Il Santo del giorno, 30 Luglio: Pietro Crisologo, vescovo di Ravenna dalle parole d’oro

 

 

di Daniele Vanni

 

Pietro Crisologo(Imola, fine IV secolo – Imola, 2 dicembre 450) fu vescovo di Ravenna; è venerato come santo dalla Chiesa cattolica che nel 1729 (regnante papa Benedetto XIII), l’ha proclamato santo e Dottore della Chiesa.

 

 

La sua prima biografia, scritta da Agnello Ravennate nel Liber pontificalis ecclesiae Ravennatis, del IX secolo, fornisce alcune informazioni sul suo conto.

Fu battezzato, educato ed ordinato diacono da Cornelio, vescovo di Imola († 446).

Papa Sisto III lo nominò vescovo di Ravenna nel 433, quando la città era capitale dell’Impero Romano d’Occidente.

Ravenna in questo periodo era già stata eletta sede metropolitana.

30 luglio Pietro_Crisologo

La sua pietà e il suo zelo gli fecero guadagnare l’ammirazione dei fedeli e, grazie alla sua arte oratoria e alla sua eloquenza pastorale, fu soprannominatoCrisologo (dal greco, “parola d’oro”).

Questo soprannome ci riporta ad altro vescovo, patriarca di Costantinopoli, l’antisemita, Giovanni d’Antiochia, che per la stessa dote e cioè per la sua eloquenza, le sue doti retoriche nell’omiletica, gli valsero l’epiteto di Crisostomo (in greco antico: χρυσόστομος, chrysóstomos), letteralmente «bocca d’oro».

 

Pietro, invece: Crisologo, godette della fiducia di papa Leone I e della protezione dell’imperatrice Galla Placidia, figlia dell’imperatore Teodosio, sorella dell’imperatore Onorio e ora madre e tutrice dell’imperatore Valentiniano III. Una donna che è stata padrona della reggia, poi ostaggio dei Goti invasori e moglie per forza di un goto, assassinato poco dopo in una congiura. L’assassino ha poi scacciato lei, costringendola a camminare a piedi per dodici miglia in catene, prima di essere rimandata ai suoi.

Le sue “parole d’oro” (la stessa scritta è alle fonti dell’acquedotto del Nottolini che porta sugli archi acqua a Lucca!) risuonano a Ravenna, che ora è la capitale dell’impero, cerniera tra Oriente e Occidente. Ravenna, che manda e riceve corrieri da ogni parte, e quasi sempre con notizie tristi, perché l’impero è giunto alle sue ultime convulsioni.

Il teologo monofisita Eutiche tentò, invano, di avere il suo appoggio dopo essere stato condannato dal Sinodo di Costantinopoli del 448.

Felice, vescovo di Ravenna dal 707 al 717, compilò una raccolta delle sue omelie, per un totale di centosettantasei; alcune di esse sono delle interpolazioni. In pratica: con delle parti non autentiche. Altre omelie scritte da Pietro sono invece incluse in altre raccolte sotto nomi diversi. In gran parte esse sono commenti brevi e concisi dei testi biblici.

Pietro Crisologo spiegò in maniera molto efficace il mistero dell’Incarnazione, le eresie di Ario e di Eutiche, il Credo apostolico. Ha inoltre dedicato una serie di omelie alla Vergine Maria e a san Giovanni Battista.

 

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