Il Santo del giorno, 5 Agosto: il miracolo della Madonna della neve che cadde a Roma d’agosto!

 

 

Accadde, dopo due sogni profetici, dove oggi è stata edificata la Basilica di S.M. Maggiore

Masolino da Panicale ed il miracolo di Roma, quadro citato da tanti ufologi!

Le ricorrenze delle campane suonate sopra i ristoro di Felicoino e le tradizioni della Val Freddana.

Rievocazione miracolo “Madonna della neve” (Foto Omniroma)

 

 

 

 

 

Era la notte del 4 Agosto del 352.

Roma viveva gli ultimi anni del suo dominio mondiale.

Di lì a poco, i Barbari, soprattutto quelli di Alarico nel 410, e poi via via molti altri, avrebbero devastato la città, anche se non riuscendo nell’intento di cancellarne le vestigia, né tantomeno di infrangerne la sua immagine storica e la cultura che aveva tramandato al mondo!

 

Adesso la città, di immagini mondiali, ne stava vivendo una ancora nuova: quella di capitale del Cristianesimo che appena da una quarantina d’anni era diventato di libera professione.

Il culto della Madonna sarebbe stato introdotto più avanti, nel 431 al Concilio di Efeso.

 

Ma intanto a Roma, Giovanni un ricco patrizio, durante la notte vede in sogno la Vergine Maria che chiede di costruire una basilica nel luogo dove il mattino seguente si sarebbe trovata, nella caldissima estate romana, della neve fresca!

 

Giovanni, la mattina seguente, corse da Papa Liberio, che allora abitava insieme alla Curia nei Palazzi di S. Giovanni regalati alla Chiesa da Costantino, per raccontargli quanto visto in sogno. Quale fu la sua meraviglia, non solo di esser creduto dal Papa, ma quando il pontefice Liberio confessò di aver avuto il medesimo sogno, la stessa visione e la medesima richiesta dalla Madonna!

 

Ma intanto una voce girava per la città ed era giunta dentro i palazzi pontifici che non distavano molto: la neve era caduta sull’Esquilino!

Un colle, il cui nome, forse, vuol dire abitato da coloro che sono fuori della città, quella antica di Romolo e Remo sul Palatino e che oggi è interamente… cinese!

Più “esterno” di così alla città di Roma…!

Miracolo_della_neve_mosaico

Papa Liberio accorse subito su quei campi con tutta la Chiesa e fece immediatamente tracciare la pianta di una grandiosa basilica, esattamente dove si era posata la neve di agosto!

Sempre secondo la storia, la basilica sarebbe stata finanziata dal patrizio stesso e prese il nome di Basilica di Santa Maria della Neve.

 

Oggi la Basilica è diventata quella enorme ed imponente di S. Maria Maggiore in Roma, della quale forse è più noto il retro con il grande parcheggio che è molto vicino alla Stazione Termini. Mentre la facciata, maestosa, fa ormai parte di un quartiere cinese.

 

L’antica chiesa fu atterrata al tempo di Sisto III che in ricordo del Concilio di Efeso dove si era solennemente decretata la Maternità Divina di Maria, volle innalzare a Roma una basilica ancora più grande in onore della Vergine, utilizzando anche i materiali di recupero della chiesa antecedente.

 

In quel periodo a Roma nessuna chiesa o basilica raggiungeva lo splendore e la grandezza del nuovo luogo di culto, qualche decennio dopo, le fu dato il titolo di Basilica di S. Maria Maggiore, per indicare la sua prevalenza su tutte le chiese dedicate alla Madonna.

Nei secoli seguenti la basilica ebbe vari interventi di restauro strutturale e artistico, fino a giungere nel 1750 le forme architettoniche che oggi ammiriamo.

Dal 1568 la denominazione ufficiale della festa liturgica della Madonna della Neve è stata modificata nel termine; dedica di Santa Maria Maggiore con celebrazione rimasta però al 5 agosto, anche se il miracolo della neve in agosto non viene quasi più citato. O perlomeno solo in certi luoghi.

 

Il culto sulla Madonna della Neve andò comunque sempre più confermandosi, tanto è vero che tra il XV e il XVIII secolo ci fu la massima diffusione delle chiese dedicate alla Madonna della Neve, con l’istaurarsi di tante celebrazioni e culti locali, che ancora oggi coinvolgono interi paesi e quartieri di città.

