Il Santo del giorno, 9 Gennaio: S. Adriano – Beata Giulia Della Rena di Certaldo

 

Una grande Beata toscana, Giulia, nata vicina di casa e quasi della stessa età del Boccaccio, che schifata dal mondo descritto nel Decamerone, si fece murare viva!

 

E il fondatore, assieme all’amico Teodoro, della celebre Scuola di Canterbury: la cittadina che dette il là ai Racconti di Geoffrey Chacher, influenzato proprio dal Boccaccio!!!

 

diDaniele Vanni

 

 

 

Oggi celebriamo una grande Beata toscana, Giulia, nata vicina di casa e quasi della stessa età del Boccaccio, che schifata dal mondo descritto nel Decamerone, si fece murare viva.

E il fondatore, assieme all’amico Teodoro, della celebre Scuola di Canterbury: già la cittadina che dette il là ai Racconti di Geoffrey Chacher, influenzato proprio dal Boccaccio!!!

 

 

Sant’ Adriano di Canterbury, Abate

 

† Canterbury, Inghilterra, 9 gennaio 710 circa

 

La storia del santo di oggi, inizia con una vicenda che lega tre esistenze “eroiche” come definisce la Chiesa le vite dei santi!

Africano di nascita, Adriano era abate di Nerida, nel Napoletano, quando il Papa San Vitaliano (che celebriamo il 27 Gennaio)lo chiamò ad occupare la sede arcivescovile di Canterbury!

Adriano declinò l’incarico a favore dell’amico, S.Teodoro di Tarso(che poi sarà noto anche come Teodoro di Canterbury, Tarso, 602 – Canterbury, 19 settembre 690 e che viene ricordato il 19 Settembre).

Il Pontefice accettò, a patto che Adriano decidesse di accompagnare, quale consigliere ed assistente, l’amico che così divenne l’ottavo vescovo di Canterbury, dove divenne famoso per la sua riforma della Chiesa inglese, ma soprattutto, per aver fondato la celebre Scuola di Canterbury.

Infatti, il centro alla guida della vita religiosa inglese, sotto la guida di Teodoro e l’influenza, i consigli di Adriano, divenne in breve uno dei più importanti centri di formazione per molti futuri vescovi ed esercitò una notevole influenza su tutta la cristianità del tempo.

Materie di insegnamento erano il latino, il greco, il diritto romano, la Sacra Scrittura ed i Padri della Chiesa.

Gli studenti provenivano da tutta l’Inghilterra ed anche dalla vicina Irlanda,

L’abate Adriano vi fu insegnante per ben quarant’anni.

Morì presso Canterbury il 9 gennaio di un anno imprecisato, forse il 710, venendo sepolto nel monastero.

Quando nel 1091 i lavori di ristrutturazione resero necessaria la rimozione di numerose tombe, il suo corpo fu rinvenuto incorrotto e profumato.

 

Etimologia: Adriano = nativo di Adria (Rovigo), dal latino

 

 

 

 

 

 

 

Beata Giulia Della Rena da Certaldo

 

Certaldo, 1320 circa – 1370

 

 

Nacque in Toscana, presso Certaldo, patria di Giovanni Boccaccio, intorno al 1320, dalla Famiglia Della Rena di nobile origine, ma decaduta.

E il Boccaccio, forse il più grande scrittore europeo del suo tempo, dovette ben conoscere, dato che l’autore del Decameron era solo di sette anni più grande.

Ma tutti e due venero attratti da Firenze, che un secolo e mezzo prima aveva occupato i territori di Certaldo e Semifonte, dei Conti Alberti di Prato, discendenti di Ugo di Toscana, longobardo che spostò la capitale della Tuscia da Lucca a Firenze.

Il Boccaccio a fare il banchiere e l’usuraio, con il fratello Vanni, Giulia, rimasta orfana in giovane età, entrò a servizio dai Tinolfi, suoi lontani parenti, traferitisi in città dove, venuta a contatto con gli Agostiniani e la loro spiritualità, vestì, non ancora ventenne, l’abito delle agostiniane secolari.

Sentendosi portata ad una scelta di vita più radicale ed austera, spaventata dalla corrotta vita cittadina,nel pieno fiore della sua esistenza, decise di abbandonare la città e di rifugiarsi in un luogo solitario.

Tornò quindi a Certaldo prendendo alloggio in una stanzetta, presso la chiesa agostiniana dei Ss. Michele e Giacomo.

Previamente furono aperte due piccole finestre, una corrispondente alla chiesa per assistere alle sacre funzioni, l’altra verso l’esterno per ricevere l’alimento che la pietà popolare le avrebbe fatto pervenire.

Fece collocare su una parete un crocefisso, e poi, con solennità, all’esterno un muratore murò l’ingresso!!

 

Non lascerà più il suo piccolo “romitorio”!

Come le recluse, vivrà segregata dal mondo per un periodo di circa trent’anni, percorrendo fino in fondo la lunga via dell’ascesi e della mistica.

Penitenza e preghiera saranno le sue occupazioni quotidiane.

A tenerla in vita pensavano i contadini di Certaldo e dei dintorni.

Racconta la tradizione popolare che anche i fanciulli corressero in suo aiuto numerosi, portandole qualche cosa da mangiare e che Giulia, grata e sorridente, li contraccambiasse con dei fiori freschi in qualsiasi stagione dell’anno.

Nulla di più si sa di lei, se non che era molto venerata dai suoi concittadini, per la vita di pietà vissuta sotto i loro occhi.

La morte sopraggiunse, passando anche la porta murata!  il 9 gennaio 1367: i Certaldesi furono avvisati dal suono delle campane che misteriosamente si misero a suonare da sole. Questo è un topos della letteratura agiogafica molto diffuso per i santi e beati della valdelsa (cfr. ad esempio, Santa Verdiana di Castelfiorentino, Santa Fina e il beato Vivaldo da San Gimignano).

 

 

 

Le esequie furono celebrate con gran concorso di popolo ed attorno al suo feretro esposto furono numerosi i miracoli.

 

Già nel 1372, le fu eretto un altare nella chiesa dei SS. Jacopo e Filippo, entro il quale custodire le sue spoglie mortali. Il suo culto si sviluppò subito dopo il suo trapasso, poiché appunto, già 5 anni dalla sua dipartita, le era stato dedicato un altare, nella stessa chiesa, presso la quale aveva vissuto e dove era stato tumulato il suo corpo.

Fin dal 1506, il comune certaldese contribuiva per la festa in onore della beata, alla cui protezione fu attribuita più volte la liberazione dai contagi e dalla peste.

 

Ma i due figli di Certaldo, doveva stare ancora vicini!

Qualche anno dopo, nel 1375, moriva il Boccaccio, i cui resti mortali furono riposti proprio nella Chiesa dei Santi Jacopo e Filippo, accanto a quelli di Giulia della Rena!

 

Già il S. Jacopo, via e lume del Cammino di Santiago, che si intersecava con la Francigena che passava e passa proprio per Certaldo, iniziando da Canterbury!

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