ISTRUTTORIA NON ANCORA CONCLUSA SULLA PROPOSTA DI UNA DISTINZIONE ONORIFICA ALLA MEMORIA DI DON GIUSEPPE VANGELISTI

Stazzema- Trascorrono gli anni, sono quasi quattro, ma ancora il Comune di Stazzema non ha assunto la delibera con cui dovrà essere espresso il parere istituzionale in merito alla possibilità di conferire una distinzione onorifica alla memoria di don Giuseppe Vangelisti, il parroco che approntò una squadra di volontari per andare scavare le fosse per il seppellimento delle vittime della strage di Sant’Anna di Stazzema, fu testimone al processo contro Reder a Bologna e ha lasciato scritto varie memorie sulla strage. Don Vangelisti fu punto di riferimento per quanto concerne l’eccidio e il dopo strage, tanto che è stato riconosciuto come “testimone oculare” fino alla pubblicazione postuma dell’ultimo memoriale, avvenuta nel 1997. Da quel momento inizia il sistematico smantellamento morale della sua figura, fino a definirlo “falso mito” e “memoria antipartigiana” in un contesto ambientale in cui, quello di Sant’Anna, la memoria antipartigiana è stata fino all’inizio degli anni ’90 preponderante tra i superstiti della strage. Un sacerdote che non è stato attaccato in vita ma che da morto è stato praticamente cancellato. Pochi hanno difeso la sua mortificata figura, tanti invece i pavidi che hanno assistito in silenzio a questo ingiusto trattamento. E’ singolare che l’istruttoria attendi di essere conclusa perché manca ancora il parere che deve esprimere l’Associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema, dopo i pareri negativi espressi dall’Anpi Versilia e dall’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea di Lucca. Pareri già acquisiti dal Comune di Stazzema. Manca l’ultimo parere: quello di coloro che hanno meglio conosciuto il sacerdote Don Vangelisti per completare l’istruttoria e dare modo al Comune di Stazzema di ufficializzare con un’apposita delibera l’accoglimento o il respingimento della proposta finalizzata a conferire alla memoria del parroco di La Culla una distinzione onorifica per quanto ha fatto a favore di Sant’Anna durante il suo ministero sacerdotale,  per il ruolo di testimone della memoria di quel drammatico periodo che ha ricoperto nel dopoguerra, nonché di “disubbidiente” alle Leggi Razziali che si rivelò consentendo al rabbino Elio Toaff e alla sua famiglia. l’ospitalità e la salvezza nella canonica di La Culla. 

Giuseppe Vezzoni, addì 8.1.2020

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