INTERVISTA SANITÀ E REPORT CONFRONTO CANDIDATI PER PIETRASANTA E I COMITATI CAVA FORNACE, TALLIO, GAIA, INCENERITORE

Si è svolto mercoledì sera, in Sant´Agostino, il confronto tra i candidati a sindaco per la città di Pietrasanta, su temi che stanno molto a cuore ai cittadini e riguardano la salubrità dell`ambiente, inevitabilmente connessa la salute, il rincaro dei servizi in particolar modo di quelli idrici, anche alla luce di quanto avvenuto con l´emergenza tallio nel paese di Val di Castello. I comitati organizzatori erano : Comitato Cava Fornace; Comitato Acqua alla Gola, Comitato Tallio Val di Castello e Inceneritore del Pollino. Fuori, all´ingresso, presenti anche i comitati della sanità con un presidio informativo. L´intervista sulla sanità è stata promossa e voluta per il fatto che il sindaco è, in fin dei conti, responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio e il consiglio comunale condivide questa responsabilità. I sindaci, per una modifica della legge 833/78, non sono più gli incaricati a gestire il servizio sanitario ma ad essi sono affidati dal DLg 299/99 (decreto Bindi) poteri di programmazione, di controllo e di giudizio sull’operato del direttore generale delle ASL. Il sindaco deve conoscere lo stato di salute della popolazione, deve prendere provvedimenti se le condizioni ambientali sono invivibili e, se esistono pericoli incombenti, deve informare la popolazione dei rischi rilevanti cui è sottoposta. In ordine a tutto questo era fondamentale, per i cittadini, avere chiara la posizione dei candidati su questioni in ordine alle quali si dibatte da molto ma, tirando le somme, non si riesce mai a trovare la quadra. Un sindaco che si rispetti dovrebbe costantemente mantenere, tra le sue priorità, la sanità e non divenire il mero esecutore delle direttive imposte a livello regionale. Il sindaco dovrebbe tenere, se necessario, un atteggiamento critico quando riscontra che i cittadini che rappresenta stanno affrontando serie difficoltà, nel momento in cui si rivolgono al Servizio Sanitario che non funziona come dovrebbe e la presenza di comitati, dentro e fuori da questa sala, ne è conferma.

DOMANDE RIVOLTE AI CANDIDATI:

1) Come vi ponete di fronte allípotesi di una possibile ricostituzione di una sovrastruttura, ad hoc, finalizzata alla gestione delle prestazioni socio-sanitarie, considerando che le perplessità sollevate da coloro che si erano opposti potevano essere ricondotte ad un concetto cardine, vale a dire, l`opportunità o meno di tale sovrastruttura? Gli aspetti negativi che sono stati rilevati nella SdS sembra siano: 1) aver introdotto ulteriori costi vivi di gestione; 2) aver spostato risorse dalla Sanità ai Comuni, i quali sono strettamente ingessati dai patti di stabilità. Questa ipotesi, tra le altre cose, sembrerebbe avallata anche dalle reciproche posizioni che la Asl e i Comuni hanno nei confronti della SdS Versilia, così come emergerebbe dai dati provvisori della gestione commissariale: secondo i quali, per inciso, la Asl vanterebbe un credito di Euro 1.300.000 mentre i Comuni sono in debito per un totale di Euro 2.700.000;

2) Come si pongono i candidati nei confonti della Regione Toscana a proposito del fattoche la Asl Nord-Ovest ha recentemente annunciato un piano assunzioni che coprirà, a malapena, l´85% del turn over e sappiamo bene che per far fronte alle emergenze, da dicembre a marzo scorsi, erano stati assunti interinali per periodi di 5 giorni alla volta, con tutti i diagi che ciò comporta, e come si coniuga tutto questo con l´immagine che i Comuni come i nostri, a forte vocazione turistica, dovrebbero dare di loro stessi, considerando che nel periodo estivo la popolazione triplica rispetto a quella residente?

