25 luglio Cathedral_square_Santiago_de_Compostela

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Il Santo di oggi, 25 Luglio: San Giacomo  (S.JACOPO DI COMPOSTELA)

Giacomo di Zebedeo, detto anche Giacomo il Maggiore, san Jacopo o Iacopo (… – Giudea, 43 o 44), fu uno dei dodici apostoli di Gesù, secondo quanto riportato nel Nuovo Testamento. È detto «Maggiore» per distinguerlo dall’apostolo omonimo, Giacomo di Alfeo detto «Minore». Figlio di Zebedeo e di Salome, era il fratello di Giovanni apostolo; secondo i vangeli sinottici Giacomo e Giovanni erano assieme al padre sulla riva del lago quando Gesù li chiamò per seguirlo. Stando al Vangelo secondo Marco, Giacomo e Giovanni furono soprannominati da Gesù Boanerghes, «figli del tuono», per sottolinearne l’inesauribile zelo di cui erano dotati questi apostoli, ma anche il loro temperamento impetuoso. La voce potrebbe stare anche per: “tumulto”, “ira”, “turbamento”. In tal senso, si potrebbe ipotizzare che il nome fosse riferito ai fratelli per una ipotetica loro appartenenza al movimento nazionalista zelota!

Giacomo fu uno dei tre apostoli che assistettero alla trasfigurazione di Gesù. Secondo gli Atti degli Apostoli fu messo a morte dal re Erode Agrippa I. Giacomo viveva, e probabilmente vi era nato, a Betsaida, una località della Galilea, sul lago di Genesaret. Era pescatore sul lago di Tiberiade insieme al padre, Zebedeo; sua madre era Salome ed è possibile che facesse parte del seguito di agiate donne che provvedevano alle necessità economiche del gruppo itinerante (Lc8,2-3). Giovanni e Andrea furono, secondo il quarto vangelo (scritto, secondo la tradizionale identificazione cristiana, dallo stesso Giovanni), i primi discepoli di Gesù, che essi seguirono dopo che Giovanni Battista lo aveva indicato loro come il Messia (Gv1,35-44). Il loro incontro avvenne subito dopo il battesimo di Gesù, probabilmente nell’anno 28 (o nel 31 secondo alcuni).

Quando nasce il collegio apostolico, Gesù pone al vertice Simone, al quale impose il nome di Pietro, e, subito al secondo posto, Giacomo di Zebedeo e Giovanni fratello di Giacomo (Mc3,16-19). Alcuni episodi mostrano come Giacomo facesse parte della cerchia dei tre più fidati. Con Pietro fu testimone della trasfigurazione, della resurrezione della figlia di Giairo e dell’ultima notte di Gesù al Getsemani.

Il solo Luca (9,51-56) riporta un episodio che sottolinea il carattere focoso dei fratelli Giacomo e Giovanni. Un villaggio samaritano (ebrei considerati scismatici) aveva rifiutato ospitalità a Gesù e i figli di Zebedeo propongono la sua distruzione tramite un “fuoco discendente dal cielo” (vedi l’omologo episodio di Elia in 2Re1,2-15), attirandosi il rimprovero del maestro.

Sia Matteo (Mt20,20-23, che introduce l’intermediazione della madre Salome, che Marco (10,35-40) riportano un episodio che indica il carattere ambizioso dei due fratelli. Questi avevano probabilmente una visione terrena del Regno predicato da Gesù e si aspettavano, in quanto particolarmente favoriti tra i suoi seguaci, un ruolo privilegiato in esso. Alla richiesta Gesù risponde evasivamente con l’assicurazione che “berranno il suo calice”, cioè che gli saranno associati nella sofferenza e nel martirio. Giacomo verrà effettivamente martirizzato attorno al 44 (At12,1-2).

Dopo la morte e la resurrezione di Cristo, Giacomo assunse un ruolo di spicco nella comunità cristiana di Gerusalemme: Gal1,19; Gal2,9; At12,17; At15,13-21; At21,18-25. Una tradizione narra che Giacomo andò in Spagna per diffondere il Vangelo. Se questo improbabile viaggio avvenne, fu seguito da un ritorno dell’apostolo in Giudea, dove, agli inizi degli anni quaranta del I secolo, il re Erode Agrippa I cominciò a perseguitare alcuni membri della Chiesa, e fece uccidere di spada Giacomo, il primo apostolo martire.

OLYMPUS DIGITAL CAMERADopo la decapitazione, secondo la Legenda Aurea, i suoi discepoli trafugarono il suo corpo e riuscirono a portarlo sulle coste della Galizia. Il sepolcro contenente le sue spoglie sarebbe stato scoperto nell’anno 830 dall’anacoreta Pelagio in seguito ad una visione luminosa. Il vescovo Teodomiro, avvisato di tale prodigio, giunse sul posto e scoprì i resti dell’Apostolo. Dopo questo evento miracoloso il luogo venne denominato Campus Stellae (“campo della stella”) dal quale deriva l’attuale nome di Santiago de Compostela, il capoluogo della Galizia.

25 luglio pellegrini santjagoEventi miracolosi avrebbero segnato la scoperta dell’Apostolo, come la sua apparizione alla guida delle truppe cristiane della reconquista e le vittorie sui musulmani: tanto che gli meritarono, nella fantasia popolare altomedievale, il soprannome di Matamoros (Ammazzamori), che comunque perdurò e rimane.

La tomba divenne meta di grandissimi ed ininterrotti pellegrinaggi nel Medioevo, tanto che il luogo prese il nome di Santiago (da Sancti Jacobi, in spagnolo Sant-Yago) e nel 1075 fu iniziata la costruzione della grandiosa basilica a lui dedicata.

Il pellegrinaggio a Santiago, lungo preferibilmente il suo “Cammino“, divenne uno dei tre principali pellegrinaggi della Cristianità medievale. Gli altri erano quelli che portavano a Gerusalemme, alla tomba di Gesù e a Roma, alla tomba dell’apostolo Pietro, facendo assurgere la figura del vescovo di Santiago al livello delle più importanti figure della Cristianità.

 

 

 

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Santiago_Catedral_: L’ALTARE CON LA FIGURA DELL’APOSTOLO CHE OGNI PELLEGRINO DEVE ABBRACCIARE ALLA FINE DEL SUO PERCORSO

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