LA DOTTORESSA MARINI RINUNCIA ALL’INCARICO DEL CONSORZIO  DI BONIFICA26907606_2103754776526306_8937045449625344192_n

Un clima becero, piccoli interessi corporativi, strumentalizzazioni politiche hanno portato alla rinuncia dell’incarico da parte della dottoressa Marini “Il merito, fare lavori rapidamente per mettere in sicurezza i nostri territori, non interessa all’opposizione” – “In un Paese normale e in ogni azienda privata che mira all’ efficacia e al risultato, è considerata una ricchezza poter contare sulla collaborazione di una professionalità che, nei fatti, ha dimostrato di poter assicurare un prezioso contributo alla struttura interna per realizzare una sfida importante, unica in Toscana e forse in Italia, per numero di progetti e tempi di realizzazione. Invece si è preferito dare spazio al qualunquismo, alla strumentalizzazione e alla piccola polemica politica che sa tanto di interessi di bottega, dimenticandoci che l’unico interesse da difendere è la sicurezza del territorio e dei cittadini”.

Va all’attacco, il presidente del Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord Ismaele Ridolfi, rispondendo sulla questione dell’incarico proposto alla dottoressa Daniela Marini, per il coordinamento degli 89 progetti, per un investimento totale da 18milioni di euro, che l’Ente consortile sta realizzando, grazie ai finanziamenti ricercati ed ottenuti sulla linea dei finanziamenti europei del Piano di sviluppo rurale. Incarico a cui, annuncia Ridolfi, la dottoressa Marini ha rinunciato, “proprio a causa, e lo dico con rammarico – spiega il presidente – del clima becero e scomposto, che è stato innescato ad arte sulla vicenda”.

“In un Paese normale ed in un’azienda privata si sarebbero stesi tappeti in terra ad un manager che aveva già coordinato un gruppo di lavoro del PSR che in 7 mesi aveva appaltato e portato a compimento interventi per 7 milioni di euro e che aveva accettato di cimentarsi in questa nuova sfida professionale – prosegue Ridolfi – Sette milioni di opere realizzate in 7 mesi coordinati dalla dottoressa Marini: un miracolo in un Paese nel quale le opere durano decenni. Per questo, l’Amministrazione consortile aveva pensato al suo coinvolgimento, al fianco della struttura interna, per portare a termine – è utile ricordare il merito che molti sembrano dimenticare – ben 89 cantieri in due anni, per un finanziamento complessivo di 18milioni di euro.
L’incarico a lei affidato, articolato su più anni, prevedeva, tra l’altro, un corrispettivo economico solo al pieno conseguimento dell’obiettivo posto, e cioè la totale realizzazione degli interventi in programmati. Un risparmio, non una spesa perché la riduzione dei tempi di realizzazione delle opere, che la professionista aveva dimostrato di saper conseguire nella gestione del precedente PSR, avrebbe determinato flussi di incassi più rapidi con evidenti vantaggi economici per l’Ente consortile. Si sta parlando di quelle opere, per intendersi, che i cittadini aspettano per la sicurezza idrogeologica del proprio territorio; e che è indispensabile completare, senza eccezione, nei tempi previsti, pena la perdita dei finanziamenti ottenuti dall’Unione europea e il pagamento di onerose sanzioni per il Consorzio. La cosa che più duole, di questa vicenda, è che le strumentalizzazioni che sono state montate ad arte, e che sono state alla base della scelta della dottoressa Marini di rinunciare all’incarico, non hanno tenuto in alcuna considerazione il merito della questione: e cioè di assicurare la piena realizzazione dei lavori in programma. Di questo, a leggere certe dichiarazioni rilasciate in particolare dai consiglieri di opposizione, che si occupano da sempre, prevalentemente di gettare discredito sull’Ente consortile con accuse infondate, pare davvero non importare. E invece, sono sicuro, questo è l’interesse principale dei nostri cittadini”.
“Alla dottoressa Marini – conclude Ridolfi – va un profondo, sincero e pubblico ringraziamento, per la disponibilità, la correttezza e la professionalità dimostrata, anche in questa occasione”.

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