La fotografia delle imprese in provincia di Lucca al 30 giugno 2020

Dati Movimprese elaborati dall’ufficio Studi e statistica della Camera di Commercio

 

Lucca, 31 luglio 2020 – Le imprese registrate in provincia di Lucca al 30 giugno 2020 risultano 42.513, un valore in calo di 201 unità (-0,5%) nei primi sei mesi dell’anno. Come era atteso, nel primo semestre 2020 si è rilevata una contrazione lievemente superiore agli anni precedenti, quando la contrazione del tessuto imprenditoriale provinciale era risultata contenuta a pochi decimi di punto percentuale. Anche la numerosità delle imprese attive in provincia ha evidenziato una lieve diminuzione nei primi sei mesi dell’anno, contenuta in 29 unità in meno (-0,1%), che ha portato a quota 36.121 le imprese operative a fine giugno. Nel confronto territoriale, a livello regionale si è registrata una diminuzione delle imprese attive del -0,2% da inizio anno, mentre a livello nazionale il calo si è fermato al -0,1%. Le maggiori difficoltà hanno riguardato i territori di Firenze e Arezzo, seguite da Prato. Stabili invece Grosseto, Livorno e Massa Carrara.

Le iscrizioni e cessazioni

L’effetto Covid-19 ha iniziato a produrre i primi effetti sulla nati-mortalità del sistema imprenditoriale. Complice anche il lockdown, tra gennaio e giugno si è osservato un rallentamento nelle aperture di nuove imprese con 1.105 iscrizioni contro le 1.515 del primo semestre 2019, il 27,1% in meno. Contestualmente sono diminuite anche le cessazioni (al netto di quelle operate d’ufficio), che si sono attestate a 1.103 nei primi sei mesi dell’anno rispetto alle 1.408 dell’anno precedente, il 21,7% in meno. Al bilancio del semestre ha contribuito in positivo la componente artigiana, che ha chiuso il periodo con un saldo attivo grazie alle 418 iscrizioni di nuove imprese a fronte di 401 cessazioni, e una diminuzione delle iscrizioni di imprese artigiane (-19,8% rispetto al primo semestre 2019) più contenuta rispetto al totale imprese (-27,1%).

L’andamento dei settori economici

Nei primi sei mesi del 2020 la consistenza del tessuto imprenditoriale lucchese ha evidenziato dinamiche eterogenee a livello settoriale.

Si è registrata una nuova contrazione dell’agricoltura, silvicoltura e pesca che, con un calo di 10 unità (-0,4%) rispetto a dicembre 2019, è scesa a 2.336 imprese attive in provincia. Sono tornate invece a crescere le imprese operative nel settore delle costruzioni, che hanno recuperato 23 unità rispetto alla fine del 2019 (+0,4%) dopo anni di diminuzioni. L’industria in senso stretto (estrattivo, manifatturiero, utilities) ha perso 9 imprese (-0,2%), delle quali 4 unità nel manifatturiero (-0,1%), scendendo a quota 4.382 unità attive in provincia.

Il settore dei servizi, che nel complesso racchiude 23.163 imprese attive (il 64,1% delle imprese operanti in provincia), ha perso 30 imprese (-0,1%) nei primi 6 mesi dell’anno, con un andamento particolarmente negativo del commercio (9.241 imprese attive) che ha lasciato sul campo 104 unità (-1,1%). Altre diminuzioni di sono registrate nelle altre attività dei servizi (riparatori, acconciatori, istituti di bellezza, lavanderie, etc.), in calo di 24 imprese (-1,3%), nelle attività finanziarie e assicurative (-0,9%; 8 imprese), nel trasporto e magazzinaggio sceso del -0,7% (-6 unità), nelle attività di alloggio e ristorazione (-0,2%; -6 unità). In flessione anche il comparto della sanità che ha perso 5 unità (-3,2%), mentre i restanti settori hanno evidenziato andamenti positivi, con le attività di noleggio e servizi alle imprese in crescita di 45 unità (+3,0%) a quota 1.547 imprese attive e le attività di affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing salite di 36 unità (+1,5%). Sono cresciuti anche i settori delle attività professionali, scientifiche e tecniche (+17 imprese, +1,7%), le attività artistiche e sportive (+12; +1,3%), il comparto istruzione e i servizi di informazione e comunicazione.

Le imprese artigiane

Nei primi 6 mesi dell’anno il tessuto imprenditoriale artigiano lucchese ha registrato il primo incremento semestrale dal 2009, quando il comparto artigiano provinciale era entrato in crisi. L’aumento registrato, pari a +16 unità (+0,1%), ha portato a quota 11.128 le imprese artigiane attive al 30 giugno 2020 in provincia. L’incidenza artigiana sul complesso imprenditoriale lucchese si riporta al 30,8% guadagnando un decimo di punto percentuale rispetto a fine 2019. Rispetto a dodici mesi prima, però, l’andamento è negativo con un calo del tessuto artigiano di 81 imprese, pari al -0,7%.

