Isola Santa: un antico borgo in parte sommerso

Isola Santa: un antico borgo in parte sommerso

Una manciata di casette in pietra, sorte attorno ad un antico ospitale e incastonate in una cornice naturale e paesaggistica unica, sono finalmente tornate a nuova vita dopo anni di totale abbandono: Isola Santa.
Isola Santa si trova nel comune di Careggine (Lucca), in Garfagnana, nel cuore del Parco della Alpi Apuane, a 550 m s.l.m. Sorge sulle rive dell’omonimo lago formato dal torrente Turrite Secca, circondato da boschi e protetto dalle aspre cime della Alpi Apuane. E’ un angolo incontaminato, un minuscolo borgo con casette in pietra dai tetti di ardesia e pavimenti di castagno, dove il tempo sembra essersi fermato.
Un tempo era un antico ospitale, un luogo di ristoro per i pellegrini sulla strada che collegava la Garfagnana alla Versilia, oggi è un albergo diffuso dove la vita scorre ancora lenta.La nostra visita
La Garfagnana è una delle nostre mete preferite, adoriamo viaggiare nella sua natura incontaminata, perderci fra strade tortuose e tornanti strettissimi che si inerpicano su montagne antiche, scoprendo piccoli borghi d’altri tempi. Ma se a tutto questo aggiungiamo uno specchio d’acqua, un vecchio hospitale e un paesino abbandonato riportato al suo antico splendore, allora il viaggio diventa ancora più interessante.
Sulle orme di antichi viandanti, ci addentriamo così nel cuore della Garfagnana, fino ad arrivare al minuscolo borgo nascosto di Isola Santa, nascosto perché è completamente sottostrada.Giunti in prossimità del paese si parcheggia l’auto, perché l’accesso è esclusivamente pedonale, e si imbocca un piccolo sentiero lastricato, in discesa. Ed ecco il villaggio: una manciata di casette in pietra grigia adagiate sulla riva di un lago dalle acque verdi smeraldo. Scendendo tra le vecchie abitazioni, in un silenzio quasi irreale, si percepisce subito un’atmosfera d’altri tempi. Sullo sfondo la sagoma poderosa del Campanile, in origine una torre, e quella massiccia dell’antica Chiesa di San Jacopo, ormai sconsacrata, da sempre polo dominante dell’abitato. Dietro di loro il lago, causa dell’abbandono del paese e al tempo stesso bellissima cornice paesaggistica, anche se artificiale.Difficile raccontare Isola Santa a parole.
Entriamo nella Chiesa dove è allestita un’esposizione di artigianato locale e conosciamo così la signora Maria Luisa che conquistata dalla curiosità di Sofia non solo le racconta la storia del borgo ma le regala anche due anellini. Dopo una merenda alla Casa del Pescatore, proseguiamo la passeggiata sul sentiero lungo la sponda del lago. Intorno al lago boschi di castagni e faggi che si specchiano nelle sue acque e sopra a tutto quanto la Pania della Croce.
Sofia con lo sguardo cerca un’isola, un’isola nel lago. Le spiego che non la troverà perché qui c’è solo un’isola di pace e relax.La storia di Isola Santa
Un antico hospitale
L’origine del paese di Isola Santa viene fatta risalire all’esistenza di un “hospitale”, luogo di sosta e ristoro di pellegrini e viandanti, ma anche contrabbandieri di sale, in cammino tra la Versilia e la Garfagna attraversavano le Alpi Apuane. Un tragitto lungo e faticoso, di cui Isola Santa era un punto di passaggio obbligato.
Le prime notizie certe su un hospitale, annesso alla chiesa di S.Jacopo, sono del 1260 in occasione di una tassa pro-Crociate, ma la sua nascita è sicuramente più antica.
Attorno all’hospitale sorge il borgo, un posto “di guardia” in posizione strategica di controllo sulla stretta valle.
Per secoli la storia del piccolo borgo segue di pari passo quella del suo hospitale. Nel 1580 questo viene soppresso e il piccolo paese sopravvive in una situazione di isolamento fino al secolo XIX, dovuta alla sua ubicazione geografica e alle scarse vie di comunicazione.Il lago e l’abbandono