Ettore Neri: non so se i conti riportati siano realistici ma vorrei focalizzare non tanto su quella che si è definito sovrastruttura per la gestione dei servizi socio-sanitari bensì sul fatto che per dare assistenza ad anziani, disabili, soggetti con dipendenze e non solo abbiamo assoluto bisogno di mettere insieme i bilanci dei comuni del distretto con i bilanci della Asl e lo strumento intermedio aveva proprio la funzione di superare l´ingessatura dei comuni, creata dai patti di stabilità. Visto che però il percorso di scioglimento della Società della Salute (SdS) è stato intrapreso e non si può tornare indietro, serve un´alternativa capace di garantire i servizi per cui è fondamentale ricostituire un organismo, con forma convenzionata, in grado di convogliare le risorse dei comuni, della Regione e della Asl per ripristinare i servizi utili al cittadino, rispondenti alle sue esigenze, non dobbiamo confondere il concetto di sanità con quello di salute, la sanità rimante all´interno delle strutture ospedaliere, il diritto alla salute e le politiche per la salute si applicano sul territorio. Per quanto riguarda le problematiche riscontrate dai cittadini in ordine all´accesso al PS, alla diagnostica preventiva e alle liste di attesa, i problemi ci sono ma non va sottovalutato nemmeno il fatto che, a volte, incide anche un cattivo concetto di salute da parte del cittadino e quella che si chiama medicina difensiva dei medici i quali, andando spesso incontro a denunce, tendono a prescrivere più esami della normale routine, appesantendo i costi della Sanità Toscana.

Daniele Mazzoni: vorrei iniziare subito con il parlare della copertura del turn over che arriva ad un massimo dell´85% del fabbisogno. A mio avviso è necessario che i sindaci inizino a fare la voce grossa in Regione Toscana e non certo che si adeguino alle politiche dei tagli e dell´area vasta che hanno condotto davvero ad un risultato scandaloso. Per quanto riguarda le liste di attesa, al di là di quanto affermato da Ettore Neri, sembra proprio che ci sia un preciso disegno della Regione Toscana, sulla Sanità Pubblica, fortemente indirizzato alla privatizzazione: in che altro modo si potrebbe leggere il messaggio che ci viene propinato quotidianamente quando ad un utente si chiede di andare a fare un esame diagnostico all´isola d`Elba con il SSN ad Euro 40.00, mentre privatamente posso farlo a Viareggio con Euro 38.00? Oppure al PS i pazienti vengono visitati mentre il vicino di letto espleta i suoi bisogni fisiologici. Ma è davvero questa la sanità che ci attende, e soprattutto, che vogliamo? Se sarò eletto mi impegnerò in prima persona affinché si comprenda bene che un sindaco non è un semplice fantoccio ma è qualcuno che deve essere ascoltato, soprattutto quando dice che in estate gli ospedali di Firenze rimangono vuoti, ma non lo sono quelli del litorale.

Nicola Briganti: Non nego che alcuni aspetti della SdS siano stati positivi. Il M5S è da sempre contrario alle SdS e non perché fossero state giudicate incostituzionali, questo aspetto non è affatto vero, il giudizio di incostituzionalità era limitato a due norme che si occupavano di finanziare la SdS. La nostra contrarietà deriva più semplicemente dal fatto che se anche può essere necessaria la creazione di una sovrastruttura per la gestione dei servizi socio-sanitari, questa non deve assolutamente trasformarsi in un “poltronificio”. Nella SdS, ad esempio, il riconoscimento al dirigente, collocato come direttore, non è passato inosservato, infatti. Per quanto riguarada il discorso del piano assunzioni, è chiaro che la nostra permanenza in Europa ci impone costi e tagli che vanno assolutamente rispettati e i primi settori che vengono tagliati sono proprio quelli più utili ai cittadini. Conosciamo tutti il modo per invertire questa tendenza.

Alberto Giovannetti: Sono assolutamente contrario alla ricostituzione di qualcosa anche solo di simile alla SdS ed opto, senza dubbio, per le vecchie convenzioni. Una precisazione tengo molto a farla, il comune di Pietrasanta non rientra tra quelli che hanno debiti in questo ambito, ma è sotto gli occhi di tutti che la santià non funziona, è al collasso: anziani che vengono mandati lontanissimo da casa per fare un esame diagnostico o una visita, servizi distrettuali e ospedalieri che chiudono e vengono spostati altrove, insomma, il quadro è sicuramente sconfortante, ed è per questo che mi sono recato all`ultima manifestazione della FIALS, davanti al PS dell´Ospedale Versilia, qualche settimana fa. Per quanto concerne il piano assunzioni non si deve certo bloccare ad una percentuale che non copre nemmeno il fabbisogno, in questo senso la Regione ha fallito, sarebbe opportuno ritornare ad una gestione centralizzata della sanità.

