LA CIA TOSCANA NORD IN PRIMA LINEA PER TUTELARE LA PORTATA DEL CONDOTTO PUBBLICO: ‘LA SUA FUNZIONE E’ A SERVIZIO DELL’AGRICOLTURA, NON DELLE CENTRALINE’

 

«Il Condotto Pubblico ha una funzione prevalentemente irrigua che non può e non deve venire meno in nome di altri interessi. Per questo motivo, tutte le polemiche nate attorno alla questione ci interessano relativamente poco, se non per quanto riguarda la tutela degli agricoltori della Piana di Lucca che si trovano a dover affrontare un problema legato ai soli interessi dell’uomo».

Il direttore della Cia Toscana Nord, Alberto Focacci, prende posizione, a nome dell’Associazione Agricoltori Italiani, in merito alle recenti polemiche che hanno visto al centro la portata del Condotto Pubblico e delle esigenze che nascono dalle centraline idroelettriche che si trovano lungo il suo percorso.

 

«Bisogna sottolineare – prosegue Focacci – l’importanza di questo corso d’acqua per l’intera agricoltura della Piana: soprattutto nei mesi estivi è fondamentale per gli agricoltori della zona. Questo, storicamente, è il suo compito e non quello di alimentare delle centraline idroelettriche che sembra aver adesso preso il sopravvento. Per noi, invece, è importante che la sua portata sia costantemente garantita affinché gli agricoltori non debbano fare i conti con problemi legati alla mancanza di acqua, cosa che non avrebbe senso, poiché il Condotto Pubblico a quello serve».

 

Tutela degli agricoltori e dell’agricoltura della Piana, quindi, a monte della posizione della Cia Toscana Nord. «Da quando il Consorzio di Bonifica Toscana Nord ha assunto il compito della manutenzione – prosegue Focacci – abbiamo assistito a un netto miglioramento delle condizioni del Condotto Pubblico e dei canali irrigui che prendono acqua da esso e che assolvono molto meglio, rispetto al passato, al loro compito di portare acqua ai campi dei nostri agricoltori. Questo fa sì che l’agricoltura continui ad essere uno dei comparti economici cruciali per la Piana e, quindi, riteniamo che il Condotto Pubblico e, di conseguenza, la sua portata d’acqua, debbano essere tutelati a prescindere da quelli che possano essere altri interessi economici che, a fronte del danno che un depotenziamento della portata comporterebbe, divengono, a nostro avviso, poco rilevanti».

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