La Befana vien di notte…la vecchina a cavallo della scopa ha ormai concluso il suo lavoro!

La mattina dell’Epifania, una volta ,quando ancora imperava la superstizione, era usanza recitare alcune formule rituali, magari di mattina presto celati dietro una siepe ai margini di un crocevia, per captare, non visti, le parole dei primi passanti e trarre da esse auspici e pronostici.
Uno di questi detti recitava :

Pasqua, Pasquina, Pasquetta,
Ch’à vnì tre volti l’àn,
Cs’am suzdràl enca st’àn?
(Pasqua, Pasquina e Pasquetta che venite tre volte all’anno cosa mi succederà anche quest’anno?)

Il richiamo alle tre Pasque indica le tre feste indicate con questo nome: Pasquèta l’Epifania, Pasqua granda la Pasqua di resurrezione e Pasqua ròsa la Pentecoste.
L’Epifania chiude il ciclo festivo apertosi col Natale , come ricorda il detto:

Pifanì
Tot al festi la mena vì,
la li mèt int una casa,
la li mòla sol per Pascva,
u n’amòla qualcadòna
San Jusèf e la Madona.
(Epifania tutte le feste porta via,le mette in una cassa, le libera dopo Pasqua,ne liberano qualcheduna San Giuseppe e la Madonna)

Come si vede il Carnevale, seppure amato dal popolo,non è ricordato: era una festa invisa alla Chiesa e quindi esclusa dalle feste riconosciute.

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