Il Santo del giorno, 7 Agosto: S. Donato d’Arezzo, protettore degli epilettici

 

 

 

 

Donato d’Arezzo(Nicomedia, … – Arezzo, 7 agosto 363) fu il secondo vescovo di Arezzo (a quanto risulta dai dittici conservati nell’archivio capitolare della città); è venerato come santo martire dalla Chiesa cattolica. Nacque probabilmente non ad Arezzo ma, secondo alcune fonti, potrebbe essere stato originario di Nicomedia o di Roma.

Divenne prete mentre vescovo di Arezzo era Satiro.

La sua opera di evangelizzazione fu molto proficua.

Nato a Nicomedia, con la famiglia, venne a Roma e qui fu educato da Pimenio prete e fatto chierico. Suo compagno di formazione è addirittura Giuliano, ma mentre questi diventa suddiacono della Chiesa di Roma, Donato rimane semplice lettore.

Tuttavia divenuto imperatore, Giuliano (l’Apostata) promulga una violenta persecuzione contro la Chiesa. Donato fugge ad Arezzo, accolto dal monaco Ilariano a cui si affianca nell’apostolato, penitenza e preghiera; con lui opera tra il popolo prodigi e conversioni.

  1. Pier Damiani nei suoi Sermoni così commenta: “ Ecco che nel campo del Signore crescono assieme due virgulti, Donato e Giuliano, ma uno di essi diverrà cedro del Paradiso, l’altro carbone per le fiamme eterne”.

Infatti divenuto imperatore ed apostata, Giuliano promulgò una nuova persecuzione contro la Chiesa, prima con l’interdizione ai cristiani dell’insegnamento nelle scuole, cariche pubbliche e carriera militare e poi nell’autunno del 362 anche con la violenza nei loro confronti.

Nella città di Roma, furono vittime fra gli altri i suoi devoti genitori ed il prete Pimenio, allora Donato fugge ad Arezzo accolto dal monaco Ilariano a cui si affianca nell’apostolato, penitenza e preghiera; con lui opera tra il popolo prodigi e conversioni.

La ‘passio’ racconta di miracoli eclatanti, fra i tanti, fa risuscitare una donna di nome Eufrosina che aveva in custodia una ingente somma di denaro, ma che con la sua improvvisa morte non si trovava più; fa vedere di nuovo ad una povera cieca a cui dona anche la luce della fede, di nome Siriana; libera dal demonio il figlio del prefetto di Arezzo, Asterio.

 

Consacrato vescovo dal papa, succedette a Satiro nella guida della Chiesa aretina e continuò nella sua opera pastorale, coadiuvato dal diacono Antimo.

Gli venne però comminata per la sua fede la decapitazione, dal prefetto di Arezzo, Quadraziano. Il martirio sarebbe avvenuto secondo alcuni sotto l’imperatore Giuliano, nel 362.

Secondo altri sarebbe avvenuto addirittura nel 304, sotto Diocleziano. Il che perlomeno sarebbe assai più credibile della data successiva, quando non risultano esserci state persecuzioni, dato che non solo da quasi mezzo secolo il Cristianesimo era ammesso come religione, ma stava per diventare religione di stato ed anzi cominciava a perseguitare le altre fedi!

 

Il giorno in cui, secondo la tradizione, avvenne la sua morte, è il 7 agosto. Il vescovo Gelasio, suo successore, fece costruire una “memoria” nel luogo della sua tomba, nel colle del Pionta, dove poi sarebbe sorta la prima cattedrale di Arezzo.

Il corpo di san Donato è invece conservato e venerato nell’omonima chiesa di Castiglione Messer Raimondo, in provincia di Teramo.

 

È considerato protettore degli epilettici, perché gli è attribuita la guarigione miracolosa di un bambino da questa malattia.

La sua «passio» racconta di miracoli eclatanti: fra i tanti, durante la celebrazione di una Messa, al momento della Comunione, entra nel tempio un gruppo di pagani che mandano in frantumi il calice. Donato, dopo intensa preghiera, raccoglie i frammenti e li riunisce, ma manca un pezzo del fondo del calice. Il vescovo continua a servire il vino, senza che esso cada dal fondo mancante!Fra lo stupore generale ben 79 pagani si convertono. Un mese dopo Donato è arrestato e, sotto la persecuzione di Giuliano l’Apostata, viene decapitato ad Arezzo il 7 agosto.

 

 

Nel 1384, il capitano di ventura francese Enguerrand de Coucy espugnò e depredò Arezzo. Poi valicò l’Appennino, recando con sé, tra l’altro, la preziosa reliquia della testa di San Donato, patrono di Arezzo. Alla sua venuta a Forlì, Sinibaldo Ordelaffi, il Signore di quella città, riscattò la reliquia, che tenne con grande venerazione fino a che essa fu restituita agli aretini.

Protettore di Arezzo, è celebratissimo in città, il suo busto si trova in un grosso d’argento della Repubblica Aretina del sec. XIII custodito al Museo Nazionale di Napoli; nella cattedrale di Arezzo vi è la ricca arca marmorea del suo corpo con decine di formelle a cui hanno lavorato artisti insigni, narranti la vita e i suoi miracoli.

Donato è un nome dato ad un figlio molto atteso, di origine latina, diminutivo: Donatello.

 

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La Chiesa cattolica ricorda, oggi,  anche:

 

Sant’Alberto degli Abati

San Carpoforo, san Cassio, Essanto, Severo, Secondo, Licinio, martiri di Como

San Fausto, martire a Milano

San Gaetano di Thiene, sacerdote (memoria facoltativa). Festa patronale di Thiene, di Poggio Mirteto e di Castelguglielmo.

San Sisto II e compagni, Papa e martiri (memoria facoltativa)

Beati Agatangelo da Vendôme e Cassiano da Nantes, cappuccini e martiri

Beato Edmondo Bojanowski, fondatore delle Ancelle dell’Immacolata Concezione

 

 

 

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