Il burattinaio dell’ultimo Zar.

Grigorij Rasputin

È uscito in libreria giovedì 9 giugno l’ultimo libro di Marco Natalizi, docente di Storia dell’Europa orientale all’Università di Siena e direttore della Fondazione Mario Tobino: “Il burattinaio dell’ultimo Zar. Greigorij Rasputin”, per Salerno Editrice (pp.  220, € 13,00).

 

Nel momento più tragico di un Impero, un pellegrino, lussurioso e astuto, emerge dalla piú profonda provincia siberiana e muove alla conquista di un pezzo di paradiso: il suo nome è Grigorij Efimvič Rasputin.

 

Si presenta come carismatico mistico nei più esclusivi salotti di San Pietroburgo al cospetto di una generazione di russi disorientati. Lui si considera un santo. E molti lo vedono così. C’è però anche chi lo ritiene un ambiguo contadino ignorante. Quale potere ha esercitato alla corte dello Zar e nell’Impero il “monaco errante”? Di quali protezioni gode? Di quali alleanze si serve? Quale è stato il suo ruolo nella catastrofe che, pochi mesi dopo la sua morte, travolge i Romanov?

 

Accostarsi a Rasputin, a cento anni dalla sua tragica fine, significa avvicinare una leggenda. Un’epica potente, il cuore occulto della storia della Russia messo a nudo.

 

Marco Natalizi.  Tra i suoi lavori: Il caso Černyševskij (Milano 2006), La rivolta degli orfani. La vicenda del ribelle Pugačëv (Roma 2011), e Pietro il Grande. Uno zar in Europa (Napoli 2014). Ha contribuito, per la Salerno Editrice, alla Storia d’Europa e del Mediterraneo.

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