«Chi vive con persone positive al virus non deve muoversi da casa, anche in mancanza di comunicazione ufficiale da parte dell’ASL»

Il sindaco Riccardo Tarabella ha riunito i vertici della Protezione civile comunale per stringere ancor più le maglie dei controlli nei nuclei familiari. «Ci sono contatti certi di persone positive che non ricevono, o ricevono con troppo ritardo, le notifiche di quarantena dell’ASL», spiega il sindaco.

 

 

 

«Così qualcuno può sentirsi autorizzato ad uscire di casa. Sbagliato: chi vive con persone positive al virus deve stare in quarantena, anche in mancanza di comunicazioni ufficiali da parte dell’ASL. Stiamo facendo queste verifiche da tempo e adesso abbiamo avviato un’ulteriore revisione degli elenchi. Laddove ravvisiamo mancanze, facciamo partire la comunicazione all’ASL affinché si rimedi con urgenza. Se i ritardi nelle comunicazioni delle quarantene dovessero permanere, dopo essermi confrontato con la Prefettura, valuterò la possibilità di emettere le conseguenti ordinanze restrittive».

 

 

 

 

La carenza delle notifiche è stata più volte segnalata all’ASL dai sette sindaci della Versilia. «E ieri lo abbiamo messo nero su bianco con una lettera inviata alla direzione aziendale e al Prefetto di Lucca», spiega Tarabella. «Nel documento solleviamo anche la questione dei tamponi e chiediamo notizie sulle procedure adottate, sui tempi effettivi delle analisi, su personale e strutture dedicati. Perché i ritardi nell’elaborazione dei tamponi hanno effetto sulle quarantene e possono implicare un rischio di contagi esponenziali all’interno delle famiglie».

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