IL SINDACO RICCARDO TARABELLA INTERVIENE SULL’ILLUMINAZIONE NATALIZIA A SEGUITO DELLA PRESA DI POSIZIONE DELLA LEGA

Seravezza_ Si potrebbero installare luci e addobbi natalizi in gran quantità per far contenti tutti e far brillare Seravezza e tutto il Comune per quindici-venti giorni. Basterebbe spendere parecchie decine di migliaia di euro, sottraendo risorse ad altri capitoli di bilancio (magari al sociale, alle scuole, ai lavori di messa in sicurezza del territorio) oppure chiedendo agli imprenditori e ai commercianti, come avviene altrove, di contribuire per la parte prevalente alle spese da affrontare. Si potrebbe, ma si è deciso di non farlo. A Seravezza si è preferito puntare sul concetto di comunità, sui valori di collaborazione e di condivisione, sul senso di appartenenza, sulla voglia di tutti – cittadini, commercianti, associazioni, contrade, pro loco, comitati – di fare qualcosa di originale e di sentito per il proprio paese. Così vuole legittimamente il sindaco, che condivide la scelta con i suoi assessori e consiglieri e che misura il da farsi sulla scala delle priorità che l’Amministrazione si è data.

Ciò che è stato fatto quest’anno per Natale a Seravezza non è frutto di “eroiche iniziative” di privati e commercianti, come le definisce oggi sulla stampa il portavoce della Lega Francesco Speroni nel consueto attacco a orologeria contro l’Amministrazione Comunale. È frutto invece del lavoro e dell’impegno di tante realtà del territorio, che si sono spese con addobbi, luci, allestimenti, spettacoli, rappresentazioni, feste e in cento altri modi per far vivere ogni angolo del territorio. Realtà che l’Amministrazione Comunale ha stimolato, coinvolto, sostenuto, finanziato e coordinato con un lavoro paziente e corale, nel quale si sono spese in prima persona le consigliere Francesca Bonin e Sabrina Verona, responsabili rispettivamente dei rapporti con le associazioni e con i commercianti.

Mostrando in modo plateale di non apprezzare quanto è stato fatto e criticando con parole dure il territorio in cui egli stesso vive, il portavoce seravezzino della Lega non si limita stavolta ad attaccare l’Amministrazione Comunale, ma colpisce e affonda tutti coloro che si sono impegnati e ci hanno creduto. Colpisce e affonda cittadini, commercianti, associazioni, contrade, pro loco e comitati nei giorni decisivi che precedono il Natale. Chissà a quanti versiliesi verrà voglia di visitare i nostri paesi o di fare acquisti nei nostri negozi dopo aver letto le parole di Francesco Speroni disseminate nei social e stampate oggi a caratteri cubitali sul giornale.

Chi critica, segue logiche del tutto diverse da quelle che muovono la mia Amministrazione. Il nostro obiettivo principale non è tanto quello di operare da protagonisti, ma di stimolare le forze e le risorse del territorio. Ci apriamo alle idee e alle proposte che ci arrivano in numero crescente e cerchiamo, sulla base di un reciproco scambio con chi si propone di organizzare, di coltivare quelle che reputiamo le più adatte alla nostra realtà. Cerchiamo in tal modo di agevolare la crescita di ciò che il nostro territorio ha di eccellente e di originale. È così in tutti i settori, e in particolare nella cultura, nel tempo libero, nelle attività legate alla memoria e alle tradizioni. Sul Natale stiamo operando allo stesso modo: a piccoli passi, dividendo le risorse, responsabilizzando tutti gli attori coinvolti. Anche il lavoro che da tempo stiamo facendo in sintonia con i commercianti sui Centri Commerciali di Querceta e Seravezza va in questa direzione: se i CCN ripartono ci saranno anche maggiori possibilità di intercettare finanziamenti e, in prospettiva, di pensare a un Natale più ricco pure di luci e di addobbi.

Tutto questo significa amministrare e per essere spiegato necessita di spazio e di tempo. Gli slogan di chi sa solo denigrare sono più rapidi ed efficaci, lo capisco. Ma che tristezza, che delusione continuare ad assistere alla politica del “tanto peggio, tanto meglio” portata avanti da certe opposizioni, da quelle che parlano in prima persona e da quelle che si nascondono dietro il paravento di turno. Ma “tanto meglio” per chi, alla fine? Non di sicuro per i cittadini di Seravezza.

Riccardo Tarabella

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