Marco Dati: Fino a questo momento ho ascoltato, più che candidati, delle forze politiche che hanno, giustamente la loro posizione da difendere ma come sindaci potremmo benissimo opporci e seguire tutte le strade che sono utili al miglioramento delle condizioni del sistema sanitario. Nel nostro programma, ad esempio, abbiamo promesso di istituire uno sportello di ascolto per coloro che si trovino in difficoltà per problemi connessi all´ambito sanitario, una cosa utile al cittadino, dal nostro punto di vista.

RESOCONTO DIBATTITO SU CAVA FORNACE/TALLIO Valdicastello E IMPIANTI IMPATTANTI in Località Pollino, ACQUA ALLA GOLA.

G. Bugliani prende la parola ed espone l´esperienza del Comitato Cava Fornace. Cava Fornace nasce per il conferimento di interti derivanti dal territorio apuo-versiliese ma nel 2007 a causa di forzature amministrative, viene trasformata, vale a dire, viene riclassificata in discarica per materiale speciale tra cui amianto. Questa discarica cresce di anno in anno nel totale silenzio delle varie amministrazioni che si sono succedute. Negli ultimi 10 anni, in particolare, i comuni si sono disinteressati dell´attività della discarica, limitandosi a prendere atto dell´attività lavorativa dei gestori, senza mai dare peso alle segnalazioni che venivano effettuate dagli enti preposti al controllo. Grazie al lungo lavoro del comitato, oggi possiamo affermare con certezza che le violazioni ci sono state e hanno prodotto ingenti danni, ad esempio, la presenza di elementi inquinanti nelle acque di falda (idrocarburi, triclorometano, mercurio). Molte delle ditte che conferivano in Cava Fornace, poi, abbiamo scoperto che erano state inquisite in altre regioni per reati ambientali. Noi del comitato non ci siamo mai arresi e abbiamo fatto attività di ricerca e di informazione al fine di rendere consapevoli i cittadini e pian piano siamo riusciti a far si che i comuni coinvolti, Pietrasanta, Montignoso, Seravezza, Forte dei Marmi chiedessero la chiusura e la bonifica e la stessa cosa è avvenuta in Regione. Ora si parla di nuovo di rimandare la chiusura al 2022 o addirittura 2028. Questo sarebbe inaccettabile per i cittadini.

Il comitato Cava Fornace chiede ai candi dati:

1) la sottoscrizione di un documento che attesti la sospensione immediata di ogni conferimento in discarica e l´attuazione della mozione regionale di chiusura della cava;

2) V.i.a. ex post, prima di qualsiasi eventuale proroga, garantendo un monitoraggio almeno trentennale;

Marco Dati: pur essendo nuovo nel panorama politico, sono riuscito ad attrarre qualche critica anche io e sono grato di essere qui per rasserenare i nostri elettori facendo presente che nel nostro programma una delle priorità è proprio Cava Fornace, oltre all´emergenza tallio, la messa in sicurezza del territorio e altre priorità non meno importanti, e lo dico volentieri stasera perché vedo un nutrito pubblico a differenza delle altre serate. Voglio ricordare che scegliere un buon sindaco non è sufficiente anche se tutti ce lo auguriamo, io compreso, ma sarà necessario mantenere anche durante tutto il mandato una larga partecipazione cittadina e, per garantire che ciò si ralizzi, se saremo noi a governare, l´assessore all´ambiente lo sceglieremo in accordo con i comitati.

Ettore Neri: Sottoscrivo affermativamente le proposte del comitato, ho partecipato personalmente alla manifestazione che si è tenuta qualche mese fa ma per me è stato semplice inquadrare la situazione grazie all´accurato lavoro svolto dal gruppo consiliare di centro sinistra che mi sostiene e che era all´opposizione. Il sito presenta criticità enormi, gli abitanti delle zone limitrofe sono, a ragione, fortemente preoccupati, ci sono pozzi di GAIA, il sito del Lago di Porta che andrebbe bonificato piuttosto che inquinato ancora, un terreno di natura calcarea, le inadempienze riguardo alle fideiussioni. Da ciò non si può che evincere che prioritaria è la chiusura immediata dal momento che prioritario è il benessere e la salute dei cittadini.