Nel 1949 viene costruita la diga per lo sfruttamento idroelettrico delle acque del Turrite Secca. Viene sbarrato il torrente e creato il bacino, che in parte sommerge l’antico abitato: alcune case, il vecchio Mulino Mosceta e l’antico ponte che attraversava il torrente vengono sommersi dalle acque del nuovo lago. Isola Santa, appena più in alto, si salva, ma non completamente. Subentrano ben presto dissesti idrogeologici con conseguenti problemi di stabilità per le abitazioni, dovuti alle grandi escursioni giornaliere del livello del lago. Ha inizio un progressivo, ma non completo, spopolamento. Alla fine degli anni sessanta i problemi di stabilità vengono risolti ma i danni irreparabili ormai sono stati fatti. Nel 1975 gli ultimi abitanti rimasti, durante un periodo di svuotamento del bacino artificiale, lo occupano per rivendicare il diritto ad abitazioni sicure. La protesta porta i suoi frutti e vengono costruite nuove case poco sopra il paese, le “Case Ater”. Isola Santa si svuota completamente, diventando un borgo abbandonato.Il recupero
Poi nel 2000, grazie ad un progetto di ristrutturazione, inizia il lento recupero del borgo. Così tornano a nuova vita a poco a poco le abitazioni e l’antica Chiesa di San Jacopo, ormai sconsacrata, che negli anni aveva subito un progressivo decadimento strutturale. Il borgo viene trasformato in un albergo diffuso per un turismo intimo, personale, a passo lento. Oggi Isola Santa è un luogo ideale dove sostare per riappropriarsi dei propri spazi, lontano dalla massa, passeggiando fra i boschi o sulla riva del lago e allo stesso tempo un punto di partenza perfetto per andare alla scoperta della Garfagnana, perché questo è un luogo dove da sempre si arriva per ripartire.Storia di una rinascita 
Capitai ad Isola Santa tanti anni fa, quando ancora era abbandonata. Trovai un borgo che emanava un fascino particolare, un ché di antico e incantato che difficilmente riesco a spiegare. Ne fui colpita e rattristata insieme.
Sembrava essere all’interno di una cartolina, anzi per la precisione uno di quei disegni che in passato si trovavano sui biglietti per gli auguri; quel piccolissimo borgo in pietra, con quella cornice naturale e paesaggistica unica e sorprendente, sembrava fatto apposta per essere dipinto. Una foto dentro una cornice d’argento sul pianoforte a casa dei miei ricorda quel giorno.
Poi qualcosa si è mosso. Il ricordo di quel paesino, ancora vivo nel cuore dei vecchi abitanti, insieme forse al rimorso per averlo abbandonato a se stesso, ha messo in moto un processo di rinascita. Grazie alla sensibilità e all’impegno di tanti Isola Santa a poco a poco ha iniziato a rivivere. Alcune delle caratteristiche abitazioni vengono recuperate come graziose e accoglienti case vacanze, viene realizzata la “Casa del Pescatore” e creata, attorno al lago, l’area di pesca alla trota autoctona della Garfagnana.A marzo 2014, grazie a un finanziamento europeo a fondo perduto di circa 300.000 euro, vengono inaugurati i lavori di rifacimento e consolidamento della chiesa di San Jacopo. Un ulteriore finanziamento di 145.000 euro, proveniente dalla fondazione ARCUS del Ministero dei Beni Culturali, consente il recupero di alcune aree esterne, a partire dalla piazza S. Giacomo antistante la chiesa. Segue nel maggio 2016 un appello al Governo per il recupero e il restauro di Isola Santa quale “luogo culturale dimenticato e patrimonio nazionale da salvare e valorizzare”, sponsorizzato dallo stesso sindaco tramite una pagina facebook “Salviamo Isola Santa” che in un solo giorno raggiunge 1.300 “like”. A fine 2017 grazie al “Progetto Bellezz@” il finanziamento è stanziato con la cifra straordinaria di 1.958.400 euro.
Inizia così una nuova vita per il borgo.

https://www.bimbiagiro.it/2019/10/07/isola-santa-un-antico-borgo-in-parte-sommerso/?fbclid=IwAR2Rd5qBoymHwEggQ7pagmnUK7hHbtXXxlhg3rLVfH3dzwGnyit8UFnMYwA

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