Il Santo del giorno, 6 Luglio: S. Maria Goretti, la purezza come Luce, Protettrice delle vittime di stupro  – S. Domenica di Tropea e le Luci di Scorrano

6 luglio goretti 1902

L’unica foto di Maria Goretti in vita! Siamo nel 1902, pochissimi giorni prima del suo assassinio.

 

E’ per tanti versi, la Santa più amata nel Sud d’Italia! Perlomeno nel Salento, nel Messinese, in tanti paesi calabresi, come Tropea. Ma, in particolare (forse perchè la “domenica” è il giorno del Dominus, del Signore, cioè del Sole) e perchè questi sono i giorni più splendenti dell’anno, con fuochi d’artificio, con illuminazioni come quelle di Scorrano che non hanno eguali nel mondo, si celebra questa santa come “dea” della luce anche di notte!

 

di Daniele Vanni

E’ per tanti versi, la Santa più amata nel Sud d’Italia! Perlomeno nel Salento, nel Messinese, in tanti paesi calabresi, come Tropea. ma, in particolare (forse perchè la “domenica” è il giorno del Dominus, del Signore, cioè del Sole) e perchè questi sono i giorni più splendenti dell’anno, con fuochi d’artificio, con illuminazioni come quelle di Scorrano che non hanno eguali nel mondo, si celbra questa santa come “dea” della luce anche di notte! Non a caso, in queste stesse ore, nell’Antica rOma, si celebrava Apollo-Helios il Dio del Sole, che aveva permesso in questi giorni il raccolto del grano, che racchiude in sè tutta la luce della stella che ci illumina!

 

Domenica(Ipocoristici: Doni, Nica, Mimma, Mena, Mimì)

 

(Tropea o Asia Minore, 260 o 287 – Campagna o Nicomedia, 303)

 

 Il nome Domenica è la forma latina (Dominus, signore) del greco Ciriaca, (Kyrios, signore)corrispondente a una santa anatolica le cui vicende agiografiche sono perfettamente sovrapponibili alla vita di santa Domenica.

Secondo la Passio greca, Ciriaca era figlia di Doroteo ed Eusebia; nel corso della persecuzione di Diocleziano, fu arrestata con i genitori e condotta a Nicomedia.

I genitori, forse per la posizione di rilievo che occupavano nella comunità locale, vennero graziati, per interessamento dello stesso imperatore, e mandati in esilio ai confini dell’Eufrate.

La santa fu torturata, ma la sua resistenza fece convertire coloro i quali erano accorsi a partecipare al macabro spettacolo. Venne dunque messa al rogo, ma le fiamme non lambirono il suo corpo. Venne allora data in pasto ai leoni, ma anche questo tentativo fu vano, dato che i leoni si ammansirono di fronte a lei. Dopo una lunga tortura, venne alfine condannata alla decapitazione.

Le sue spoglie sarebbe poi state portate a Tropeadove fiorì il culto della giovane martire.

Nell’accezione latina, Domenica, nacque in località Sant’Abbondio di Campagna, e fu qui martirizzata sotto Diocleziano; dopo essere stata decapitata, le sue spoglie furono portate a Tropea come monito per i cristiani oppure il suo corpo fu portato dagli angeli a Tropea.

La commemorazione liturgica ricorre il 6 luglio.

Le sue spoglie sono conservate nella cattedrale di Tropea.