Daniele Mazzoni: Effettivamente quando G. Bugliani parla di 10 anni di silenzio da parte delle amministrazioni non sbaglia, anche se vorrei dire che come Vicesindaco, su Pietrasanta, almeno qualcosa è stato fatto e mi riferisco ad una decina di lettere tra cui una diffida, un´ordinanza di chiusura perché il gestore non consegnava le fideiussioni, che poi sono risultate scadute, e tutta una serie di atti consultabili sul sito del comune. Devo confermare che molto si deve all´impulso dato dal lavoro del comitato dal momento che, a Pietrasanta, si sapeva poco o nulla di questa discarica e quando abbiamo preso coscienza della cosa e abbiamo iniziato a fare azione di informazione nei confronti dei cittadini, anche a mezzo social, in molti ci chiedevano dove fosse e cosa contenesse realmente, infine, ho anche ricevuto una querela da parte del gestore della cava. Se verrà fatta un V.I.A. ex post, vale a dire, se potrà essere rivalutato l´intero sito, il sindaco, a quel punto, avrà l´autorità di intevenire attivamente e interdire l´attività di conferimento, attivando le procedure di bonifica.

Nicola Briganti: faccio parte del m5s che da molti anni si oppone a questo fenomeno sul comune di Montignoso. Spesso coloro che proponevano questi argomenti erano derisi o inascoltati dalle amministrazioni che governavano, quindi accogliamo con piacere questa inversione di tendenza. Cava Fornace non è altro che uno dei tanti risultati di una politica scellerata, in termini di salute e di successivi costi di bonifica. Sottoscriviamo anche noi le richieste del comitato e ribadiamo anche che i nostri consiglieri regionali sono stati l´unica forza a battersi per anni tentando di trovare una soluzione a questo problema. È necessario liberarci della patologia di cui soffriamo al momento delle elezioni, cioè la sindrome di Stoccolma, quella che fa affezionare la vittima al proprio carnefice, e così continuiamo a votare le stesse forze politiche che ci hanno condotto fino a questo punto. Vi chiedo di valutare bene, la prossima volta, coloro che sceglierete, valutate che siano in grado di perseguire degli obiettivi e di raggiungerli, sta solo a voi se credere a chi questi impianti impattanti li ha creati, voluti, gestiti, inseriti in gabbie giuridiche dalle quali si esce solo pagando ingenti somme di denaro in penali, oppure se cambiare totalmente direzione.

Alberto Giovannetti: ringrazio i comitati che stasera mi hanno invitato ufficialmente a questo dibattito, ad altri dibattiti non avevo avuto il piacere. Siamo anche noi per la chiusura in sicurezza di Cava Fornace perché di certo non si può improvvisare nemmeno una chiusura, lasciando il sito in stato di abbandono. Non mi sento di alzare la posta a suon di promesse solo perché siamo d´innanzi a nostri potenziali elettori, il documento che ci sottoponete ho necessità di esaminarlo con attenzione perché non sono qui alla ricerca di consensi ma soltanto del buon governo e del confronto con i cittadini e la questione ambientale non riguarda soltanto Cava Fornace, ci sono altre emergenze, come l´inceneritore, il paracetico nei canali, fosse Motroni, Fiumetto, insomma, è ora che qualcuno si faccia veramente carico dei flagelli ambientali del nostro territorio ma l´azione deve essere congiunta affinché possa essere incisiva, e deve originare da un confronto serio e costruttivo tra le varie parti politiche.

