Italiani sempre più preoccupati per le variazioni climatiche

di Claudio Vastano

 

Sono questi i risultati estrapolati da un recente sondaggio commissionato dalla Banca europea per gli investimenti. A livello europeo, i Paesi più pessimisti riguardo alla futura evoluzione del clima mondiale sono l’Italia, la Spagna, il Portogallo, la Grecia, Malta e Cipro (ovvero tutti i Paesi del Sud Europa, quelli che nei prossimi anni avranno maggiormente a che fare con fenomeni come le ondate di calore, la siccità, la desertificazione e l’innalzamento del livello dei mari).

A quanto pare, inoltre, i cittadini europei comprendono i problemi legati allo stravolgimento climatico molto meglio di quelli americani e cinesi. Lo dimostra il fatto che in Europa il 78% delle persone intervistate si è dimostrato preoccupato, mentre in Cina tale valore si attesta intorno al 65% e in USA al 63%. Questo dato, inoltre, va a braccetto con la percentuale di chi dubita dell’esistenza di un global-warming o di chi lo nega; in Europa siamo attorno al 5%, mentre negli Stati Uniti il valore è praticamente triplicato.

Venendo al caso italiano, il sondaggio ha rivelato che l’83% dei cittadini (circa quattro persone su cinque) si dichiarano preoccupati per gli effetti del cambiamento climatico, mentre il 67% ritiene addirittura che questo fenomeno rappresenti già oggi un rischio per l’umanità.

“Per quanto gli europei appaiano più consapevoli, è necessario proseguire con un impegno ancora maggiore per indurre la comunità internazionale a passare all’azione in occasione della Conferenza delle Parti che si terrà in Polonia dal 3 al 14 dicembre di quest’anno” ha dichiarato Monica Scatasta, responsabile delle politiche ambientali, climatiche e sociali della Banca europea per gli investimenti.

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