguito proprio grazie ai finanziamenti della Comunità Montana prima e Unione Comuni Garfagnana poi.

In diversi vecchi vigneti dislocati in tutto il territorio della Garfagnana, sono state individuate 130 viti, denominate così come sono indicate direttamente dai viticoltori, potenzialmente interessanti per le proprie caratteristiche qualitative – spiega il Dott. Claudio D’Onofrio dell’Università di Pisa – Tutte le viti sono state propagate e nel 2009 trapiantate in un apposito vigneto di collezione costituito nel vivaio “La Piana” di Camporgiano gestito dall’Unione. Sono riconducibili a ben 50 vitigni, di cui 25 esclusivamente locali e quindi propriamente autoctoni della Garfagnana, sui quali abbiamo focalizzato con discreto successo la successiva attività di caratterizzazione qualitativa delle uve e di vinificazione

Sono intervenuti alla presentazione il Sindaco di Camporgiano Francesco Pifferi Guasparini, e l’Assessore all’Agricoltura dell’Unione Comuni Garfagnana David Saisi. Il Presidente dell’Unione Comuni Paolo Fantoni afferma:

E’ con grande soddisfazione che oggi tocchiamo con mano i risultati intermedi di un progetto in cui questo Ente ha sempre creduto, anche quando erano ancora in pochi a parlare di biodiversità e valorizzazione delle eccellenze agroalimentari autoctone. Questo progetto di alto valore scientifico evidenzia ancora di più la ricchezza e le potenzialità della Garfagnana. E non solo, perché questa è proprio l’occasione di testare le potenzialità del primo “spumante sperimentale della Garfagnana” che un giorno potrebbe andare ad inserirsi nel già ricco paniere di prodotti locali di qualità destinati al mercato

Infatti proprio il vigneto di collezione del Centro “La Piana” è stato interessato a partire dal 2012 da alcune vendemmie sperimentali, vinificazioni, spumantizzazioni che hanno portato alla produzione di “spumante rosè” e “spumante bianco” dalle interessanti potenzialità. L’attività di ricerca proseguirà ancora con la valutazione dei vini finora ottenuti, il completamento del vigneto di collezione, le indicazioni per la sua gestione, introducendo tecniche viticole innovative e ulteriori possibilità di vinificazione.

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