Alfonso Baldi per “Comitato Acqua alla Gola, uscire da Gaia si può”

Vi sarete sempre sentiti dire che Gaia è una società pubblica, in realtà non è così, Gaia è una spa, quindi una società privata finalizzata alla produzione di utili, gestita dai comuni. Si fa ricavo su un bene che è fondamentale per la sopravvivenza degli esseri viventi, si fa ricavo su un bene che un referendum del 2011 aveva stabilito dovesse rimanere pubblico. Poi vi siete sentiti dire che, però, Gaia ha istituito un fondo per le famiglie disagiate, ma non aggiungono che quel fondo se lo autofinanziano anche le famiglie disagiate stesse, perché potrebbe sembrare una cosa buona se non fosse che, poi, queste risorse sono rimesse in bolletta agli utenti, come detto sopra, comprese le famiglie disagiate. Ci siamo sentiti dire che siamo dei grandi consumatori di acqua ma nessuno ci ha avvertito della clausola del ricavo garantito, cioè, se noi risparmiamo per due anni consecutivi un certo quantitativo, e quindi Gaia va in perdita, può aumentare le tariffe fino a ripianare quella perdita che la società percepisce, non come risparmio degli utenti, ma in termini di mancato guadagno. Gaia è nata con una spada di Damocle sul capo, vale a dire, 78 mln di debiti, cosa che sarebbe stata inammissibile per qualsiasi altra spa. Adesso il debito è a 162 mln ma è destinato a crescere, dal momento che sono in previsione nuovi finanziamenti, e così GAIA sarà totalmente in mano alle banche. Con la nuova normativa, A.I.T. (Autorità Idrica Toscana, si tratta di un consiglio composto da soli 50 sindaci di tutta la regione) potrà prendere decisioni alle quali dovranno sottostare tutti i comuni, grazie ad un ampliamento di poteri operato dalla legge. Pensiamo, poi, al progetto dell´autostrada dell´acqua, rappresentata inizialmente solo dal grande collegamento tra la Lunigiana e Livorno, per il quale erano stati stanziati 152 mln di euro, e pian piano trasformatasi in un progetto più ambizioso, vale a dire, quello di costruire un anello unico di tutti gli acquedotti toscani e affidarlo ad uno stesso gestore. Con una dispersione che raggiunge il 46%, come quella di GAIA, la Regione Toscana stanzia 152 mln per un progetto che non ha ancora la v.i.a. e perché, invece, non stanziare questi soldi per il rinnovo delle tubature ancora in amianto e cemento?

Noi del Comitato Acqua alla Gola vorremmo sapere:

1) C´è da parte dei candidati la volontà di trasformare Gaia SPA in una azienda speciale, come è successo a Napoli? Affinchè ciò accada, sarebbe sufficiente che 2/3 dei soci decidesse di modificare l´articolo 1 dello statuto di Gaia, per far si che da spa divenga azienda consortile o speciale; solo con una tale manovra si arriverebbe già a risparmiare, dal punto di vista fiscale, Euro 3.200.000.

Ettore Neri: Il fatto di avere questo enorme peso economico che Gaia si trascina, lo dobbiamo al fatto che nel periodo che va indicativamente dagli anni ´60 fino agli ´80 non attribuivamo grande valore all’acqua, in quanto non la si riteneva un bene deperibile. Poi le cose cambiarono e, dalla metà degli anni `90, i comuni hanno abbandonato la gestione diretta e hanno affidato il servizio ad aziende interamente di proprietà pubblica, come Gaia, oppure ad aziende miste, pubbliche e private, ed è possibile che mi sbagli, ma Gaia dovrebbe avere le tariffe più basse di tutta la Toscana, per cui, magari merita rivedere la gestione però è comunque da tenere in considerazione come strumento. Si può discutere sulla trasformazione, e se si tratta di un iter percorribile se ne può tranquillamente parlare. Gaia non ha una buona reputazione, lo abbiamo capito, ma riflettiamo anche sul fatto che un conto è avere debiti per cattiva gestione e un altro e averne per fare investimenti. Probabilmente ad essere stato gestito male è stato soprattutto il rapporto con gli utenti ed in questo caso la politica ha fallito perché avrebbe dovuto imporre a Gaia maggiore impegno in questo tipo di rapporti. Le mie priorità, inerentemente a Gaia, sono balneazione e le fognature da fare, soluzione problema tallio e tubature da cambiare, trasparenza, dal momento che solo le fatture sono incomprensibili, contenimento dei costi, sei sedi sono troppe e molto dispendiose, dispersione acqua potabile, bloccare processo privatizzazione e interesse a discutere la trasformazione da spa in altro organismo. Soprattutto a Pietrasanta, dove c’è stato il raro caso del tallio, la politica doveva stare più vicina ai cittadini e cercare di instaurare un dialogo costruttivo con i suoi interlocutori. Gaia sarà anche una spa ma è una società di proprietà interamente pubblica e ciò è sempre preferibile ad altra soluzione come quelle miste, magari va solo gestita meglio di come è stato fatto fino ad oggi.