Il settore di attività che continua a mostrare la più elevata incidenza artigiana è quello delle costruzioni, che con 4.754 imprese artigiane rappresenta il 76,3% del totale settoriale: rispetto a fine 2019 il comparto ha registrato un incremento di 28 nuove imprese, per un +0,6%. Nel manifatturiero, dove l’incidenza artigiana raggiunge il 61,4%, le imprese artigiane sono invece diminuite di 10 unità (-0,4%), scendendo a 2.583. Il comparto dei servizi, che nel complesso ricomprende 3.680 imprese artigiane, ha perso 5 imprese: la diminuzione più elevata si è registrata nelle “altre attività dei servizi” (-23 unità; -1,6%), ma si sono rilevate lievi contrazioni anche nel settore “commercio e riparazioni auto”, nel “trasporto e magazzinaggio”, nell’”alloggio e ristorazione” e nelle “attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento”. Sono invece aumentate le imprese operative nelle “attività di noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese” (+28 unità; +4,6%) e nei “servizi di informazione e comunicazione”. L’incidenza artigiana rimane particolarmente elevata nelle altre attività dei servizi (riparatori, acconciatori, istituti di bellezza, lavanderie, etc.) dove raggiunge il 79,1% (1.418 imprese), nel trasporto e magazzinaggio (58,0%; 488 imprese attive) e nel “noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese” dove arriva al 42,1%.

Le imprese femminili e straniere

Analizzando il sistema imprenditoriale provinciale dal punto di vista del genere e del paese di nascita degli imprenditori, si riscontrano dinamiche differenziate.

Le imprese femminili attive, pari a 8.222 unità a fine giugno 2020, sono diminuite del -0,6% (-49 unità) nei primi sei mesi dell’anno, portando la relativa incidenza sul totale imprese al 22,8% (Toscana: 23,8%). Anche la Toscana ha segnato una contrazione analoga, mentre la dinamica nazionale è risultata meno negativa contenendo il calo al -0,3%.

In provincia l’andamento è risultato eterogeneo, con il settore del commercio (2.305 imprese “in rosa”) che ha segnato una flessione del -2,1% (-50 unità), mentre per le attività di alloggio e ristorazione (1.151 imprese femminili) si è registrato un incremento del +1,4% (+16 imprese) nei primi sei mesi dell’anno. Sono poi diminuite (-0,9%) le altre attività di servizi (acconciatrici, istituti di bellezza, lavanderie, etc.) dove le imprese femminili sono 947, l’agricoltura (724; -3,1%), le attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (260; -1,5%) e quelle finanziarie e assicurative (214; -3,6%). Sono aumentate invece le attività manifatturiere (707 imprese femminili; +2,2%), le attività di affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing (626; +1,1%) e il noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (344; +2,1%).

I settori che presentano le più elevate quote di imprese “in rosa” in provincia appartengono ai servizi: le altre attività dei servizi, dove l’incidenza femminile arriva al 53,6%, la sanità e assistenza sociale (41,8%) e l’istruzione (35,8%). Presentano incidenze femminili significativamente superiori alla media anche i servizi di alloggio e ristorazione (32,7%), le attività agricole (31,0%), le attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (27,7%), le attività di affitto e gestione di immobili di proprietà o in leasing (26,5%) e il commercio (24,9%).

Le imprese guidate da stranieri sono cresciute del +1,4% nel corso del primo semestre 2020, portandosi a quota 4.117 unità attive in provincia. L’incidenza dell’imprenditoria straniera risulta pari all’11,4%, un valore inferiore a quello medio toscano (15,1%) ma superiore a quello nazionale (10,8%).

Le più elevate numerosità si rilevano per le costruzioni che, con 1.323 imprese attive al 30 giugno e un’incidenza straniera del 21,2%, hanno segnato una crescita del +1,6% nel semestre; segue il commercio (1.170 imprese; incidenza: 12,7%), stabile nel periodo (+0,1%). Più distanti il manifatturiero (362 imprese; incidenza: 8,6%), il noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (331 unità; incidenza: 21,4%) e l’alloggio e ristorazione (316 unità; incidenza: 9,0%). A far registrare i più elevati tassi di incremento sono le attività professionali, scientifiche e tecniche (+5,3%), il manifatturiero (+4,9%), e le altre attività di servizi (+3,0%), mentre gli altri settori presentano variazioni contenute.

Le imprese sul territorio

L’andamento interno al territorio provinciale nei primi sei mesi dell’anno evidenzia un incremento del +0,2% del tessuto imprenditoriale in Versilia (16.447; 45,5% del totale provinciale) che guadagna 41 nuove unità; l’area della Piana di Lucca fa segnare invece una diminuzione del -0,3% (-50 unità) scendendo a quota 15.297 imprese (42,3% del totale) a fine giugno; la Valle del Serchio (4.377; 12,2%) registra infine un calo del -0,5% (-20 imprese).

Le unità locali attive in provincia al 30 giugno 2020 risultano 44.683, un valore in aumento del +0,1% rispetto a inizio anno. A livello settoriale si rileva un incremento delle unità attive nel settore delle costruzioni (+0,4%) e marginalmente nell’industria (+0,1%), mentre si registra una diminuzione nell’agricoltura (-0,4%). Stabili i servizi.

 

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