Caro Maurizio,

Ho letto con attenzione il tuo grido di allarme sul rischio che la nostra si trasformi in una “democrazia fascista”, formalmente elettorale, ma nei fatti sempre più incattivita da un clima reazionario che si respira nel paese.

È indubbio infatti che i segnali che tu evidenzi siano preoccupanti e da non sottovalutare: dalle minacce agli onorevoli Fiano e Segre, alla sempre crescente intolleranza razzista che si respira sui social network e nei discorsi della gente in carne ed ossa.

La domanda che però dovrebbe porsi la politica, tutta, è da dove nasca la forza delle pulsioni razziste e di odio verso le minoranze: non è che il nostro paese è diventato improvvisamente “cattivo”.

È evidente come alcuni leader politici, che cercano facili consensi lucrando sulle peggiori paure delle persone, abbiano trovato una vera e propria autostrada nella crescente esasperazione sociale delle disuguaglianze che si è verificata negli ultimi anni.

Quindi se vogliamo identificare le cause del clima di odio che si respira nel paese, dovremmo iniziare da quella che a tutti gli effetti è diventata una guerra tra poveri.

Viene da chiedersi se, prima di tutto, questo paese non sia diventato una “democrazia fascista” nel momento in cui abbiamo smesso di applicare lo spirito della costituzione del 1948, subordinando il suo ambizioso programma sociale alle logiche del profitto e dei sacrifici per soli poveri.

Da Sindaco credo che tu conosca bene le difficoltà in cui oggi versano gran parte degli enti locali, che hanno portato nel giro di pochi anni ben due comuni del nostro territorio a dichiarare il dissesto, e che impediscono, ad esempio, ad un comune come Stazzema di provvedere ad un servizio pubblico essenziale come quello di Polizia Municipale.

Il meccanismo -devastante- che si scatena, è quello di incolpare delle proprie disgrazie chi sta peggio e non chi, con le proprie decisioni, le causa.

Chi come te ha in tasca la tessera del Partito Democratico, dovrebbe quanto meno chiedersi se aver avallato provvedimenti come il Jobs Act e la Riforma Fornero delle pensioni, abbia contribuito a peggiorare questo clima che si respira nel paese.

Se invece oggi non sia necessario, come sostengono anche alcuni vostri esponenti, un nuovo piano di intervento pubblico in economia, che miri a creare occupazione e risolva alcuni problemi endemici di questo paese, primo tra tutti il dissesto idrogeologico che ad ogni autunno ci fa piangere morti ed alluvioni in tutto il territorio nazionale.

Noi siamo, come sempre, in prima linea a contrastare ogni forma di odio razzista e neo-fascista. Ma sappiamo anche che senza combatterne le cause, esso si ripresenterà ciclicamente come una metastasi.

 

Con rispetto e stima,

Nicolò Martinelli

Segretario Partito della Rifondazione Comunista

Federazione della Versilia

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