Per ogni agricoltore ci sono circa 5 capi di ungulati: a lanciare il grido di allarme è la Cia Toscana Nord che sottolinea come l’emergenza dettata dalla presenza degli ungulati in generale e, in particolare, dei cinghiali sia praticamente senza fine.

Siamo di fronte a una situazione che, giorno dopo giorno, diventa sempre più insostenibile – afferma il presidente della Cia Toscana Nord, Piero Tartagni – e che vede, anche sul nostro territorio, la presenza di un carico quasi raddoppiato in cinque anni, con danni produttivi oramai incalcolabili: i soli Atc hanno accertato 10 milioni di euro di danni in questi ultimi 5 anni e a questi vanno aggiunti i danni economici e imprenditoriali, che rappresentano una quota molto superiore. Per questa ragione, come Cia Toscana Nord aderiamo allo stato di agitazione della categoria, indetto a livello nazionale

Da domani (martedì 4 agosto), infatti, partirà la mobilitazione della Cia, per portare all’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica l’emergenza ungulati che danni affligge gli agricoltori.

Non ci possiamo più permettere di sottovalutare questo problema – dice Tartagni – e non possiamo nemmeno delegare la ricerca delle soluzioni ai soli ‘addetti ai lavori’: è necessaria adesso la piena consapevolezza del rilievo politico e istituzionale di questo tema che richiede soluzioni strategiche chiare e condivise

La Cia Toscana ha predisposto un documento che consegnerà alle istituzioni nel quale indica le soluzioni immediate per superare l’emergenza. Tra queste vi è la piena attuazione entro l’anno del Piano Faunistico regionale e l’adozione di un piano straordinario di interventi per riportare la presenza e la densità degli ungulati in equilibrio con il territorio. Sono, poi, previsti interventi di contenimento e di prelievo della fauna selvatica – in particolare ungulati – nei parchi e nelle aree protette. Infine è inserita la garanzia del rispetto del principio del risarcimento totale dei danni diretti e indiretti causati da fauna selvatica e ungulati, come sancito dal Piano Faunistico regionale.

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