la Cattedrale di San Martino  a Lucca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VI sec.  (impianto intero bene)

L’impianto della chiesa originaria risale al VI sec. (1)
Descrizione
L’impianto della chiesa originaria risale al VI sec. e fu edificata per volontà del vescovo Frediano. Il titolo di cattedrale le fu trasferito dalla più antica cattedrale dei Ss. Giovanni e Reparata che aveva annesso il battistero.

 

Nel 1060 il vescovo Anselmo da Baggio, poi divenuto papa Alessandro II, iniziò i lavori della nuova fabbrica che furono completati nel 1070, anno della consacrazione, e di questo edificio rimangono oggi solo alcune tracce nel cortile adiacente al lato est della chiesa. La fabbrica nuova era a cinque navate, larga come quello attuale, con esclusione del transetto e della tribuna. In prossimità della chiesa vennero costruite le residenze per il clero, un ospizio ed un tribunale che giudicava, tra gli altri reati, anche quello di usura.

 

La facciata attuale fu iniziata alla fine del XII sec., e per assegnare i lavori fu appositamente costituita l’”opera del Frontespizio” che nel 1204 affidò il lavoro alla bottega di Guidetto, mentre i lavori di decorazione dell’atrio, iniziati nel 1233 furono completati nel 1257. Nel 1308 vennero intrapresi i lavori di ampliamento verso est che nell’arco di quasi un secolo trasformò l’impianto originario a cinque navate in una croce latina aggiungendo abside e transetto e allungando la fabbrica “di braccia quattordici”. Nel 1372 furono furono realizzati i contrafforti laterali per contrastare il dissesto statico provocato dalla spinta interna delle volte e così totalmente rinnovato anche il fianco nord. I lavori di decorazione interna della navata centrale, furono intrapresi nel XIV sec., con arcate cieche e teste alle imposte degli archi ed all’interno, la decorazione delle trifore del matroneo terminò alla fine del XV sec.

 

Nel sec. XVI, fra la tribuna e il transetto si costruì la cappella del Sacramento per opera di Vincenzo Civitali; in posizione simmetrica, sul lato opposto, fu costruita la cappella del Santuario completata 1637. Anche se la cattedrale ha subito diversi rimaneggiamenti nel corso dei secoli, questi non hanno comportato mutamenti nella costruzione armonica del complesso. All’esterno la facciata in marmo bianco con risalti di marmo serpentino e marmo rosso, risulta contraddistinta da un portico a tre arcate gradonate, delle quali la più stretta in aderenza alla torre campanaria. Nell’ordine superiore si trovano una serie di loggette con colonnine, di vari stili architettonici come a spirale, a canne, a torciglione, con motivi geometrici, fitomorfi, zoomorfi e antropomorfi, ripartite su tre livelli che rastremano verso l’alto.

 

Fino a pochi anni fa sulla facciata della chiesa si trovava l’originale della statua di S. Martino e il povero, del XII secolo: attualmente l’originale è stato trasferito in controfacciata e all’esterno è stata sistemata una copia. Nella parte inferiore sono finemente scolpiti gli architravi delle tre porte, le lunette e i pannelli in bicromia di marmo rosso e bianco. All’interno dell’aula domina il verticalismo dovuto all’effetto costituito dall’altezza delle volte a crociera con costoloni e pilastri cruciformi che suddividono l’aula in tre navate e le trifore dei falsi matronei, collocati nella parte alta della chiesa. Degna di nota la cappella del Volto Santo, di Matteo Civitali, in marmo, a forma di tempietto ottagonale in cui si conserva l’antico crocifisso ligneo noto come Volto Santo divenuto simbolo della città di Lucca, veneratissimo e meta di pellegrinaggi.

 

 

Nella cappella di destra si conserva il monumento funebre in marmo di Ilaria del Carretto, opera di Jacopo della Quercia eseguito nel 1405. La pavimentazione della cattedrale è caratterizzata da disegni geometrici in marmo colorato, opera della Bottega dei Civitali ed altre maestranze di zona. All’esterno la posizione del campanile condiziona la regolare scansione delle arcate del fronte: questo è dovuto al fatto che la torre, precendente alla cattedrale e di proprietà dell’antica famiglia dei Nardulli, è stata in seguito riadattata per utilizzarla come campanile.
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