Io dico che ora c’è un unico piano d’azione possibile: dare direttamente i soldi a imprese ed attività commerciali.
Acceleriamo su Recovery Fund e Mes e rendiamo presto disponibili i fondi da investire. Il dato dell’impoverimento delle famiglie, che fino a poco tempo fa era sotto il 30% e che oggi supera il 40%, è una spia chiara di allarme sociale. Le attività commerciali hanno subito i mesi difficili di primavera, hanno un po’ respirato d’estate, ma in particolare da una settimana a questa parte mi raccontano (ci raccontano) un calo visibile di presenze e consumi. A maggior ragione il calo sarebbe ulteriormente drastico in caso di ulteriori restrizioni e/o di lockdown.
Per intervenire su questo stato di cose il Governo deve dare direttamente i soli ad imprese ed attività commerciali, in tempi celeri e senza che vi siano meccanismi inutilmente farraginosi.
Condivido una proposta: per aziende da un certo fatturato in su se ne occupi lo stato; per aziende da un certo fatturato in giù si diano soldi ai Comuni. È fondamentale però che i comuni i quali, sia grazie agli amministratori che agli uffici, conoscono alla perfezione le proprie realtà, siano liberati dalla burocrazia. E se per svolgere questo compito serve personale in più, che ai comuni venga data la possibilità di assumere con selezioni rapide, per titoli e che consentano di superare il tetto stabilito per la spesa del personale.
Noi come amministrazione abbiamo investito di soldi nostri per dare un contributo ai commercianti e per sgravare loro la Tari per il periodo del lockdown. Altri comuni hanno fatto azioni simili. Se avessimo i soldi sapremmo come e dove agire.
Va fatto presto.

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