Il Santo del giorno, 4 Marzo: S. Casimiro – Beato Umberto IV di Savoia (1136 – 1189)

di Daniele Vanni

 

E’ il 63º giorno del Calendario Gregoriano (il 64º negli anni bisestili). Mancano 302 giorni alla fine dell’anno.

 

La Chiesa commemora:

 

Sant’Appiano di Comacchio, monaco

San Basino di Treviri, vescovo

San Casimiro, patrono della Lituania

Santi Fozio, Archelao, Quirino e diciassette compagni martiri in Bitinia

San Giovanni Antonio Farina, vescovo

San Pietro I Pappacarbone, abate di Cava

Beati Cristoforo Bales, Alessandro Blake e Nicola Horner, martiri

Beati Miecislao Bohatkewicz, Ladislao Mackowiak e Stanislao Pyrtek, sacerdoti e martiri

Beata Placida Viel, vergine

Beato Ruperto di Ottobeuren, abate

Beato Umberto III di Savoia, conte

Beato Zoltan Lajos Meszlenyi, vescovo e martire

 

 

Abbiamo preferito parlarVi di:

 

Umberto III di Savoia

 

I Savoia, non è difficile ammetterlo, non hanno goduto, nel loro regno italico di grande fortuna e simpatie. In principio perché sono sempre stati considerati estranei al tessuto ed al popolo italiano per la loro provenienza francese, alla quale si sono sempre richiamati ed alla quale sono parsi spesso più attaccati che non alla lingua, alle tradizioni, alla cultura dei loro sudditi!

Cavour trattava con Vittorio Emanuele dell’unità d’Italia in francese che era la lingua ufficiale al parlamento piemontese.

 

Oggi, dopo i fatti dell’8 settembre 1943 e fuga a Brindisi, mentre tutto l’esercito italiano, senza più guida e direttive sbandava e cadeva nelle mani dell’ex alleato germanico, nonostante che l’esilio comminato a tutti i discendenti di Casa Savoia si sia prima attenuato e poi spento, gli ex Re d’Italia sono sentiti davvero lontani e la gente li ricorda, tutt’al più per fatti di cronaca o per l’apparizione in gare di ballo!

Pure hanno avuto anche un santo tra leloro file!

Umberto III di Savoia detto il Beato (Avigliana, 4 agosto 1136 – Chambéry, 4 marzo 1189)fu Conte di Savoia e Conte d’Aosta e Moriana dal 1148 al 1189. La Chiesa cattolica lo venera come Beato.

 

Figlio di Amedeo III, gli succedette al trono con il titolo di Umberto III. La sua figura divenne leggendaria nei secoli, specie per la fervida fede cui era legato ed infatti fu beatificato nel 1838 da Gregorio XVI.

Nacque nel Castello di Avigliana. Sposatosi quattro volte, già in tenera età (la prima, con Faidiva di Tolosa, la seconda con Gertrude di Fiandra, la terza con Clementina Zahringen e l’ultima con Beatrice di Maçon, che gli diede finalmente un erede maschio), Umberto governò in un momento difficile per la Casa Savoia: Federico Barbarossa voleva riconquistare l’autorità imperiale in Savoia e Piemonte, e transitò più volte per i suoi domini con il suo imponente esercito. Altri nemici erano il vescovo di Torino, che traeva protezione dall’imperatore ed i marchesi di Monferrato e di Saluzzo. Umberto riuscì durante questi anni turbolenti a conservare per sé soltanto alcune vallate alpine come la valle di Susa, la Valle d’Aosta e la Savoia: il resto dei suoi domini visse periodi bui e di disordini, dovuti anche alle continue ribellioni delle città comunali ed alle incessanti guerre. In questa grande incertezza Umberto parteggiò per i comuni guelfi ed il risultato fu l’invasione della Savoia da parte degli imperiali: due volte Susa venne saccheggiata e vinta. Morì dopo circa quarant’anni di regno, il 4 marzo 1189, all’età di cinquantadue anni e gli succedette il figlio Tommaso.

 

Venne sepolto nell’Abbazia di Altacomba, (la dove riposano quasi tutti i Savoia)dove aveva preso l’abito religioso pochi giorni prima della sua morte. Oggi ad Altacomba sussistono le sole pietre tombali del conte, quando l’abbazia fu occupata dai giacobini che forzarono la sua tomba e distrussero i resti, insieme a quelli di altri rappresentanti Savoia.

