insoddisfacenti le misure per ridurre la quantità di CO2 atmosferica

di Claudio Vastano

 

Già prima che le estati divenissero un’interminabile serie di ondate di calore, i ricercatori di tutto il mondo avevano iniziato a progettare “sistemi” in grado di limitare l’innalzamento dell’effetto serra per mezzo della rimozione forzata dell’anidride carbonica dall’aria che respiriamo. Questi mezzi (ai quali appartengono, fra gli altri, la riforestazione, l’afforestazione, la fertilizzazione dei mari e l’utilizzo di pratiche agricole a basse emissioni) sono stati chiamati NET, o tecnologie per le emissioni negative.

Una stima recentemente pubblicata dai ricercatori del Consiglio Consultivo scientifico delle Accademie Europee, mette però in guardia riguardo all’eccessivo affidamento su queste tecnologie. Per gli scienziati, le NET hanno un “potenziale effettivo limitato. Nessuna tecnologia può togliere dall’atmosfera la CO2 nella misura necessaria (che è nell’ordine dei miliardi di tonnellate) e alla velocità di sviluppo prefigurata nel panel intergovernativo sui cambiamenti climatici. Affidarsi alle NET per compensare i fallimenti nell’attenuazione delle emissioni potrebbe avere gravi ripercussioni sulle generazioni future.”

In altre parole, gli obiettivi prefissati dai Paesi industrializzati in seno alla trattativa sui cambiamenti climatici, potranno sì essere raggiunti, ma ciò necessiterà innanzitutto di una sensibile riduzione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Dalle tecniche volte a togliere ciò che ormai è stato rilasciato nell’aria potremo aspettarci, perlopiù, un aiuto marginale.

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