La Fondazione Arpa piange la scomparsa del suo Presidente, il Prof. Franco Mosca 

Con le sue iniziative ha rivoluzionato la sanità pubblica ed ha creato un ponte per sostenere la formazione dei più deboli 

 

Pisa, 1 giugno 2020. Se ne è andato ieri – domenica 31 maggio – dopo pochi mesi di malattia, il Presidente della Fondazione Arpa, il Prof. Franco Mosca. Chirurgo di fama internazionale, uomo illuminato e lungimirante, era nato a Biella, nel 1942.

Da una sua iniziativa, nel 1992, sorgeva la Fondazione Arpa: all’epoca il Prof. Mosca era Direttore della Divisione di chirurgia generale e trapianti dell’Università di Pisa. La mission, nella sua mente, fu da subito chiara: creare una Onlus che promuovesse la formazione e la ricerca in tutti i campi della sanità.

 

Luminare della medicina, è stato senz’altro tra i “padri” dei trapianti d’organo in Italia. Le sue competenze, unite ad un’innata propensione a supportare il prossimo e ad un grande senso del sacrificio, consentirono l’apertura, a Pisa, dei centri trapianti di fegato e pancreas, oltre allo sviluppo del trapianto di rene, attività già iniziata con il suo maestro, il Prof. Mario Selli. Centri che, ancora oggi, accolgono pazienti da tutta Italia.

Chirurgo e clinico formidabile, allungava quotidianamente – con incredibile caparbietà – lo sguardo della medicina contemporanea sul futuro. Qualità che lo collocavano costantemente un passo avanti rispetto agli altri.

 

Alla sua inconsueta capacità di interpretare la professione devono molto anche l’Ospedale e l’Università di Pisa che, grazie alla sua dedizione, vantano poli di attrazione chirurgica di rilevanza internazionale, come i reparti di Chirurgia Generale con indirizzo oncologico maggiore, quello di Chirurgia Vascolare, il Centro Senologico ed il Centro di ricerca e formazione EndoCAS.

 

Una professionalità di spessore internazionale, quella del Professore, che sapeva coniugarsi con uno spiccato lato umano. Caratteristiche che ha riversato, instancabilmente, nella Fondazione Arpa. Con il suo trascinante carisma, unito ad una fede incrollabile, il Prof. Mosca è uscito a creare una enorme rete a sostegno della ricerca e della formazione scientifica in ambito medico, a livello mondiale. Con il suo modo di fare – tanto severo e puntuale quando si trattava di obiettivi da raggiungere, quanto affabile e gentile nella quotidianità – ha saputo coinvolgere in questo intento personaggi come il Maestro Andrea Bocelli e testimonial di grandezza primaria.

 

Fornendo impulso costante e decisivo alle attività di Arpa, è riuscito a dare voce a chi non ne aveva una. Sostenendo con fondi privati gli studi dei giovani medici e infermieri in Paesi in via di sviluppo – dall’Africa al Sudamerica, fino all’Asia, senza dimenticare chi aveva bisogno di una mano in Italia e in Europa, ha contribuito in modo decisivo a riscrivere la storia di centinaia di professionisti e dei loro pazienti. Una “cultura del dono”, una feroce volontà di trasmettere conoscenze a chi non avrebbe avuto l’opportunità di acquisirle, che resterà un messaggio scolpito per sempre nella storia della Fondazione.

Il Professore era solito ripetere che bisognava creare una cultura della sanità pubblica. Che i primi ad essere responsabilizzati, sotto questo punto di vista, dovevano essere i cittadini: con il suo esempio, ha dimostrato che siamo tutti chiamati ad agire e che cambiare le cose non è soltanto un dovere, ma è anche possibile.

 

Memorabile il suo impegno per diffondere una cultura della conoscenza scientifica: lo stesso che, nel 2017 e nel 2018, lo ha portato ad organizzare due Festival Internazionali della Robotica che hanno indirizzato l’attenzione del mondo sulla sua città d’adozione, Pisa.

 

Punto di riferimento indiscusso per la comunità accademica, oltre che per intere generazioni di studenti, specializzandi, medici e infermieri, è riuscito a catalizzare nel corso del tempo anche le attenzioni di imprenditori, politici e personaggi dello spettacolo. Collocato a riposo nel 2012, presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana è stato Direttore delle Unità operative di Chirurgia Generale e Sperimentale, Chirurgia Generale e Trapianti, Chirurgia Generale 1 Universitaria, del centro EndoCAS e del Dipartimento di Chirurgia Generale. Dal punto di vista accademico, invece, è stato nominato Professore Ordinario di Chirurgia Generale all’Università di Pisa nel 1986 e, nel corso della sua carriera, è stato vicepreside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, Direttore del Dipartimento di Oncologia dei Trapianti e delle Nuove Tecnologie in Medicina e Chirurgia, oltre che di diverse Scuole di Specializzazione e di Dottorato.

 

Le sue porte erano rimaste sempre aperte verso l’Associazione degli ex Allievi della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, con la quale aveva realizzato l’ultimo progetto, “RainboWiFi”, che ha concesso ai pazienti Covid19 di rivedere i propri cari in video grazie ad una connessione dedicata ed al dono di numerosi tablet che, superata l’emergenza, verranno sanificati e regalati alle scuole del territorio, per abbattere le disparità sociali. La struttura wifi voluta dal Professore insieme agli ex Allievi, inoltre, rimarrà in dote agli ospedali di Cisanello e di Pontedera, proiettandoli un passo avanti nel futuro della Telemedicina.

 

Grazie alla sua straordinaria attività, il Prof. Mosca è stato insignito di prestigiosi riconoscimenti nel corso del tempo. Tra di essi si ricordano la medaglia d’oro al merito della Sanità Pubblica, Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana, Ordine del Cherubino e Campano d’Oro dall’Università di Pisa, Membro onorario della Croce Rossa Italiana. Rilevanti attestati di stima ai quali, nel 2018, è andata ad aggiungersi l’onorificenza massima per un chirurgo: la nomina di “Honorary Fellow” da parte dell’American College of Surgeons, la più grande e prestigiosa società scientifica di chirurghi al Mondo.

 

Tutti i membri della Fondazione Arpa oggi salutano commossi il Professor Franco Mosca: lascia un vuoto incolmabile, come Uomo e come Medico. Ci conforta, tuttavia, la consapevolezza del suo messaggio: oggi l’amore – per la ricerca, per il prossimo – copre ancora il dolore. Noi tutti, onorati dalla sua amicizia ed illuminati dai suoi insegnamenti, continueremo a percorrere la strada che ha tracciato.

 

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