Nicola Briganti: l’acqua nel M5S è rappresentata da una delle cinque stelle, ed è proprio nel 2011 che ha iniziato a prendere forma il movimento con una delle battaglie politiche che abbiamo portato avanti con più accanimento, ovviamente in seguito al gravissimo fatto che il risultato del referendum che stabiliva che l´acqua avrebbe dovuto rimanere un bene pubblico,era stato totalmente disatteso, anzi, si stava procedendo piuttosto verso la privatizzazione di questo bene comune a mezzo di queste strutture che in gran parte sono diventate dei veri e propri “poltronifici”, per politici fuori corsa. Su un bene comune come l´acqua non dovrebbe esserci profitto e proprio dopo la vittoria a Carrara abbiamo deciso di ricercare alleanze nell’azionariato al fine di procedere quanto prima alla modifica dello Statuto. Dopo le elezioni di Massa, e anche quelle in altre città toscane, potremmo essere in grado di procedere alla trasformazione, ma la situazione non può cambiare radicalmente con pochi comuni, deve cambiare il modo di pensare a livello nazionale e regionale, oltre che comunale, per permettere l´ inversione di tendenza rispetto alla corsa alla privatizzazione. A noi fa molto piacere scoprire, ad esempio, che esistono piccoli comuni, anche più di uno, come Zeri che decidono di non farsi schiacciare dallo strapotere della struttura idrica regionale di gestione delle acque, infatti, Zeri ha deciso di rimanere fuori da questo sistema e i suoi abitanti ricevono bollette del tutto equilibrate ai consumi.

Alberto Giovannetti: Per quanto riguarda il servizio idrico, ritengo di essere stato l’unico consigliere ad aver votato contro il passaggio da Vea a Gaia. Esistevano già diversi esempi, in quegli anni, di aziende, anche interamente pubbliche, che si espandevano e poi faticavano a mantenere il controllo della situazione ma in Toscana pare si fosse ormai diffusa la tendenza all´accorpamento, in diversi settori, nonostante si riscontrassero più disagi che benefici. Essere stato lungimirante, a quel tempo, mi fa riflettere una volta in più oggi, e siccome tutti i torti non li avevo avuti, ho ragione di pensare che andare verso il gestore unico, regionale non farebbe che peggiorare la nostra condizione, piuttosto sarebbe utile fare un passo indietro.

Marco Dati: sentendo i miei avversari politici, tutti con lunga esperienza alle spalle, sembrerebbe che la responsabilità non sia mai di nessuno, mentre ritengo che forse la cosa più importante sia rendersi conto ognuno delle proprie mancanze dopodichè, con molta umiltà, accogliere e verificare tutte le istanze pervenute dai comitati.

Daniele Mazzoni: è una fortuna che Gaia sia ancora tutta in mano ai comuni e proprio per questo non so se sia opportuno fare una società Consortile, dal punto di vista fiscale, in caso affermativo, sarò pronto a sostenerla ma andrebbe valutata a fondo questa cosa, del resto ci sono delle spa pubbliche che godono di ottima salute. Io inizierei a parlare, invece, della bolletta. Sappiamo che sono obbligato ad avere quel gestore e a sostenere i costi che quel gestore mi impone. Ma se la gestione non è corretta e noi paghiamo comunque € 500.000 di stipendi ai dirigenti di Gaia, in altre parole, se la spa non è gestita bene, è necessario che questi dirigenti vengano rimpiazzati da personale più preparato. Non è accettabile non avere squadre per fare riparazioni e dover passare i lavori in subappalto, con costi aggiuntivi. La società pubblica se chiude in pari o addirittura con gli utili anche quando è gestita male, può significare soltanto che gli errori di gestione vengono spalmati su ignari utenti. È una vergogna che la società pubblica abbia utili, non deve averli, perché se li ha deve investirli per la comunità e chiudere a zero. Sono contrario alle politiche di area vasta e alle privatizzazioni, ricordo che a dicembre c’è stato un tentativo scandaloso di privatizzare i rifiuti, anche se adesso più nessuno ne parla, tentativo fallito solo grazie a pochi comuni, tra cui Pietrasanta, peraltro comuni di diverso colore politico, M5S e Lega in testa, che hanno impedito una manovra, fortemente voluta dal PD, alla quale ci siamo opposti con tutte le nostre forze e abbiamo portato a casa il risultato.

