La Befana ed i cori di Aquilea

 

di Daniele Vanni

 

Aquilea, colle longobardo a cavallo tra Piana di Lucca e Media Valle del Serchio, da sempre, mantiene diverse e particolari tradizioni antiche: alcune legate alla Garfagnana ligure, celtica e profondamente longobarda, che guarda verso le usanze e i costumi della Padania ed ancora più a Nord (basta vedere come qui è radicata, ben prima dei festival commerciali attuali, la festa di Halloween- Beltaine, con il trapasso, tra mondo inferiore e mondo superiore, di cui anche la Befana come sempre qui celebrata oggi e ieri sera, con grandissima partecipazione è un presidio tra i maggiori dell’anno.

Da sempre la comunità di Aquilea, 200 persone circa che vivono a 200 metri sopra la Piana, scoprendo all’orizzonte persino le luci di S. Miniato al Todesco,  nel silenzio e nel vento che, rovesciando le foglie degli alberi rende ora verde ora argentea la vallatetta, tutta legata, da secoli, (qui c’erano ben 7 frantoi, purtroppo tutti scomparsi!) alla coltura dell’ulivo (qui si “produce” uno dei migliori olii in assoluto al mondo!) per la Befana crea, scrive proprio canti di Questua (che poi sono qui più che altro celebrativi) e le esegue con dovizia di strumenti e musicisti e un nutritissimo coro.

Da sempre, per la sera del 5 Gennaio, qui si allestiscono e si agghindano con corone, luci e ghirlande natalizie, trattori con rimorchi che trasportano le Befane, che poi si recano in tutto il Morianese a rallegrare i borghi e spesso a portare doni, regali, giocattoli e dolciumi a casa dei bambini, oggi assai smaliziati e che vanno magari subito a controllare la veridicità sullo SmartPhone, come se il Web fosse dispensatore di verità!

Ogni anno, puntualmente, punto di ritrovo principale, canonico è, ed è stato anche ieri sera, il Bar Nannizzi, oggi di Elisabetta Nannizzi, ma da sempre gestito assieme ai genitori, la Signora Wanda ed il marito Niccolò, la cui Famiglia ha avuto la conduzione di questo vero e proprio presidio della collina lucchese (in assoluto la più bella della Lucchesia!) tanto che la rivendita dei tabacchi porta ancora il glorioso numero 9: come dire uno dei primissimi di tutta la provincia).

Nel locale, davanti al quale anche ieri sera si sono esibite le Befane e i cori di Aquilea, si possono vedere foto antiche di questa tradizione che, speriamo permanga ancora a lungo, con personaggi storici, ormai scomparsi che ogni anno però vengono ricordati. Tra il vino, il vin brulè di Wanda  si sono consumati piatti speciali, tartine particolari come solo sanno fare quassù, dove si prepara ancora la classica Zuppa, non industriale o commerciale, ma per il solo guato si strabiliare con ben 56 erbe e verdure!!

Mentre le Befane, eredi delle tradizione romane di Diana che volava sopra i campi, per dodici notti, delle Streghe medioevali, delle Strenne latini e delle feste dei Lares, gli antenati che crearono le Edicole, poi trasformate in “mestaine” che segnano i crocicchi e gli incroci, oggi perlopiù dedicate alla Madonna (e da queste piccole costruzioni deriva il nome di Compitalia e quindi del Compitese), spargevano caramelle e dolcetti, a significare, questo s’intendeva festeggiare un tempo! che le scorte invernali sono ben lungi dall’essere terminate e che la Primavera, sorella minore e più fresca dell’avvizzita ma dolce Vecchietta che rappresenta l’anno che muore, è una certezza che arriverà presto!

Intanto noi, aspettiamo anche la preziosa e graziosa Befana di Aquilea, per il prossimo anno!

 

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