A Roma il 5 Agosto, nella matriarcale Basilica di Santa Maria Maggiore, il miracolo viene ricordato l’evento, con una pioggia di petali di rose bianche, cadenti dall’interno della cupola durante la solenne celebrazione liturgica!

Il culto come si è detto ebbe grande diffusione, oggi in Italia si contano 152 edifici sacri fra chiese, santuari, basiliche minori ecc. intitolate alla Madonna della Neve.

Ogni regione ne possiede una notevole quantità, in particolare concentrate su zone dove la neve non manca, le regioni che primeggiano sono: il Piemonte con 31, la Lombardia con 19, la Campania con 17.

Nel Napoletano il culto e celebrazione è molto solenne, coinvolgendo le comunità di fedeli con manifestazioni esterne e folcloristiche.

Da sottolineare, come curiosità che di questo evento miracoloso, si sono appropriati gli Ufologi, soprattutto facendosi “forti” del celebre quadro del Masolino da Panicale che lo dipinse nel 1428, oltre mille anni dall’evento!! Era un trittico, del quale una parte fu dipinta dal Masaccio.

Nella realtà le cose sembra siano andate diversamente. La fondazione della basilica di Santa Maria Maggiore sul colle Esquilino, risale agli anni del pontefice Sisto III, intorno alla metà del V secolo, e fu la prima chiesa dedicata alla Madonna, ufficialmente definita “Madre di Dio” dal Concilio di Efeso del 431. Forse venne scelto l’Esquilino come luogo per edificare una chiesa dedicata a Maria per eliminare il culto pagano di Giunone Lucina, alla quale erano dedicate le feste definite “matronalia” che si celebravano in un piccolo tempio sullo stesso colle.

 

La basilica prese il nome di “ad Nives” non prima del X secolo perchè non vi è traccia della leggenda della neve prima di quell’epoca. Nel XII secolo venne istituita la “Festa Dedicationis Sanctae Mariae ad Nives” e ancora oggi il 5 agosto nella basilica, durante la celebrazione della messa, si fanno cadere sull’altare petali di fiori bianchi. La basilica di Santa Maria Maggiore viene chiamata ” ad Nives” nella bolla di papa Niccolo IV del 1288, e a quell’epoca risalgono i mosaici di Filippo Rusuti che raffigurano la storia del miracolo, visibili ancor oggi sotto la loggia settecentesca che copre la facciata originale. Ecco sull’antica facciata della chiesa la stessa scena che Masolino dipingerà per un altare all’interno:

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Particolare locale interessante, il fatto che questo culto si sia radicato nella Val Freddana, là dove passavano ed oggi ancor transitano tanti pellegrini sulla Via Francigena, alla volta di Roma. Quindi logico che si sia puntato su un evento miracoloso che poi i pellegrin potevano ricordare, visitando il luogo così vicino alla Scala Santa o a S. Giovanni.

Sono diverse le chiese e le cappelle che ricordano in questa zomna il miracolo della neve.

Ricordiamo solo le campane poste sopra il tradizionale, storico ritrovo e rifocillamento (non solo per pellegrini!) di Felicino, a S. Martino in Freddana, oggi purtroppo chiuso. Sulla facciata della bellissima casa di campagna del’700 è dipinto e posto in edicola protetta, proprio il miracolo della neve.

Non isolata la Valfreddana, visto che a Lucca, molti luoghi ci ricordano il fatto venerato oggi.

Nella chiesa di San Giusto nella testata di una delle navate laterali c’era un altare dedicato alla Madonna della Neve. Nell’antico seminario arcivescovile in via del Giardino Botanico c’era una cappella dedicata alla Madonna della Neve. In Santa Maria Corteorlandini l’altare in capo alla navata sinistra è a lei dedicato. Nel sottoarco di questo altare due quadri rappresentano Il sogno di papa Liberio e Il Pontefice raccoglie la neve. In questa chiesa, convento dei Chierici Regolari della Madre di Dio, esistono anche due cappelle dedicate alla Madonna della Neve, sede sede della Congregazione Madonna della Neve, sorta nel 1606 che aveva tra lefinalità anche l’educazione dei giovani e prevedeva momenti di espansione in campo musicale, letterario e teatrale.

 

 

 

Oggi si ricordano anche:

 

Sant’Emidio, primo vescovo di Ascoli Piceno

Santa Nonna di Nazianzo

Sant’Osvaldo di Northumbria, re e martire

San Paride, vescovo di Teano

San Venanzio di Viviers, vescovo

 

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