 

La commemorazione però viene svolta a Santa Domenica di Ricadi dal 4 al 6 luglio con vari festeggiamenti in piazza. Il giorno conclusivo viene svolta la processione. Caratteristica della festa sono gli spettacoli lungo le vie del paese, dal ballo dei giganti, fantocci di cartapesta che rievocano la conquista della libertà da parte dei calabresi rispetto alle sottomissioni continue subite durante i secoli. Poi gli spettacoli pirotecnici, in particolare il ballo del “camiuzzu i focu”, letteralmente “cammello di fuoco”, fantoccio fatto di cartapesta, guarnito di vari fuochi pirotecnici e ballato in piazza da un abile ballerino, simboleggia gli esattori che in epoca Saracena, su di un cammello percorrevano le vie dei paesi riscuotendo le tasse che strozzavano l’economia, finché non arrivarono i Normanni a liberare la popolazione oppressa. Infine i classici fuochi d’artificio dopo la mezzanotte. Un’altra ricorrenza sempre nel paesino di Santa Domenica, avviene nel mese di agosto. In particolare la Santa viene portata in processione da una piccola chiesetta a lei dedicata e nella quale vi è un pozzo in cui vi è l’impronta del suo piede, alla spiaggia di “Formicoli” che si trova nelle vicinanze di questa chiesetta.

Oltre che a Tropea, il culto di santa Domenica è presente in diverse località: pressoFiumefreddoesisteva un’antichissima chiesa dedicata alla Santa; un antico monastero greco, detto di Santa Domenica di Gallicoera nella diocesi di Reggio Calabria; a lei fu dedicato un cenobio camaldolese eretto nel XVI secolo a Camaldoli di Campagna. La chiesa di Santa Domenica a Rossa nei Grigioniè una delle tante testimonianze del culto della Santa in quella zona alpina.

A Scorrano si celebra una delle feste più grandi d’Italia proprio in onore di santa Domenica nelle notti del 5, 6 e 7 luglio di ogni anno. Le più importanti ditte di luminarie si sfidano nella creazione delle “parazioni” (in dialetto Scorranese): vengono realizzati enormi castelli, cattedrali, archi, gallerie e torri interamente illuminate dalle luci tradizionali, alle quali negli ultimi anni si sono aggiunte, grazie all’innovazione tecnologica, le lampade a led, le microluci e i flash per rendere ancora più magica l’atmosfera di festa nelle notti del 5-6-7 luglio di ogni anno. Oltre alle spettacolari luminarie anche le gare pirotecniche, in cui partecipano le più importanti ditte d’Italia, richiamano numerosi visitatori da ogni parte d’Italia. Tradizionale è la lunga processione che si tiene dalle 9,00 di mattina del 6 luglio fino alle ore 13,00 in cui vengono attraversate tutte le strade della Città con numerose batterie di fuochi pirotecnici che accompagnano la Santa fino al cosiddetto “ARCO di SANTA DOMENICA” in cui davanti alla folla si consegnano le chiavi della Città di Scorrano alla Santa Protettrice.

Festeggiano e ringraziano la santa per la sua protezione, gli abitanti di Caraffa di Catanzaro, di Tremestieri, Protonaro e Mandanici , centri della zona di Messina.

 

 

 

 

 

 

 

 

Maria Goretti

 

Vergine e martire

Nascita       Corinaldo, 16 ottobre 1890

Morte         Nettuno, 6 luglio 1902

Venerata da         Chiesa cattolica

Canonizzazione    Piazza San Pietro, il 24 giugno 1950 da papa Pio XII

Santuario principale:      Santuario di Nostra signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti, Nettuno

Ricorrenza:         6 luglio

Attributi:     Palma

Patrona di: Latina, Agro pontino, Figlie di Maria, gioventù. Protettrice delle vittime di stupro

 

Maria Teresa Goretti(Corinaldo, 16 ottobre 1890 – Nettuno, 6 luglio 1902) è venerata come santa e martire dalla Chiesa cattolica.

Vittima di omicidio a seguito di un tentativo di stupro da parte di un vicino di casa, fu canonizzata nel 1950 da papa Pio XII.

 

L’infanzia

 

La famiglia Goretti, originaria di Corinaldo nelle Marche, era composta dai coniugi Luigi Goretti e Assunta Carlini, entrambi coltivatori diretti, e dai loro sei figli (un settimo figlio, il primogenito, morì a pochi mesi).

