In autunno si preparava il filato di canapa per la tessitura casalinga che avrebbe occupato le donne da gennaio a marzo, i mesi in cui non c’era bisogno del loro impegno nei campi.
I fusti della canapa, ammollati e seccati si passavano alla gramolatrice, un attrezzo che li sfibrava e separa le fibre legnose dalle fibre tessili, che poi venivano passate su dei grossi pettini in modo da liberarla completamente da residui legnosi ed allo stesso tempo affinarla.
Si passava poi alla filatura, che poteva farsi con il fuso a mano o un filatoio a ruota, ottenendone le matasse per la tessitura a telaio.

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