LA CITTÀ DI VIAREGGIO SALUTA IL VESCOVO PAOLO GIULIETTI

“Saluto il vescovo Paolo che da una settimana ha iniziato il suo ministero pastorale nella nostra diocesi. Lo ringrazio per aver scelto di venire oggi a Viareggio e gli dò il benvenuto a nome di tutta la città.

Viviamo in un territorio straordinario incastonato tra il mare e i monti, una terra che dai versanti delle Apuane scende fino alle lunghe distese di sabbia.

Con questa cortina di bellezza alle spalle e l’azzurro infinito di fronte, Viareggio è nata secoli fa intorno a una torre, la Torre Matilde, e a una chiesa, la Santissima Annunziata, dall’unione di anime diverse: è una città di mare Viareggio, e come tale invita e accoglie.

In questi anni la nostra città ha saputo ricostruire un legame con la diocesi grazie alla particolare attenzione di monsignor Italo Castellani, al quale mi legano amicizia e stima; a lui voglio porgere il mio ringraziamento, come sindaco, per l’affetto e la vicinanza nei confronti di Viareggio e dei suoi cittadini. Dai giorni tragici dell’estate 2009, all’occasione inaspettata della Via Crucis alla cittadella del Carnevale, tanti sono stati i momenti che abbiamo condiviso.

Un legame che parte da alcuni valori: accoglienza nei confronti di chi di chi ha bisogno o si trova in difficoltà, concretezza dell’azione amministrativa per costruire una comunità in grado di guardare al futuro con rinnovato ottimismo, trasparenza e correttezza come cardini del servizio pubblico che siamo chiamati a svolgere.

Questi sono alcuni degli aspetti intorno ai quali ruota la nuova stagione viareggina, questi sono i valori che oggi Le affidiamo nella consapevolezza che, solo attraverso una collaborazione attiva e operosa con il mondo cattolico, la nostra città potrà continuare a crescere.

Vescovo Paolo, sono certo che il suo sguardo saprà condividere con noi lo sforzo di contrastare le principali fragilità del nostro territorio e dare nuove opportunità alle tante persone (giovani, anziani, ammalati, disoccupati) in cerca di prospettive di vita.
Diverse sono le questioni da affrontare: dal lavoro che manca o che è precario e spesso anche insicuro, alla povertà sempre più diffusa ma anche sempre più nascosta, alla fragilità delle relazioni dentro le famiglie e tra le generazioni, alle sfide della convivenza tra persone provenienti dagli angoli diversi del nostro piccolo mondo globale.

«Liberi, anarchici, ignoti, fanciulli» così Tobino ha definito i Viareggini. Libertà, anarchia che a tratti ricorrono ancora nel carattere vivo e forte di questa città. Ma Viareggio oggi è una comunità matura, che ha dimostrato di avere cuore e coraggio, che ha affrontato e reagito a prove immense: penso soprattutto alla tragedia del 29 giugno che ha visto vittime 32 innocenti, uccisi dal fuoco nelle loro case.

Vescovo Paolo, a Viareggio troverà una comunità franca e sincera, troverà donne e uomini pronti a mettersi in cammino dietro quei valori che fanno parte della nostra identità.

Anarchia, libertà, cuore e coraggio, portiamo in dote al nostro vescovo. Ma anche arte e bellezza diffuse in ogni angolo di questa città incredibile e tutto il potenziale di fantasia ed innovazione espresso nelle eccellenze che la caratterizzano: dalla nautica alle strutture ricettive fino alle manifestazioni che hanno fatto conoscere Viareggio in Italia e nel mondo.

Vescovo Paolo, a Viareggio l’accoglie una comunità orgogliosa e fiera, disponibile e affettuosa.
Da parte nostra il più sentito benvenuto”.

Il sindaco
Giorgio Del Ghingaro

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