 

La vita della giovane Maria, fino al suo omicidio, non fu diversa da quella dei figli di molti lavoratori agricoli che dovettero lasciare le proprie terre, per cercare sostentamento altrove: analfabetismo, denutrizione, lavoro pesante fin dall’infanzia.

Di Maria Goretti fino al 2017 non erano note fotografie.

Deceduta a 11 anni, era alta 1,38 m e, secondo il referto autoptico, appariva vistosamente sottopeso e presentava sintomi di malaria in fase avanzata. Come molti, moltissimi, nell’agro pontino!

 

L’omicidio

 

I Goretti, in cerca di una migliore occupazione, si trasferirono dapprima a Paliano (nei pressi di Anagni), e in seguito alle Ferriere di Conca, oggi frazione di Latina, ma all’epoca comprese nel territorio comunale di Cisterna di Roma (l’attuale Cisterna di Latina), assieme ai Serenelli, una famiglia amica.

Nel 1900, Luigi Goretti morì di malaria e la collaborazione coi Serenelli, anch’essi in difficoltà, si fece ancora più stretta.

Alessandro, secondogenito dei Serenelli, tentò diversi approcci nei confronti dell’undicenne, che raggiunsero il culmine nell’estate del 1902: il 5 luglio, con la scusa di farsi rammendare dei vestiti, Alessandro attirò Maria in casa e tentò di violentarla.

Di fronte alle grida e ai tentativi comunque istintivi di difendersi, la ferì più volte con un punteruolo!

Al processo, confermando quanto detto ai carabinieri immediatamente dopo l’arresto, Serenelli confessò di aver preparato l’arma e di aver deciso di usarla, qualora la bambina gli avesse opposto resistenza. Confessò inoltre che la decisione di uccidere Maria era stata in parte motivata dal desiderio di fuggire dalla vita intollerabile nei campi, nella convinzione che la vita in carcere fosse preferibile.

È possibile che il giovane Alessandro, proveniente da una famiglia in cui numerosi membri avevano dato segni di squilibrio mentale e figlio di un padre alcolista, fosse in realtà impotente e abbia ferito mortalmente la sfortunata vittima una volta resosi conto di non riuscire a mettere in atto lo stupro.

E qui, sconfessando i Romani: nomen, cioè: cognome, non omen!!

Maria, ancora cosciente, venne trasportata all’ospedale Orsenigo di Nettuno; la morte sopravvenne il giorno successivo per una setticemia conseguente a un intervento chirurgico.

Le esequie vennero celebrate l’8 luglio 1902 nella cappella dell’ospedale, e il corpo della bambina tumulato nel cimitero comunale.

 

Il culto

 

Già durante il Fascismo, la devozione per Maria Goretti si diffuse tra gli strati più umili della popolazione, in particolare quelli rurali, appartenenti allo stesso mondo in cui la piccola martire era cresciuta.

Lo stesso regime cercò di cavalcare la devozione popolare per favorire la nascita di un’icona locale cara ai contadini delle paludi “bonificate” o meglio: cementificate!

Anche dopo la caduta del fascismo e della monarchia sabauda, negli anni cinquanta, l’immagine di Maria Goretti rimase popolare anche presso i non cattolici, al punto che il giovane dirigente comunista Enrico Berlinguer indicò nel coraggio e nella tenacia della piccola santa un esempio da imitare per le giovani militanti comuniste!

Quando si dice: compromesso storico, o meglio: consociativismo, cioè accordi sottobanco tra DC e PCI per spartirsi il potere, che nulla hanno a che vedere con la purezza di Maria Goretti!! quella sì vera!!

 

A partire dagli anni settanta, in periodo di affermazione del femminismo, la figura di Maria Goretti perse gradualmente popolarità, in quanto ritenuta dai non cattolici troppo legata a una visione tradizionale della donna, casta, votata alla maternità e al lavoro domestico.

