La dura stagione della frutta: cerchiamo prodotti di conoscenti o garantiti da marchi di tutela

 

l consiglio di questa settimana è il seguente: continuiamo a orientarci sulle verdure che già abbiamo segnalato come convenienti le scorse settimane. Le tipiche primaverili: piselli, taccole, spinacini… Se invece volevate iniziare a godervi la frutta di stagione, cioè ciliegie e SF0063577albicocche, o ancora fragole, abbiamo brutte notizie per voi, ancora peggio per i produttori.

Innanzi tutto è doveroso un pensiero per i contadini piemontesi, soprattutto del saluzzese e del torinese, colpiti nei giorni scorsi da violente grandinate. È terribile vedere gli sforzi che si fanno nei campi ogni giorno poi vanificati in pochi minuti: queste persone hanno perso in sol colpo i frutti del loro duro lavoro, c’è davvero da riflettere su come sia rischioso fare l’agricoltore e magari anche su come possiamo e dobbiamo aiutarli. Ma anche senza grandine i produttori di frutta italiani se la stanno passando malissimo. Si è un po’ avverato ciò che temevano nei mesi scorsi quando abbiamo insistito molto sull’anticipo primavera, facendo gli scongiuri perché non ci fosse una ricaduta su temperature rigide e copiose piogge. Ebbene, purtroppo tutto questo si è verificato, soprattutto al Centro e al Sud, dove il caldo anticipato aveva fatto vegetare abbondantemente e prima del tempo gli alberi, cogliendoli ora, che iniziano le campagne per ciliegie e albicocche, completamente indifesi. Il risultato è che la maggior parte della produzione nazionale di questi due frutti, i primi dell’anno, è compromessa. In Puglia, in Basilicata, ma anche in Emilia dalle parti di Vignola, l’umidità e la pioggia hanno fatto letteralmente spaccare le ciliegie, che marciscono in fretta e sono di fatto invendibili. Ciò che si salva costa carissimo e molto probabilmente è stato trattato un po’ più del dovuto per resistere. Se proprio dobbiamo, cerchiamo prodotti di conoscenti o garantiti da marchi di tutela. Il problema coinvolge, come dicevamo, anche le prime albicocche. Se la situazione meteo non cambierà nella prossima settimana ci troveremo di fronte a un vero disastro per questo agricoltori, che perderanno anche il 100% di ciò su cui avevano investito.

Per cui, mentre facciamo i nostri acquisti oggi, attendiamo con speranza che il caldo finalmente si stabilizzi, sia per iniziare presto a godere di questi frutti che stavano promettendo molto bene, sia per i poveri produttori, che non si meritano tanta sfortuna.

 

Carlo Bogliotti
Da La Stampa del 21 maggio 2016

In foto il Presidio Slow Food bella di Garbagna

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