Il Santo del giorno, 30 Gennaio: Santa Martina, Vergine e martire

 

di Daniele Vanni

 

 

Martina(… – III secolo) è stata una nobile romana, che subì il martirio durante l’impero di Alessandro Severo, sotto il quale tuttavia non vi sarebbe stata alcuna persecuzione dei cristiani. Infatti, questo principe, semiorientale, aperto a tutte le curiosità, al punto di includere Cristo tra gli dei venerati nella famiglia imperiale, fu estremamente tollerante verso i cristiani e il suo governo è contrassegnato da una fruttuosa parentesi di distensione nei confronti della Chiesa, che in quel periodo ebbe una grande espansione missionaria.), comunque venerata dalla Chiesa cattolica.

 

Secondo una Passio leggendaria, Martina, che pare fosse diaconessa, fu arrestata per aver professato apertamente la sua fede e fu trascinata davanti ad una statua di Apollo e poi davanti ad una di Diana, e infine a una di Giove, facendo in ogni caso andare in pezzi la statua e crollare il tempio, per un terremoto o per un fulmine mandato da Dio. Vana anche l’esposizione alle belve, dal momento che il feroce leone scatenato contro di lei, miracolosamente, parve ammansito e si accucciò ai suoi piedi come un animale domestico.

Fu quindi sottoposta a tormenti (in particolare seviziata con uncini, in genere presenti nell’iconografia specifica della santa) e infine decapitata.

 

La storia è molto simile a quella di Taziana (o Tatiana), o di Prisca.

La Passio si dilunga nell’elenco delle atroci torture inflitte dall’imperatore alla santa.

Martina, trascinata davanti alla statua di Apollo, la fece andare in frantumi, provocando subito dopo un terremoto che distrusse il tempio e uccise i sacerdoti del dio.

Il prodigio si ripetè con la statua e con il tempio di Artemide.

Tutto ciò avrebbe dovuto indurre i suoi persecutori a riflettere; al contrario, più ostinati che mai, infierirono sulle delicate membra della fanciulla, sottoponendola a crudelissimi tormenti, dai quali ella uscì sempre illesa.

Fu la spada a porre fine a tante sofferenze, troncando il capo della martire, il cui sangue andò a irrorare il fertile terreno della Chiesa romana.

 

Culto

 

Le prime notizie storiche risalgono al VI secolo, quando papa Onorio I le dedicò, nei pressi del Foro Romano, una chiesa (l’attuale chiesa dei santi Luca e Martina, rifatta nel XVII secolo ad opera di Pietro da Cortona).

 

La sua festa era celebrata già nell’VIII secolo, ma il culto venne rivitalizzato solo dopo che la tomba di tre martiri venne scoperta in alcuni scavi, sotto l’antica chiesa del Foro Romano, nel 1634.

La festa fu fissata al 30 gennaio da papa Urbano VIII, che ne fece anche una delle patrone della città di Roma.

 

Un proverbio lombardo recita: Santa Martina la tra giò gran farina (“Il giorno di Santa Martina dispensa farina”).

 

Santa Martina è compatrona di Martina Franca di Taranto. Qui, il culto di santa Martina è giunto in via particolare. Nel 1730 il cardinale Tommaso Innico Caracciolo, della famiglia dei duchi di Martina, pochi mesi prima di morire, volle donare alla città natale, e in particolare alla Collegiata di San Martino, in segno di affetto alcuni frammenti ossei della Santa, in un prezioso reliquiario d’argento, provenienti dalla chiesa dei Santi Luca e Martina, di cui aveva il titolo cardinalizio, accompagnando il dono con una affettuosa lettera in cui annunciava che voleva donare alla città le reliquie della Santa che ne portava lo stesso nome.

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