Isola ecologica di San Romano: procedono i lavori per il posizionamento dei torrini per la raccolta differenziata dei rifiuti

Dagli scavi emergono frattanto nuove testimonianze storiche.

Proseguono i lavori per la realizzazione dell’isola ecologica a scomparsa in piazza San Romano. Si tratta dell’undicesima struttura dedicata alla raccolta differenziata dei residenti e degli esercizi commerciali del centro storico che entrerà in funzione dopo quelle già realizzate e posizionate in piazzale San Donato, piazza Santa Maria, via dei Bacchettoni, via Francesco Carrara, via del Crocifisso, porta San Jacopo, via Piaggia angolo via del Fosso, piazza San Gregorio, piazzetta della Posta e piazza della Zecca.

Qualche mese fa era stato eseguito lo scavo archeologico preventivo, che aveva accertato la fattibilità dell’impianto con alcune modifiche progettuali dovute alle esigenze di conservazione di due strutture murarie di epoca medievale, emerse al centro dell’area di scavo. Durante questa prima fase delle indagini era già stato ipotizzato dagli archeologi, diretti dall’allora funzionario Giulio Ciampoltrini, che tali murature fossero da ricondurre ad un edificio religioso, presente nell’area prima della costruzione della Chiesa e del Convento di San Romano.

Il cantiere vero e proprio per la collocazione dei torrini è stato aperto il 20 agosto ed è sempre seguito dalle archeologhe Elisabetta Abela e Maila Franceschini, sotto la direzione scientifica di Neva Chiarenza, funzionario della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Province di Lucca e Massa Carrara. Lo scavo finora effettuato ha consentito di riportare alla luce un monumento scomparso da secoli. Si tratta verosimilmente della Chiesa di San Giuliano, attestata nei documenti lucchesi sin dall’XI secolo, dotata di un portico, di un chiostro, di un ospedale per i pellegrini e di una canonica; il complesso fu donato dall’abate di San Pantaleone ai monaci domenicani, che ne decisero l’abbattimento nella seconda metà del XIII secolo, per erigere la Chiesa di San Romano. Si trattava di un edificio imponente a giudicare dalle strutture del transetto e dell’abside messi in luce, costruiti con un’accurata tecnica costruttiva, caratterizzata da un paramento a blocchi lapidei che rivestiva il conglomerato interno a ciottoli e malta tenace. La pianta era originariamente ad aula unica, e fu suddivisa in tre navate, nel corso del XII secolo, come testimonia il basamento di un grande pilastro con fondazione a gradoni, scoperto in corrispondenza dell’innesto tra l’abside e il transetto. Durante la prima fase dei lavori, nell’area esterna alla chiesa, erano state scoperte due sepolture, in fossa terragna, con inumati adulti di sesso maschile, deposti con alcuni oggetti metallici pertinenti all’abbigliamento, databili alla prima metà del XIII secolo. E’ di particolare rilievo che la chiesa dedicata a San Giuliano, protettore dei pellegrini, fosse stata edificata proprio lungo il tratto urbano della Via Francigena, che dalla porta occidentale giungeva fino al Duomo: quella stessa strada che solo un mese fa è tornata alla luce all’interno del complesso della Manifattura Tabacchi e ha portato alla luce nuovi e importanti reperti.

Il cantiere per la realizzazione della isola ecologica di San Romano, andrà avanti sotto la direzione di Sistema Ambiente nelle prossime settimane: si ipotizza di poter terminare i lavori e dunque attivare l’undicesima isola ecologica cittadina entro il mese di ottobre.

Intanto prosegue l’iter per la realizzazione della dodicesima isola ecologica a scomparsa, quella che dovrà sorgere in via della Stufa vicino al carcere San Giorgio. Sistema Ambiente ha infatti richiesto alla Soprintendenza l’autorizzazione per effettuare gli scavi archeologici preventivi per verificare la compatibilità del sito con la realizzazione dell’opera. Gli interventi rientrano nel progetto complessivo di riorganizzazione della raccolta dei rifiuti in centro storico, che prevede di affiancare alle isole ecologiche interrate l’installazione anche 50 isole ecologiche fuori terra di piccole dimensioni, per andare così a offrire una soluzione ulteriore per il conferimento dei materiali e per il decoro urbano in modo da eliminare la raccolta dei rifiuti a filo strada, che dovrà restare solo come servizio da attivare a chiamata e in casi specifici.

 

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