La città di Lucca lancia il Fondo comunale di Mutuo Soccorso per aiutare chi è fortemente penalizzato dagli effetti economici del Covid-19.

Il Fondo va a sostenere le nuove povertà e costruisce il percorso per la ripartenza. Attivato il conto corrente dedicato.

 

Nasce il Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Lucca, per aiutare chi, a causa del rallentamento dell’economia o come conseguenza delle misure adottate dal Governo per il contenimento dell’epidemia da Covid-19, si trova ora a fare i conti con quella che sta sempre più diventando un’emergenza sociale: assenza di lavoro e di liquidità, impossibilità a coniugare le poche o nulle entrate con i pagamenti dell’affitto o le scadenze fiscali, incertezza prolungata per il futuro, con il lavoro che non è chiaro se e quando ritornerà.

L’amministrazione Tambellini ha infatti costituito un Fondo di Mutuo Soccorso, sul quale il Comune versa subito 100.000 euro, destinato ad aiutare coloro che più di altri sono messi in difficoltà dalla diffusione del Coronavirus e, successivamente, a sostenere la ripresa del territorio, fatto di cittadini, attività, imprese, botteghe, partita Iva, precari, commercianti.

Il fondo è aperto alla partecipazione economica di singoli cittadini, di imprese, di fondazioni e di associazioni che vogliano dare il loro contribuito.

La novità è stata presentata questa mattina (1 aprile) in video-conferenza stampa dal sindaco di Lucca, Alessandro Tambellini e dall’assessore al bilancio, Giovanni Lemucchi.

 

Questa crisi non sta colpendo tutti allo stesso modospiega il sindaco -. C’è chi non ha mutato la propria condizione economica, chi ha accumulato un considerevole risparmio e chi ha visto crescere il proprio reddito, pensiamo per esempio alla grande distribuzione. Di contro c’è chi, invece, ha smesso di lavorare, chi ha perso il lavoro, chi non più contare su entrate e incassi: mi riferisco ai lavoratori precari, alle partite Iva, ai commercianti, ai professionisti. Persone che non si sono mai rivolte ai servizi sociali, ma che ora, e presumibilmente sempre più nelle prossime settimane, si troveranno a fronteggiare un’emergenza nell’emergenza: la mancanza di soldi per andare avanti. Ecco quindi che il Fondo di Mutuo Soccorso del Comune di Lucca non distribuirà soldi a pioggia a tutti, indipendentemente dalla propria condizione, e non andrà neanche a sostenere coloro che sono già in carico al sociale del Comune. La nostra volontà è di renderlo operativo per intercettare le cosiddette nuove povertà e per gettare le basi nel medio-lungo periodo per garantire una reale ripartenza al nostro territorio. Si tratta di un’azione che non guarda solo al contingente, ma che opera per un periodo più ampio nel tempo: il tutto si basa anche sul principio di solidarietà, per cui chiediamo a chi ha avuto dei vantaggi anche da questa situazione di aiutare e contribuire per chi invece ha avuto perdite nette. Far ripartire il territorio, in un’ottica futura, significa far crescere tutta la città e tutte le attività che qui vi operano, grandi o piccole che siano“.

 

Le risorse saranno distribuite alle fasce più deboli della popolazione colpite dal rallentamento dell’economia o come conseguenza delle misure assunte dalle autorità per il contenimento dell’epidemia. Particolare attenzione sarà dunque data, in una prima fase, ai disoccupati a causa della crisi Covid-19, ai dipendenti a tempo determinato cui non è stato rinnovato il contratto, ai precari, ai lavoratori autonomi in crisi. I fondi staranno nell’Ente, ma sono vincolati in un conto autonomo destinato a questi specifici interventi. “La nostra idea aggiunge l’assessore Lemucchi -, è coinvolgere e far lavorare insieme i consiglieri comunali delle commissioni sociale e bilancio. Sarà inoltre individuato un disciplinare e sarà formato un Consiglio di Gestione del Fondo, che considererà le candidature e approverà il sostegno: un organismo esterno, molto snello, formato da professionisti e non da politici. Non è solo una raccolta fondi: il Fondo di Mutuo Soccorso nasce con un’ambizione ampia, a lungo raggio. Nei primi 3/4 mesi le risorse serviranno per dare un contributo reale, concreto, a chi si trova in difficoltà a causa del Covid-19. In una seconda fase il Fondo sarà dedicato a interventi più strutturali che dovranno sostenere la ricostruzione del tessuto socio economico della città, con particolare attenzione ai piccoli esercizi e agli operatori economici, turistici, culturali e sportivi“.

 

Chiederemo anche alla grande distribuzione, alle banche, agli imprenditori, alle fondazioni, ai privati di contribuire per un aiuto che sarà complementare rispetto all’azione del Governoconclude il sindaco -. Contemporaneamente scriverò anche al Presidente del Consiglio dei Ministri per prevedere un provvedimento specifico per l’Iva, affinché venga calcolata in modo differenziato tra negozi tradizionali e vendite online: una concorrenza non confrontabile, che non può andare avanti senza regole. La città ne verrà fuori. Il grande cuore dei lucchesi ci aiuterà. Abbiamo sempre dato il meglio di noi stessi nei momenti difficili e lo faremo anche questa volta“.

 

CONTO CORRENTE E INCENTIVI FISCALI. L’iban del conto corrente dedicato a ricevere le donazioni è: IT 82 V 05034 13701 000000005172. Causale: Fondo Mutuo Soccorso Comune di Lucca. Ricordiamo che per le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020, in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 si applicano gli incentivi fiscali previsti dall’art. 66 del Decreto Legge “Cura Italia” (18 del 17 marzo 2020). In particolare: il Decreto introduce una detrazione dall’imposta lorda sul reddito pari al 30% per le erogazioni liberali, in denaro o in natura, effettuate nel 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali. Per le donazioni dai soggetti titolari di reddito d’impresa: le erogazioni in denaro sono integralmente deducibili dal reddito d’impresa; le cessioni gratuite di beni non sono considerate operazioni estranee all’esercizio d’impresa e quindi non concorrono a formare i ricavi. Non sono previsti limiti all’importo deducibile. Ai fini Irap, tali erogazioni sono deducibili nell’esercizio in cui avviene il versamento.

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