 

Matrimoni e discendenza

 

Umberto III di Savoia si sposò quattro volte:

 

nel 1151 con Faidiva di Tolosa (1135 – 1154), figlia d’Alfonso Giordano, Conte di Tolosa, e di Faidiva d’Uzès.

nel 1157 con Gertrude di Lorena († 1173), figlia di Teodorico di Alsazia, conte delle Fiandre, e di Sibilla d’Angiò. Si separarono nel 1163.

nel 1164 con Clementina di Zähringen († 1167), figlia di Corrado I, duca di Zähringen, e di Clementina di Namur, che due anni prima si era separata dal primo marito Enrico XII di Baviera, duca di Baviera e duca di Sassonia. Dal loro matrimonio nacquero tre figli:

Sofia (1165 – 1202), andata sposa ad Azzo VI d’Este (1170 – 1212)

Alice, (o Agnese, 1166 – 1174), promessa sposa di Giovanni Senzaterra, futuro re d’ Inghilterra, ma il matrimonio non ebbe mai luogo;

Eleonora (1167 – 1204), andata sposa nel 1197 a Bonifacio I († 1207), marchese del Monferrato e re di Tessalonica

nel 1177 con Beatrice di Maçon († 1230), figlia di Gerardo I, conte di Mâcon e di Vienne e di Maurette de Salins. Da questo matrimonio nacquero:

Tommaso (1178 – 1233), conte di Savoia, d’Aosta e della Maurienne.

una figlia morta all’età di sette anni

 

 

Il santo “ufficiale della giornata odierna è invece:

 

 

San Casimiro(Cracovia, 3 ottobre 1458 – Hrodna, 4 marzo 1484) venerato come santo patrono della Polonia e della Lituaniadalla Chiesa cattolica, che lo ricorda il 4 marzo.

 

Casimirodella nobile famiglia dinastica dei Jagelloni, (una dinastia reale originaria della Lituania che regnò in diversi paesi dell’Europa centrale, Polonia, Lituania, Bielorussia, Ucraina, Lettonia, Estonia, Prussia Orientale, e parte della Russia e dell’Ungheria tra il XIV secolo e il XVI secolo) nacque a Cracovianel Wawel, il famoso palazzo reale della città. Terzogenito di Casimiro IV re di Polonia, e della regina Elisabetta d’Austria, nipote di Ladislao II di Polonia. Suo nonno materno era Alberto II d’Asburgo, Re di Boemia, d’Ungheria, e “Re dei Romani” nel Sacro Romano Impero.

 

Dall’età di nove anni ricevette la propria educazione da Giovanni Dlugosz, storiografo e canonico di Cracovia, e da Filippo Buonaccorsi (anche conosciuto come Callimachus). A tredici anni gli fu offerto il trono d’Ungheria dalle fazioni avverse al Re Mattia Corvino al momento in carica. Casimiro, inizialmente entusiasta di difendere i territori cristiani dai Turchi, esternò la propria disponibilità in tal senso e si recò in Ungheria per essere incoronato. La sua nomina aveva legittimazione per il fatto che suo zio Ladislao III, Re di Polonia e di Ungheria, era stato ucciso nella battaglia di Varna nel 1444. Appena seppe però della contrarietà del Papa Sisto IV alla sua incoronazione, contrarietà legata all’obiettivo di non accrescere le tensioni già elevate con l’Impero Ottomano, Casimiro fece ritorno nella propria terra polacca.

 

Suo padre, Re Casimiro IV, iniziò allora ad indirizzarlo verso la politica interna della Confederazione polacco-lituana e sugli affari pubblici del regno e quando suo fratello Ladislao ascese al trono boemo, Casimiro diventò l’erede designato per il trono polacco. Nel 1479 il Re si recò per 5 anni in Lituania, lasciando di fatto il figlio al potere in Polonia. Dal 1481 al 1483 amministrò lo Stato con grande saggezza ed equilibrio. Suo padre nel frattempo cercò di combinare il suo matrimonio con la figlia dell’Imperatore Federico III, ma Casimiro preferì rimanere celibe. Per la sua grande devozione religiosa, si esponeva a frequenti e prolungati digiuni che forse minarono il suo stato di salute. Indebolito nel fisico, fu colpito dalla tubercolosi, dalla quale non riuscì più a guarire: il Granduca di Lituania nei ricordi, forse agiografici, ci viene presentato come un giovane integerrimo, sempre pronto ad aiutare il prossimo il cui corpo tuttavia, provato da continue veglie e digiuni, non era riuscito a sorreggere un’anima di tal fatta.  Nel 1484, durante un suo viaggio in terra lituana, morì a Hrodna. I suoi resti mortali furono sepolti a Vilnius, dove sono ancora conservati in una cappella della Cattedrale della città.

 

Dopo un arresto della diffusione del culto, per a diffusione del protestantesimo, con la Controriforma, il culto di San Casimiro riprese e nel 1602 Papa Clemente VIII approvò la festa del santo, sancendone la definitiva canonizzazione, nel 1604 iniziò ufficialmente il culto con l’invio da Roma a Vilnus di uno stendardo con l’effigie di Casimiro. Nel 1621 Papa Paolo V inserì la festa del santo nel messale e nel breviario mentre nel 1636 Papa Urbano VIII proclamò Casimiro patrono ufficiale della Lituania. Nel 1948 Papa Pio XII lo proclamò patrono speciale dei Giovani.

 

Nel 1907 a Scranton venne fondata la congregazione delle Suore di San Casimiro, per l’assistenza agli emigrati lituani.

 

Il culto di Casimiro, lungi da restare relegato nei territori facenti un tempo parte della Confederazione polacco-lituana, si è diffuso in tutta la Cristianità, tanto che la Basilica di San Lorenzo a Firenzene conserva alcuni resti inviati a Cosimo III nel 1667 da un vescovo di Vilnus.

 

 

 

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