Cari amici toscani, in questo Giorno della Memoria voglio ricordare il nostro grande campione Gino Bartali che, che fra il 1943 e il 1944, contribuì a far salvare oltre 800 ebrei tra la Toscana e l’Umbria dall’Olocausto.
Bartali nascondeva nella canna della sua bicicletta documenti falsi che portava da Firenze ad Assisi.
Il campione di ciclismo collaborava con il cardinale di Firenze Elia Dalla Costa che aveva creato una tipografia per falsare le carte d’identità e salvare gli ebrei dalle deportazioni.
Ginettaccio con la scusa degli allenamenti e grazie alla sua fama, riusciva a passare i controlli dell’esercito nazifascista. In un anno e mezzo fece più di 40 viaggi (oltre 200 km) tra Firenze e Assisi. Bartali non ha mai raccontato la sua storia se non ai figli, non voleva essere ‘premiato’ per queste gesta. “Il bene si fa, ma non si dice. E certe medaglie si appendono all’anima, non alla giacca”.

Grazie Gino per il tuo grande esempio di vita!

fonte paola manfredini

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