Il testo critico di Lodovico Gierut:  “Leonardo da Vinci e Francesco Guadagnuolo”

 

Presentata di recente con grande successo presso il Belvedere di Rocca Massima (LT) la scultura-installazione-monumento “Leonardo adolescente: dal volo degli uccelli all’aeroplano” di Francesco Guadagnuolo.

L’evento è stato presentato dalla giornalista e presentatrice televisiva Maria Grazia Tetti e organizzato da più Associazioni, coordinate dalla Pro Loco con il Patrocinio del Comune e il Flyng In The Sky (Volo dell’Angelo), presenti il Sindaco Mario Lucarelli, diverse Autorità e svariati invitati con i loro relativi interventi.

Nell’installazione di Guadagnuolo dedicata al volo, l’aeroplano viene inserito, addirittura, sopra la testa di Leonardo come geniale intuizione, mentre il volatile, nell’attimo che vola, sul torso andando a colpire Leonardo sulle labbra, come narra lui stesso. In basso viene installato un libro Enciclopedia del sapere, simbolo della genialità leonardesca.

Scrive il critico d’arte Lodovico Gierut: “La genialità di Leonardo da Vinci, il suo precorrere i tempi, l’insaziabile curiosità che lo ha animato nel corso della sua vita, la progettualità con la quale ha affrontato le frontiere della conoscenza, ne hanno fatto un’icona della ricerca umana estesa a tutti i campi del sapere.

Un nuovo “Ulisse” che ha navigato i mari dell’esperienza per raggiungere e conquistare nuovi lidi e porvi le basi del futuro.

 

 

 

 

 

 

 

Sono trascorsi cinquecento anni dalla sua scomparsa, ma il genio sopravvive e si alimenta dei nuovi frutti raggiunti dalla conoscenza e della memoria di quanti ne hanno fatto una ragione di vita.

In questo anniversario è stato ricordato in ogni modo e luogo, ma ritengo molto interessante l’interpretazione che l’arte ha voluto offrire a Leonardo, in quanto ogni artista ha saputo cogliere un aspetto della sua personalità. Francesco Guadagnuolo ha voluto sottolineare il genio nascente, l’alba di una vita straordinaria, nella quale già si manifestavano gli interessi ai quali Leonardo dedicò tanta parte della sua esistenza. Affermava di essere “discepolo dell’esperienza” e quell’uccello posato sul suo petto, riporta alla mente i lunghi pomeriggi trascorsi a Vinci, quando il volo degli uccelli era per lui fonte inesauribile di interesse e di studio, e già si formulava nella sua mente l’idea della possibilità del volo umano.

Una interpretazione al di fuori della consuetudine che ha voluto porre l’accento non sullo studioso e artista ormai affermato e celebrato, ma sull’eterna giovinezza della ricerca”.

“Non è vera scientia se non addimandata alle matematiche dimostrazioni” ebbe a scrivere Leonardo, interrogandosi su tutto, preannunciando Galileo e Bacone. Da siffatto livello intellettivo scaturisce l’importanza dei suoi studi, dei suoi progetti e dei calcoli matematici. L’opera di Guadagnuolo, è tutta posta su tre simboli: il volo degli uccelli, l’aeroplano e la provetta delle sperimentazioni su cui Guadagnuolo fa concentrare lo sguardo; dunque passato e presente si fondono per creare un nuovo transreale connubio artistico.

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