Il Santo del giorno, 5 Luglio: Sant’Antonio Maria Zaccaria, fondatore dei Barnabiti

 

Antonio, forse dall’etimo: nato prima, sta a significare uno che fa fronte alle difficoltà.

Maria Zaccaria fece fronte come prete e come medico alle pestilenze. Poi fondò un ordine di suore che per prime uscirono dalla clausura imposta loro nel Medioevo. Poi fece fronte all’Inquisizione che lo voleva eretico. Ma il fisico di uomini che vivono così intensamente, spesso cede, come capitò ad Antonio ad appena 36 anni!

 

Fu il fondatoredella Congregazione dei Chierici Regolari di San Paolo, meglio noti col nome di “Barnabiti”dalla Chiesa milanese di S. Barnaba, loro prima sede. Fondò anche, insieme alla contessa Ludovica Torelli di Guastalla (1499-1569), quella delle suore Angeliche di Paolo converso ed, infine, quella dei Maritati di San Paolo.

Nacque da una famiglia di antica nobiltà cremonese. Rimasto orfano di padre, il nobile don Lazzaro, la sua educazione venne curata dalla madre, Antonietta Pescaroli. Nel 1524 si laurea in medicina a Padova. Ma poi, tornato a Cremona, decide di spiegare Vangelo e dottrina a grandi e piccoli. Viene consacrato prete nel 1528. E subito viene chiamato “padre della patria” perché si spende in città, durante un’epidemia di peste, come prete e come medico.

Cappellano della contessa Ludovica Torelli, la segue a Milano nel 1530. Qui trova sostegno nello spirito d’iniziativa di questa signora e in due amici milanesi sui trent’anni come lui: Giacomo Morigia e Bartolomeo Ferrari. Rapidamente nascono a Milano tre novità, tutte intitolate a san Paolo. Già nel 1530 egli fonda una comunità di preti soggetti a una regola comune, i Chierici regolari di San Paolo. Milano li chiamerà Barnabiti, dalla chiesa di San Barnaba, loro prima sede.

Poi vengono le Angeliche di San Paolo, primo esempio di suore fuori clausura. San Carlo Borromeo ne sarà entusiasta, ma il Concilio di Trento prescriverà loro il monastero.

Terza fondazione: i Maritati di San Paolo, con l’impegno apostolico costante dei laici sposati. Denunciato come eretico e come ribelle Antonio va a Roma: verrà assolto. Durante un viaggio a Guastalla, il suo fisico cede. Lo portano a Cremona, dove muore a poco più di 36 anni.

 

Etimologia: Antonio = nato prima, o che fa fronte ai suoi avversari, dal greco

 

Oggi la Chiesa ricorda anche:

Sant’Agatone Martire

Sant’Asteio di Durazzo, vescovo e martire

Sant’Atanasio di Gerusalemme, diacono e martire

Sant’Atanasio l’Atonita

Santa Cirilla di Cirene, martire

Santa Faustina martire

Santa Filomena di San Severino, venerata a San Severino Marche

Santo Stefano di Nicea, vescovo

San Tommaso di Terreti, abate

Santa Gwen Teirbron

Santa Trifina, martire

Santa Zoe, martire

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