Sabato 8 giugno la Dedicazione della nuova chiesa del Varignano. Il complesso ricostruito torna al centro della vita del quartiere.

 

Sabato 8 giugno alle ore 17 l’arcivescovo Paolo Giulietti sarà a Varignano insieme al parroco Don Marcello Brunini per la Celebrazione Liturgica di Dedicazione della nuova chiesa parrocchiale della Resurrezione di Nostro Signore. Sarà questa l’occasione solenne per aprire alla comunità il complesso di nuova costruzione che rappresenterà uno spazio a disposizione di tutti e tutte.

 

Il nuovo complesso della parrocchia della Resurrezione di nostro Signore del Varignano è “una Chiesa che Risorge”, frutto di un complesso processo dovuto alla necessità di demolire la chiesa inaugurata nel 1985. Il percorso è iniziato nel 2014 quando la parrocchia è stata inserita in un progetto sperimentale promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana (CEI) – che ha dato il contributo prevalente per la costruzione attraverso un contributo dai fonti 8xmille della Chiesa Cattolica– denominato “Percorsi Diocesani”. La Diocesi di Lucca ha bandito un concorso nazionale di progettazione vinto dallo Studio Tamassociati di Venezia, con l’artista Marcello Chiarenza e il liturgista Alessandro Toniolo. I lavori, poi, sono iniziati nel dicembre 2017 (ad aggiudicarsi l’appalto è stata la Polistrade Costruzioni Generali di Campi Bisenzio in associazione temporanea d’impresa con la Rubner Holzbau di Bressanone).

 

La nuova chiesa

Il nuovo complesso è sorto sulla demolizione del vecchio e questo ha orientato le scelte per la costruzione. Ad esempio la forma della pianta centrale richiama l’antica chiesa, la filosofia della “nobile semplicità” la si ritrova nello spirito della sostenibilità concretizzato attraverso un impianto fotovoltaico posto a copertura della chiesa e la coibentazione dall’esterno per eliminare i ponti termici. Inoltre, è stato impiegato un sistema prefabbricato di pannelli di legno massello (tecnologia X-Lam) che consente il raggiungimento dei requisiti di resistenza sismica ed è stato scelto di mantenere alcune pareti interne con finitura a vista in legno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il “dialogo” con il quartiere

Il nuovo complesso propone un’articolazione armonica fra aula liturgica e ambienti di ministero pastorale a costituire un insieme che richiama la dimensione dell’edificio come “casa della Chiesa” e favorisce un inserimento nella dinamica urbana e del quartiere che risulta popolato da circa 10 mila persone. L’innesto è stato ottenuto anche grazie alla mediazione tra l’elemento naturale che è trattato come agente costitutivo dello spazio – e non solo come elemento ornamentale – e diventa momento di dialogo tra il complesso parrocchiale e il quartiere. Questo rapporto è ulteriormente specificato dall’inserimento all’interno di una grande area a giardino, luogo di accoglienza e di partecipazione. Con il suo corredo di piante e alberi simbolici, si pone come “porta del parco” contribuendo con forza trainante alla sviluppo e alla riqualificazione del quartiere stesso.

 

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