lupo

Circa 130 persone ad affollare  ieri sera  la Sala Vincenzo da Massa Carrara della Fondazione C.R.L. La serata dedicata al tema: “Lupo e uomo sulle Alpi Apuane: convivenza e stato delle conoscenze” ha registrato davvero un inaspettato numero di presenze. Un coinvolgimento del pubblico che è risultato sorprendente  anche per gli stessi organizzatori del CAI di Lucca. Un incontro in equilibrio tra convivenza e salvaguardia della specie che forse avrà scontentato i più estremisti. L’obiettivo che ne è emerso è stato sicuramente la necessità di fare una più corretta informazione sul tema, anche al livello nazionale.

Paola Fazzi ha aperto la serata trattando degli aspetti generali del lupo: dal ritorno in Apuane, contestualizzandolo nella più ampia situazione della penisola, alla biologia alle tecniche del monitoraggio su questa specie animale. Ampio spazio è stato dedicato al conflitto uomo-lupo, trattando sia le problematiche vissute dagli allevatori, sia affrontando le paure dei residenti nei borghi montani, dove il lupo è stato avvistato negli ultimi mesi. E’ emersa la necessità di aggiornare con metodi di difesa moderni  le attività pastorali  in maniera da ridurre al minimo i conflitti uomo-lupo. E’ stato al contempo affrontato il tema della necessità di conservazione dell’animale. Il lupo è stato definito, infatti, come specie “chiave di volta” e cioè come elemento fondamentale dell’ecosistema.

In questo contesto è stato auspicato un supporto finanziario congruo e in tempi rapidi dalle istituzioni alle imprese danneggiate.  A questi problemi reali e sentiti soprattutto nei comuni montani sono stati offerti possibili sistemi di protezione, ma anche un “decalogo” dei comportamenti utili che per buon senso devono essere adottati dai cittadini per minimizzare, prevenire ed ostacolare i conflitti con il lupo.

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