 

L’11 dicembre 1949, la Congregazione delle Cause dei Santi riconobbe come miracolose due guarigioni attribuite all’intercessione di Maria Goretti: quella di Giuseppe Cupe (8 maggio 1947) e quella di Anna Grossi Musumarra da pleurite (11 maggio dello stesso anno).

La canonizzazione avvenne sotto il pontificato di Pio XII, il 24 giugno 1950.

Per la prima volta, nella millenaria storia della Chiesa, la cerimonia si svolse all’aperto in piazza San Pietro a Città del Vaticano, e vide la partecipazione anche della madre di Maria Goretti.

Il giorno di commemorazione istituito fu il 6 luglio, anniversario della morte della giovane.

Secondo l’agiografia, la motivazione della proclamazione della sua santità furono in primo luogo il perdono concesso da Maria al suo uccisore poco prima di morire, perdono che condusse alla conversione di Alessandro Serenelli e poi alla decisione di entrare in convento, dopo aver scontato 30 anni di carcere e, in secondo luogo, il proposito fatto a 11 anni, al momento di ricevere la prima comunione «di morire prima di commettere dei peccati»!

Ritornando sopra: come sarebbe bello e davvero miracoloso, se i politici facessero fino in fondo questa professione di fede e…a che stragi di innocenti assisteremmo!

 

Il corpo e le reliquie di santa Maria Goretti, venerata come “martire della purezza” la cui festa ricorre il 6 luglio, sono conservati a Nettuno, nel Santuario di Nostra signora delle Grazie e di Santa Maria Goretti e a Corinaldo, in provincia d’Ancona, dove è visitabile anche la sua casa natale.

Non esiste che una sua fotografia da cui però non è stato tratto un vero volto di Maria che non si vede bene nella foto che riproduciamo, e i ritratti visibili sono di fantasia o realizzati secondo le indicazioni dei parenti.

 

Nel 1953, già il leader del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti (ci cui come di Berlinguer, chissà perché? sono esistenti milioni di fotografie!) aveva proposto Maria Goretti come modello di vita alle giovani comuniste facenti parte della FGCI, Federazione Giovanile Comunista Italiana.

Da qui, la ripresa di Berlinguer…

 

 

Il pentimento dell’assassino

 

Alessandro Serenelli fu condannato a 30 anni di reclusione.

Nel carcere giudiziario di Noto, dal 1902 al 1918, incoraggiato dal vescovo di Noto del tempo, Giovanni Blandini, maturò il pentimento e la conversione alla religione cattolica.

Anni dopo, Serenelli avrebbe raccontato di aver tentato una riconciliazione con la famiglia e la religione in seguito a un sogno in cui la sua vittima gli offriva dei gigli che si trasformavano in fiammelle!

Nel 1929, dopo 27 anni di reclusione, Serenelli fu scarcerato in anticipo per buona condotta e chiese il perdono dei familiari di Maria Goretti. La madre glielo accordò.

Dopo tale episodio, Serenelli trascorse il resto della sua vita come giardiniere e portinaio in un convento di cappuccini a Macerata, dove morì il 6 maggio 1970, a 87 anni, per le conseguenze di una frattura del femore provocata da una caduta.

 

Controversie e polemiche seguite alla pubblicazione del libro Povera Santa, povero assassino

 

Nella Chiesa cattolica, la Congregazione delle cause dei santi il 5 febbraio 1985, istituiva una commissione di studio, per replicare al libro di Guerri con l’intento dichiarato di “restituire ai fedeli quella serenità che è stata turbata con insinuazioni e affermazioni semplicistiche e tendenziose” e nella conferenza, l’allora Prefetto Pietro Palazzini argomentava: «Giordano Bruno Guerri è uno strumento del Demonio».

