Il Corpus Domini (espressione latina che significa “Corpo del Signore”), più propriamente Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo, è una delle principali solennità dell’anno liturgico della Chiesa cattolica. Si celebra la domenica successiva alla solennità della Santissima Trinità, che a sua volta cade la domenica successiva la Pentecoste (festa dell’effusione dello Spirito Santo, che avviene 50 giorno dopo la Pasqua).

La festa nasce in Belgio, a Liegi, con le visioni di S. Giuliana di Cornillon che voleva che la Chiesa istituisse una festa per celebrare la reale presenza,   , di Cristo nell’ostia dell’Eucarestia.

Poco dopo la morte di questa mistica, si racconta che nel 1263, nel duomo di Bolsena, , durante la messa celebrata dal sacerdote Pietro di Praga, dubbioso della presenza di Cristo, l’ostia prese a sanguinare. A seguito di questo miracolo venne istituita da papa Urbano IV, la festa e la processione del Corpus Domini.

E’ singolare che questo miracolo sia avvenuto proprio a Bolsena, la Vulsinii latina, o meglio: la Velzna etrusca, nei pressi della quale, anche se mai ben localizzato, si trovava il Fanum Voltumnae (nome latino traducibile come “santuario di Vertumna”) era il santuario federale etrusco

Divinità al vertice delle religione etrusca, personificava la nozione del mutamento di stagione e presiedeva alla maturazione dei frutti. Gli si attribuiva il dono di trasformarsi in tutte le forme che voleva. (Come appunto l’incarnazione di Cristo e la sua transustazione nell’Eucarestia!!!) Il suo nome deriva dalla stessa radice indoeuropea del verbo latino vertere (girare, cambiare; sanscrito: vártate).

Qui, sul lago di Bolsena si svolgeva tutta la cosmologia etrusca ( quella Cristiana si attua con l’Incarnazione di Cristo) con i “dieci ‘secoli” che questo popolo così religioso credeva destinati loro! Dieci e non più di dieci! Come i primi Cristiani credevano che il mondo sarebbe finito al millesimo anno dopo Cristo!

Infatti nei libri sacri etruschi, in special modo nei libri cosiddetti ‘Fatales‘, che contenevano le norme riguardanti la divisione del tempo e la durata della vita degli uomini e dei popoli, era scritto che al popolo etrusco venivano assegnati dieci ‘secoli’ di vita, ognuno dei quali, però, di durata particolare, non fissa. La fine di un ‘secolo’ e quindi l’inizio di quello successivo venivano segnalati da eventi straordinari, così, ad esempio, quando un giorno dell’anno 88 a.C. si udì un misterioso e lugubre suono di tromba, quell’evento fu interpretato come l’annuncio della fine di un secolo, e lo stesso avvenne nel 44 a.C. quando si verificò un altro prodigio quale l’apparizione di una cometa, che effettivamente sappiamo essere avvenuta nel giorno stesso dell’uccisione di Cesare, evento che segnalò la fine e quindi l’inizio di un nuovo ‘secolo’!

Ogni anno i re-sacerdoti etruschi, chiamati ‘lucumoni’ (Lukmnes), si riunivano a Volsinii, centro morale, religioso e politico di tutta l’Etruria, con i templi di Voltumna e Nurthia, dea della salute e della fortuna, , capitale della confederazione delle dodici città-stato etrusche

(in ordine alfabetico seguito dal nome etrusco):

 

Arezzo/Artinia,

Caere/Kysra,

Chiusi/Kamars (?),

Cortona/Kurthyn,

Perugia/Arunia,

Roselle/Rusna,

Tarquinia/Tarkhnas,

Veio/Veji,

Vetulonia/Vethluni,

Volsinii/Velznani,

Volterra/Velathri,

Vulci/Velx),

 

e lì piantavano un chiodo di bronzo; in tutto troviamo 961 chiodi pari a 961 anni, cioè l’intera ‘vita’ assegnata al popolo etrusco!

In base a calcoli numerici (consideravano sacro il numero 16, come le 16 parti nelle quali avevano diviso il cielo; importante il 12…

Posero la loro fine, 40 forse 50 anni dopo la nascita di Cristo!

 

 

 

7 giugno big_cascia

Le pagine bagnate di sangue del miracolo di Cascia

 

Cascia, nota a tutti per essere la città di S. Rita, conserva anche la Reliquia di un insigne miracolo eucaristico, avvenuto a Siena nell’anno 1330.

Nelle vicinanze di quella città un sacerdote, richiesto di amministrare i santi sacramenti a un contadino infermo, prese una particola consacrata, la depose irriverentemente tra le pagine del suo breviario, che strinse sotto il braccio, e andò in casa del malato. Dopo averne ricevuta la Confessione, il sacerdote apri il libro per prendere l’Ostia consacrata, ma, grandemente turbato, constat6 che la particola rosseggiava di vivo sangue tanto da impregnare ambedue le pagine tra le quali era stata posta. Il sacerdote, confuso e pentito, si recò in Siena, al Convento agostiniano, per esporre quanto era avvenuto al P. Simone Fidati da Cascia, celebre predicatore e religioso di santa vita. Questi, udito il fatto e veduto il segno prodigioso, concesse il perdono al sacerdote e chiese di tenere con sé quelle due pagine macchiate di sangue, che in seguito portò una a Perugia e l’altra, quella cui aderiva l’Ostia consacrata, a Cascia, nella chiesa di S. Agostino.

L’insigne Reliquia, attraverso i secoli, stata sempre onorata dai fedeli con gran venerazione, e i Sommi Pontefici ne hanno promosso il culto con numerose e speciali indulgenze, tra le quali quella della Porziuncola, concessa dal Papa Bonifacio IX nel 1401.

Il prodigioso avvenimento viene particolarmente ricordato ogni anno per la festa del Corpus Domini, quando la Reliquia viene portata solennemente in processione.

7 giugno bolsena

Il miracolo di Bolsena

7 giugno miracolo-di-bolsena-3

Il miracolo di Bolsena

 

 

unnamed

Tipiche del Corpus Domini sono le Infiorate: qui siamo a Colle di Compito. Si realizza l’Ultima Cena di Leonardo. Vedi articolo relativo in cronaca.

unnamed-4

Oggi si ricordano anche:

 

Sant’Antonio Maria Gianelli, vescovo

San Geremia, monaco, martire a Cordova

San Roberto di Newminster, abate cistercense

San Walabonso, diacono, martire a Cordova

Share