È noto che l’ipercolesterolemia è correlata ad un significativo incremento del rischio di sviluppare coronaropatie, al punto che circa un terzo delle malattie cardiache su base ischemica può essere imputato a livelli elevati di colesterolo cosiddetto “cattivo” (colesterolo LDL). In particolare, è ormai acquisito che il colesterolo LDL depositandosi nella parete arteriosa, favorisce l’insorgenza di aterosclerosi, patologia caratterizzata dalla formazione di placche che ispessiscono e induriscono la parete, ostacolando la circolazione ematica. In presenza di aterosclerosi delle arterie coronarie il cuore può andare in carenza di ossigeno, infatti le placche aterosclerotiche, ostruendo l’arteria, ne riducono il flusso e possono anche rompersi, rilasciando frammenti in grado di occludere i vasi, fino alla completa interruzione del flusso di sangue. Se l’occlusione è parziale ne deriverà “angina pectoris”, se più estesa, infarto acuto del miocardio. Con lo stesso meccanismo possono insorgere ictus cerebrali, arteriopatie obliteranti degli arti inferiori e patologie renali croniche. L’ipercolesterolemia risulta quindi decisamente al vertice della piramide dei fattori di rischio cardiovascolare, con una probabilità per i pazienti che ne sono affetti di sviluppare patologie, soprattutto coronariche, diverse volte superiore rispetto alla popolazione normale: alti livelli di colesterolo LDL rappresentano infatti il primo fattore di rischio per cardiopatie ischemiche, precedendo fumo, diabete, ipertensione e obesità. Ne deriva un carico di costi sanitari, diretti ed indiretti, che giustifica ampiamente l’importanza anche sociale di adeguate strategie di trattamento. La terapia con statine, complessivamente efficace e comunque sempre da riservare alla decisione del Medico, è caratterizzata da possibili effetti collaterali a livello epatico e soprattutto muscolare e la disponibilità di statine cosiddette “naturali” (Monacolina K) non deve portare a conclusioni affrettate: il meccanismo d’azione è assolutamente identico a quello delle statine di sintesi e, del resto, “naturale” e “innocuo” non sono certo sinonimi, per cui anche in questo caso la decisione deve essere sempre, in ultima analisi, comunque di pertinenza medica. Si pone quindi il problema di come impostare una terapia efficace nei pazienti intolleranti alle statine: la Ricerca italiana è arrivata recentissimamente alla formulazione di Farostin, un prodotto non farmaceutico, con meccanismo d’azione diverso da quello delle statine sia sintetiche che naturali, a base di Revifast (formulazione brevettata di resveratrolo incapsulato in magnesio idrossido) e piante officinali (Berberis e Astragalo), classificabile da un punto di vista regolatorio fra gli Integratori alimentari, in grado di permettere al Curante una alternativa alle statine di qualunque origine, in monoterapia, o da associare a queste, riducendone il dosaggio, al fine di migliorarne la tollerabilità, che risulta sempre essere dose-dipendente, con l’obiettivo di consentire ad ogni paziente una terapia personalizzata. Negli studi che hanno utilizzato questa associazione di principi attivi naturali sono stati rilevati:

– riduzione del colesterolo totale e del colesterolo LDL;

– incremento del colesterolo HDL;

– miglioramento dei “marcatori predittivi di rischio cardiovascolare”: Glicemia, Indice HOMA (modello matematico che fornisce una stima dell’insulino-resistenza in base alle concentrazioni plasmatiche di insulina e di glucosio a digiuno), Insulinemia e Pressione sistolica.

L’importanza del controllo dell’ipercolesterolemia è argomento ampiamente condiviso da tutta la comunità scientifica ma l’ancora elevata percentuale di pazienti inconsapevoli del rischio, sposta l’attenzione verso il  prioritario obiettivo di una corretta e generalizzata informazione da parte dei media, anche a livello della vasta platea dei potenziali fruitori di strategie terapeutiche e preventive, ormai sempre più orientate versa l’impiego di sostanze naturali, in un contesto generale di educazione alimentare e di miglioramento degli stili di vita, di fondamentale e crescente importanza individuale e sociale.

Share