Poco tempo dopo, l’Osservatore Romano condannava Guerri ad essere «fuori dalla comunità ecclesiale», mentre giornali come Prospettive nel mondo denunciavano: “si tenta di colpire con ogni mezzo la devozione popolare, il senso del sacro nella vita, con un lavaggio del cervello in grande stile. È operazione degna di manipolatori nazisti o sovietici dei mass-media” e diversi altri attacchi. A marzo dell’anno successivo la commissione denunciava di aver trovato diverse inesattezze e concludeva: “Questo libro anziché presentare la vera storia di Maria Goretti è invece colmo di errori di ogni genere e falsifica oggettivamente la verità storica”. Guerri rispondeva querelando la commissione per diffamazione a mezzo stampa, contemporaneamente aveva ricevuto una denuncia per vilipendio della religione; il Tribunale di Roma però archiviava tutto per non luogo a procedere.

Alcune attiviste per i diritti delle donne all’uscita del libro, affermavano che “Maria Goretti è il modello che ci hanno dato, quello che serve alla società per misurare la nostra colpa: la donna deve resistere fino alla morte, altrimenti è consenziente, cioè è complice del proprio stupratore”, e “Povera Santa, povero assassino” rimaneva a riferimento nel tempo di un modello della donna, duramente contestata in tutti i casi di violenza contro le donne.

 

Nel libro, aggiungiamo noi, dopo le belle analisi marxiste sul degrado sociale, che genererebbe “mostri”, Guerri, oggi maggior biografo di D’Annunzio e curatore del Vittoriale e che quindi in proposito dovrebbe essere un esperto, non s’interroga come tra fame, malaria e stenti, siano nati, se vogliamo seguire la sua strada, almeno due “santi”, vista la redenzione dell’assassino Serenelli, che invece ci pare, ma noi non siamo così esperti come Guerri, nei salotti bene frequentati dal Vate (che in molti, visti certe sue…pratiche sessuali, chiamavano…Vaso!) non abbiamo trovato!

Tra i poeti troviamo tanti perversi e..Decadenti! Che letteralmente, ma parliamo proprio di litterae, sta per: tendenti verso il basso. Non così, i Santi pur tra le tante contraddizioni terrene, quelle personali di uomini e donne, e quelli della Chiesa che sono immani, ma non toccano le loro vite eroiche, se non che vengano usati per scopi di potere, questo è vero, ma chi è quell’uomo che non lo fa? Il Santo appunto! tendono verso l’alto che l’uomo nel suo simbolismo identifica con il Cielo. Quindi funziona anagogica che pochi poeti hanno.

E Guerri dimentica i soldi estorti al Fascismo dal suo Vate, in cambio di che? Della sua esaltazione a fini politici!!

E il discrimen, tra parole e santità, sono proprio i soldi!

E vorrebbe Guerri che S. Maria Goretti si fosse comportata come le donne del Vate, sfruttate non direi solo sessualmente, ma molto spesso, come era solito fare il bel Foscolo, finanziariamente!

 

 

 

Protettrice delle vittime di stupro

 

Attualmente, secondo un’antica idea di papa Benedetto XVI ora valutata da papa Francesco, si sta pensando di associare Maria Goretti a santa Dinfna come protettrice delle vittime di stupro.

La vicenda di Dinfna, martire irlandese morta in Belgio nel VII secolo, è analoga a quella di Maria Goretti e Santa Scorese.

 

Filmografia

 

Cielo sulla palude, film per il cinema, regia di Augusto Genina – Italia 1949

 

Maria Goretti, film per la televisione, regia di Giulio Base – Italia 2003

 

 

 

 

 

 

 

Altri santi del giorno:

 

San Goar, monaco tedesco del VI secolo

Santa Godeleva (o Godelina), martire

San Palladio, vescovo degli Scoti

San Romolo di Fiesole, vescovo e martire, patrono della città

Santa Sexburga, badessa dell’abbazia di Ely nel VII secolo

San Tranquillino di Roma, martire

Beata Maria Teresa Ledóchowska, vergine

Beata Nazaria Ignacia March Mesa, fondatrice

 

 

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