Festa della Trasfigurazione di Cristo:

l’episodio della Trasfigurazione è narrato nei tre vangeli sinottici (Vangelo secondo Marco 9,2-8, Vangelo secondo Matteo 17,1-8, Vangelo secondo Luca 9,28-36). Secondo questi testi Gesù dopo essersi appartato (si pensa sul Monte Tabor, una piccola montagna 6 agosto Giovanni_Bellini_016della Galilea) con i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni, cambiò aspetto mostrandosi ai tre discepoli con uno straordinario splendore della persona e uno stupefacente candore delle vesti. In questo contesto si verifica l’apparizione di Mosè ed Elia che conversano con Gesù e si ode una voce, proveniente da una nube, che dichiara la figliolanza divina di Gesù. Lo splendore di Cristo richiama la sua trascendenza, la presenza di Mosè ed Elia simboleggia la legge e i profeti che hanno annunciato sia la venuta del Messia che la sua passione e glorificazione; la nube si riferisce a teofanie già documentate nell’Antico Testamento.

6 agosto Monte Tabor

Monte Tabor

 

 

 

 

 

Sisto II (Grecia, … – Roma, 6 agosto 258) fu il 24° vescovo di Roma e Papa della Chiesa cattolica dal 30 agosto 257 alla morte.

 

Le origini di questo papa sono ignote : si dice solo che fosse greco. Sisto succedette al suo predecessore, papa Stefano I, il 30 agosto 257.

 

Durante il pontificato di quest’ultimo, era sorta una violenta disputa tra la Chiesa di Roma e le Chiese africane ed asiatiche, riguardo alla riammissione degli eretici e al battesimo da loro amministrato: la polemica aveva rischiato di finire in una completa rottura tra Roma e le altre Chiese. Sisto II, più conciliante del predecessore riportò la pace all’interno del mondo cristiano ripristinando le relazioni con le altre Chiese. Riammettendo nella Chiesa chi aveva deviato.

Poco prima del pontificato di Sisto II, l’imperatore Valeriano aveva pubblicato il suo primo editto di persecuzione, con il quale aveva obbligato i cristiani a partecipare al culto nazionale degli dei pagani e aveva impedito loro di riunirsi nei cimiteri, minacciando con l’esilio o la morte chiunque fosse stato trovato a disubbidire l’ordine (e l’editto costò infatti la vita a papa Stefano I). Sisto riuscì inizialmente a compiere le sue funzioni di pastore dei cristiani senza subire interferenze da coloro che dovevano far rispettare l’editto imperiale, ma nei primi giorni di agosto del 258 l’imperatore pubblicò un nuovo editto di persecuzione, che causò la morte di Sisto, con quattro diaconi il 6 agosto, mentre si trovava nella zona del cimitero di Pretestato, sul lato sinistro della Via Appia, quasi di fronte a quello di papa Callisto I. Mentre era seduto sulla sua sedia in procinto di parlare all’assemblea, fu catturato da un manipolo di soldati.

 

Insieme a Sisto furono catturati e giustiziati quattro diaconi: Gennaro, Innocenzo (o Vincenzo), Magno, e Stefano. Lo stesso giorno altri due diaconi, Felicissimo ed Agapito patirono il martirio. La festa liturgica di san Sisto II e di questi sei diaconi si celebra il 6 agosto, giorno del loro martirio.

 

I resti di Sisto furono traslati nella cripta papale del vicino cimitero di San Callisto. Dietro la sua tomba, in un reliquiario, fu posta la sedia macchiata di sangue sulla quale era stato decapitato. Papa Pasquale I lo fece traslare, in seguito, nella cappella iuxta ferrata, dedicata a lui e a papa Fabiano, nell’antica basilica di San Pietro in Vaticano. Sul luogo del cimitero di San Pretestato dove fu martirizzato fu eretto un oratorio (Oratorium Xysti), che veniva ancora visitato dai pellegrini del VII e dell’VIII secolo.

 

Venerato a Pisa come san Sisto, il giorno a lui e i suoi diaconi era propizio per le battaglie. Contrariamente all’opinione comune odierna, non era l’antico patrono della città prima di San Ranieri, ma era importante solo il giorno a lui dedicato. Fino alla Meloria, che cadde propri il 6 agosto del 1284!

 

 

 

6 agosto

Sandro_Botticelli_-_Sixte_II

 

 

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