La buona politica deve sempre dare l’esempio, ancor di più in un momento come questo.

Io, ne avessi la possibilità, farei subito, e senza problemi, il vaccino anticovid di AstraZeneca.
Care e Cari, buongiorno e buon inizio settimana a tutti quanti.
Quella che inizia è la settima con le nuove disposizioni, che al momento non toccano i nostri territori in quanto, come le scorse settimane, rimangono di colore arancione. È però anche l’inizio di quello che, stando a previsioni di buonsenso, sarà l’ultimo periodo da sacrifici più stringenti. Infatti, se davvero arriveremo con la metà di aprile a fare 500.000 vaccini il giorno, è verosimile che la popolazione sia immunizzata entro settembre, vale a dire in tempo per la nuova ondata autunno-inverno.
Quello che era, finalmente, un buon piano vaccinale, è momentaneamente rallentato a causa di dinamiche legate al vaccino di AstraZeneca. Dobbiamo dirlo con chiarezza: non vi è ad ora alcuna evidenza scientifica che colleghi alcune patologie al virus. Dobbiamo dirlo, perché altrimenti si farebbe una cattiva informazione. Se ci sono casi da verificare, è giusto che la magistratura faccia il suo corso, ma, se è sacrosanto il dolore delle famiglie che hanno subito le perdite (perdite che ad ora non sono collegate al virus), è ingiustificato l’eco mediatica che generalizza e che non si basa su dati scientifici.
Tutto quanto sopra per dire che, se mi toccasse stasera, farei il vaccino di AstraZeneca, così come dovrebbe fare, per dare l’esempio, il ministro Speranza. Dobbiamo avere fiducia nella scienza; la sola arma che abbiamo per tornare alle nostre vite normali.
Nel Comune i contagi sono stabili, anche se rispetto a ieri siamo saliti da 188 a 203 casi ogni 100.000 abitanti.
L’aurora non è lontana ed a maggior ragione non dobbiamo assolutamente abbassare la guardia.
Insieme ce la facciamo, insieme usciamo dalla pandemia
PATRIZIO ANDREUCCETTI

 

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