Il sindaco Fornaciari firma in Prefettura due protocolli  di intesa sulla sicureza, in arrivo nuove telecamere 

di videosorveglianza e controllo di vicinato 

Ad un anno esatto dal suo insediamento, il sindaco Leonardo Fornaciari ha siglato stamani (12 giugno) in Prefettura due protocolli di intesa sulla sicurezza. Il primo ha coinvolto anche i Comuni di Lucca, Viareggio, Sillano/Giuncugnano e Minucciano in un bando emesso dal Ministero degli Interni sulla videosorveglianza. 

In questa prima fase, Porcari ha segnalato una mappa sulla quale installare le nuove telecamere. Oltre alle principali vie di accesso al paese, ci sono luoghi sensibili come parchi pubblici e scuole. Nella fase successiva sarà il Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza a stabilire nel dettaglio l’ubicazione dei nuovi occhi elettronici. 

La seconda firma il sindaco l’ha apposta insieme al Prefetto sul protocollo d’intesa che sancisce la nascita ufficiale del controllo di vicinato. A breve partiranno le assemblee pubbliche nelle varie zone di Porcari con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini a rendersi disponibili a coordinare questa attività di controllo. Un’attività che sarà condotta in stretto contatto con le forze dell’ordine. Successivamente, l’amministrazione comunale provvederà a istituire i gruppi Whattsapp e installare l’apposita cartellonistica in tutte le zone del paese coinvolte nel controllo di vicinato.

“Oggi è un giorno importante per Porcari – ha commentato il sindaco – e ringrazio il prefetto per averci seguito in questo percorso. La tecnologia ha assunto un ruolo fondamentale per alzare il livello di sicurezza del nostro vivere quotidiano e il potenziamento della videosorveglianza nei luoghi stategici è un obiettivo che ci eravamo posti sin dal nostro insediamento. Sono anche molto soddisfatto della firma del protocollo sul controllo di vicinato – ha concluso Fornaciari – perché sempre più cittadini vogliono partecipare e dare il loro contributo a realizzare una società più sicura. Noi abbiamo il compito di non lasciarli soli, mettendoli invece in condizione di essere di supporto al lavoro delle forze dell’ordine”.

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