Inizia in Toscana l’avventura di Geoswim

di Claudio Vastano

 

Negli ultimi vent’anni il riscaldamento climatico è divenuto argomento di discussione per meteorologi, biologi ed economisti. A destare particolare apprensione sono gli effetti che l’innalzamento delle temperature sortirà sul livello dei mari e degli oceani.

Per studiare questo ed altri aspetti delle modificazioni dell’ambiente nel quale viviamo è stato avviato il progetto Geoswim; l’iniziativa è stata ideata dall’ENEA in collaborazione con l’università di Trieste, e ha avuto ufficialmente inizio nel 2012. Grazie a un piccolo laboratorio portatile dotato di telecamere, sonar e sonde per analisi chimiche, sarà possibile esaminare gli oltre 23.000 chilometri di coste rocciose del mar Mediterraneo, realizzando così una mappatura dettagliata dello stato di salute del nostro mare.

Nel 2018, Geoswim ha preso avvio dalle coste dell’Argentario, ma negli anni passati il laboratorio ha fatto tappa lungo le coste dell’Istria, di Malta, delle Egadi, del Lazio, della Sardegna, di Ustica, della Grecia e di altre località (per un totale di oltre 550 chilometri percorsi a nuoto).

“Esplorando la costa da vicino, riusciamo a osservare quello che satelliti e imbarcazioni non riescono a vedere, rivelando le variazioni della costa, i meccanismi di erosione costiera e la formazione di grotte marine” ha dichiarato Frabrizio Antonioli del laboratorio ENEA di Modellistica climatica e impatti.

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