Sig. Pelliccioli per il Comitato Tallio di Val di Castello

1) Alla luce dei controlli che Gaia effettua sulle acque destinate al consumo umano, sempre su sollecitazione dei comitati, quali misure intendete adottare al fine di garantire la sicurezza delle analisi? E´giusto che i comitati e i singoli cittadini eseguano per loro conto e a loro spese le verifiche per avere la certezza della potabilità dell’acqua dal momento che chi fa le verifiche sulla potabilità è Gaia e siccome noi cittadini di Gaia non abbiamo alcuna fiducia chiediamo cosa hanno intenzione di fare in merito i candidati una volta eletti.

Marco Dati: ringrazio il comitato per il lavoro svolto, voi siete andati veramente controcorrente e avete fatto un lavoro eccellente. Sul problema della potabilità dell’acqua chiedete sicurezza che non vi sentite di avere, effettivamente il dubbio è legittimo ed è necessario individuare le modalità, magari affidando a terzi l´incarico di verificare, da parte del comune, che come spiegato nel programma destinerà un capitolo di spesa per ogni frazione, la quale, poi, deciderà autonomamente dove destinare tali risorse.

Alberto Giovannetti: l’Università pare si sia tirata indietro a causa dell’esaurimento delle coperture finanziarie. Se questo fosse il problema, noi non ci tireremo indietro. In questi anni sono state cambiate tubazioni per 6 km, sono stati fatti allacciamenti per 1 km e mezzo e anche altri interventi, non sarà moltissimo ma sono disposto a mettermi ad un tavolo con il Comitato per trovare soluzioni condivise e per vedere di reperire le risorse necessarie per riprendere il percorso con l´Università.

Nicola Briganti: casi come questo solo di Una rarità assoluta se ne sono verificati davvero pochi nel mondo. Un’altra stella del M5S è l’ambiente e qui ci troviamo di fronte ad una questione ambientale che è rimasta irrisolta. Il gestore ha delle responsabilità, certo, ma vale anche per il comune perché quando succedono certe cose non solo un’amministrazione dovrebbe costituirsi parte civile ma dovrebbe schierarsi immediatamente dalla parte dei cittadini e non certo attendere che sia il comitato a fare ciò che invece spetterebbe all’amministratore. La prossima amministrazione non si comporti come un muro di gomma nei confronti del cittadino, per noi questa è una priorità assoluta e interverremo in maniera incisiva e immediata. In casi come questo, sarebbe bene iniziare dal diritto civile ed dal risarcimento del danno e poi far seguire tutto il resto.

Daniele Mazzoni: nel programma abbiamo evidenziato la richiesta di certificazione delle tubature ad un soggetto terzo mentre per quanto riguarda le verifiche, almeno una volta l’anno, dovranno essere garantite le analisi dell’acqua e decideremo con il Comitato quale sarà il soggetto incaricato, vale a dire, se ci rivolgeremo a Gaia o ad un privato ma, in tal caso, pagherà il comune e chiederà il rimborso di quanto speso al gestore.

Ettore Neri: ringrazio anche in questo caso il gruppo consiliare di opposizione che ha condotto un ottimo lavoro, sul quale posso fare completo affidamento. Dal mio punto di vista la vicenda tallio va considerata una calamità naturale e va gestita con interventi speciali ma, la prima cosa che faremo, sarà quella di costituire il comune parte civile, nel processo del tallio. Come secondo step, apriremo una stretta collaborazione con i comitati, dopodiché proveremo a riportare l’Università di Scienze della Terra di Pisa, dal momento che credo sia la più indicata per garantire i cittadini. Se sarà possibile, apriremo anche la discussione sui danni subiti dai cittadini, a causa di quanto accaduto e, purtroppo per noi, il processo di bonifica richiederà tempo e parecchie risorse pubbliche.

Daniela Bertolucci e Cinzia Bertuccelli per il Comitato contro l´inceneritore al Pollino 1997

Uno dei comitati più anziani presenti in sala, orgogliosamente (e insieme tristemente) famoso per aver fatto chiudere l´inceneritore in località Pollino, si trova di nuovo di fronte ai candidati sindaci per manifestare tutto il proprio disappunto e chiedere:

1) cosa hanno intenzione di fare con tutti gli impianti impattanti della zona del Pollino, dove spesso ci si scorda che esiste un centro residenziale ed una scuola primaria?

2) Quando si occuperanno i sindaci di verificare la salubrità dell´ambiente di quella zona e quando reperiranno i soldi per le bonifiche e prenderanno (finalmente) decisioni condivise quando queste coinvolgono direttamente i cittadini?

Ricordo che gli abitanti del Pollino stanno ancora attendendo gli esiti dell´indagine epidemiologica che la Asl condusse nel 2008, non siamo ancora riusciti ad avere i risultati di quella ricerca. Lasciare in funzione tutti questi impianti impattanti significa peggiorare notevolmente la condizione dell´ambiente e questo significherebbe veder compromessa anche una delle poche risorse economiche che abbiamo, il turismo.

Ettore Neri: gli indirizzi che voi date sono compresi nel nostro programma e mi sento di non avere problemi su questi punti.

Daniele Mazzoni: un tema sicuramente importante è quello della copertura delle vasche del depuratore, del tallio abbiamo già fissato il raggio di azione sul programma e per quanto riguarda l’impianto di trattamento dei rifiuti, la passata amministrazione si era mossa nella direzione di spostarlo altrove ma ha trovato la resistenza del comune di Viareggio. Sicuramente il nostro impegno sarà incisivo su questa zona perché comprendiamo che si tratta di un terreno ferito che è il risultato di una politica trentennale alla quale intendiamo porre rimedio con disponibilità e con una politica diversa, di buon senso.

Nicola Briganti: certo non è una coincidenza che il movimento sia nato per l’appunto della salvaguardia del territorio e dai cittadini che in modo democratico hanno iniziato a scrivere le loro idee, non ha alcun senso che l’azione politica continui a mascherare queste problematiche e ciò può avvenire solo se si passa da una fase di chiusura, nei confronti del cittadino, ad una fase di totale trasparenza. I comitati hanno fatto ciò che le istituzioni non sono state in grado di fare, mi è particolarmente piaciuto l’appello del comitato a fare più attenzione alla vocazione turistica del nostro territorio che una politica scellerata potrebbe mettere in pericolo e sappiamo che resta la nostra unica vera risorsa. In un contesto di feroce competizione, non si può certo pretendere di accogliere il turismo con un divieto di balneazione. La soluzione è ancora la stessa che si utilizzava vent’anni fa: si tira l’acido nel fosso sperando che non piova. Qualcosa dovrà pur cambiare se vogliamo risultati diversi.

Alberto Giovannetti:probabilmente si può sempre fare meglio ma è anche vero che in questi anni il turismo c’è stato ed è stato salvaguardato in tutti i modi, è chiaro che si può sempre fare meglio e di più risolvendo le emergenze che ci affliggono dal punto di vista ambientale e che rischiano di mettere in pericolo la risorsa turistica, certo è che bisogna avere anche le capacità di far fronte a questi problemi e non è affatto semplice risolverli tutti assieme. E´ stato pensato il c.a.v. proprio a questo scopo. Come candidato posso impegnarmi a proseguire su questa traccia rivangare il passato non aiuta, pianificare il futuro invece sì e si può fare solo mettendo le parti ad un tavolo a discutere per trovare una soluzione condivisa. Da parte nostra non manca la disponibilità e interventi come l’ampliamento della rete fognaria, l’ulteriore vasca al Pollino, fanno parte di una serie di progetti che arriveranno con il tempo.

Marco Dati:per fare queste operazioni ovviamente servono degli investimenti si tratta di vedere dove reperire queste somme, cercheremo di fare innanzitutto una gestione più oculata della pubblica amministrazione e poi vedremo, in itinere, come e dove destinare le risorse in base alle emergenze.

    1. I candidati sono invitati a prendere visione di quanto riportato nell`intervista e nel report del confronto, Se volessero fare delle integrazioni, scrivano a valcepi@gmail.com

Share