Il Santo del giorno, 3 Maggio: Inventio Crucis – Filippo e Giacomo il Minore, apostoli – Alessandro I, Papa

 

 

Oggi è l’Inventio Crucis: per il Ritrovamento della Santa Croce, è d’obbligo la visita ad uno dei pochissimi quadri di valore che possiede ancora Lucca: quello di Filippino Lippi in S.Michele in Foro, con Elena che ritrova e abbraccia la Croce! Con i panneggi della sua veste che superano quelli del Botticelli!

 

Lucca possiede anche le catene che tennero prigioniero il Santo di oggi,il 6° Papa di Roma, Alessandro I, forse il primo eletto dai vescovi, dato che i cardinali non esistevano.

Sono conservate a Lucca, nella Chiesa di S.Alessandro Maggiore: ve le portò il nostro Vescovo Anselmo da Baggio che poi, Papa, prese il nome di Alessandro II.

 

3 maggio Invent Cru Lucca

 

 

 

Nell’evoluzione della storia, e quindi anche della crudeltà umana, con il crescere della pietà, si è arrivati ad avere anche un patibolo, composto di due legni, uno diritto e uno traverso, su cui si legavano o s’inchiodavano i condannati, come simbolo dell’amore per gli altri!

Il supplizio della croce (che ha avuto in vero tante, troppe! varianti, tanto che non sappiamo nemmeno l’esatta forma di quelle issate sul Calvario!) era comune, purtroppo, specialmente nell’Oriente semitico, come a Cartagine.

Non fu adoperato dai Grec,i che raramente: era infatti considerato come un mezzo infamante e tremendo di dare la morte, e si riservava agli schiavi, ai briganti, ai disertori.

A Roma, la crocifissione pare fosse adottata assai tardi e come forma eccezionale di supplizio. E’ molto probabile che i Romani abbiano presa questa forma di supplizio dai feroci Cartaginesi, che ancora facevano sacrifici umani con dei bambini! Come accadeva a Mozia, vicino Marsala in Sicilia e ancora in Sardegna.

Proprio per essere un supplizio infamante, la Croce entrò molto tardi come simbolo cristiano: in modo ampio, non prima del 314, quando Costantino, non a caso, dopo il precedente e liberale editto di Galerio a Sophia, abolì questa pena.

Proprio la madre dell’Imperatore (vedi la storia di Santa Elena al 18 agosto ed è d’obbligo oggi, per i Lucchesi, andare a vedere in S. Michele, il quadro di Filippino Lippi, uno dei pochi preziosi rimasti alla città, con Elena sulla destra che abbraccia la Croce ritrovata!)) con il suo viaggio a Gerusalemme, nel 326, per ritrovare i resti della Santa Croce, ha dato il via alla festa odierna, quella dell’Inventio Crucis, cioè del ritrovamento della Croce.

(La storia lunga e complessa del ritrovamento e della divisione in tante chiese e luoghi delle reliquie, la trovate appunto, linciando alla vita di Sant’Elena).

Qui diciamo, brevemente, che in effetti si parla del ritrovamento di tre croci.

Forse rinvenute nei lavori di sterro, ordinati dallo stesso Costantino, del terreno, sotto il tempio di Venere, eretto sul Calvario da Adriano.

Stranamente la storia, non gli Ebrei che nelle loro maledizioni ancora ricordano questo imperatore romano!! così esaltato dalla strana scrittrice storica o romanziera Yourcenar che ne ha creato a sproposito un mito tutto a suo uso e consumo (una donna nobile, strana, che dormiva di notte davanti alla Villa d’Adriano a Tivoli! spoliata e depredata dall’avidità del Cardinale Ippolito d’Este per costruirsi sempre a Tivoli la sua! villa, già gli Este che si divertivano una volta all’anno a far correre per Ferrara nudi gli Ebrei, inseguiti tra due staccionate di legno con tribune sa feroci mastini!!!) non menziona come fa con Hitler, le immani stragi fatte dai Romani con questo imperatore che si vuole amante del bello e della filosofia, e tenue poeta, che nella Terza Guerra Giudaica, tra il 132 ed 135, per la rivolta della Palestina, fece radere al suolo 985 villaggi, 50 città fortificate e uccidere più di 600.000 Ebrei!! oltre quelli morti di stenti e di ferite e della carestia seguita alla guerra, e la deportazione (cifre che, rapportate ad oggi, fanno impallidire anche gli orrori nazisti!!!) oltre un milione e mezzo di Ebrei, venduti soprattutto ad Alessandria, Gaza e Roma!!!

A Gerusalemme, a cui Adriano cambiò nome, fece costruire un grande tempio a Giove e quello che abbiamo detto a Venere, fece bruciare i Rotoli Sacri, mise a morte rabbini e studiosi della Torah e proibì la legge ebaica, non capendo affatto che così incentivò moltissimo il Cristianesimo!

 

Elena, qui aiutata da Cristiani ed Ebrei ritrova i resti delle Croci, che in certe funzioni religiose vengono “Esaltate” cioè portate in alto, lassù dove assurse il Cristo che aveva dato la sua vita, non riuscendo o forse non volendo, levare il male, dalla testa dell’uomo! Da qui la Festa dell’Esaltazione della Croce

 

Più tardi nel VII sec. quando si costruì la Basilica del Santo Sepolcro, le feste, come avviene a Lucca, furono due: il 3 maggio, il giorno antico del ritrovamento ed il 14 settebre, giorno data della dedicazione della Basilica di Gerulaselemme.

Mentre a Roma s’affermava la Festa dell’Exaltatio, fissata al 14 sett.,(festa detta dell’esaltazione, perché il sacerdote, come detto, in questa ricorrenza innalzava (esaltava) la croce esponendola alla venerazione dei fedeli), nelle Gallie (là dove il primo si celebrava la celtica Beltaine e poi la celto-germanica notte di Valpurga) s’era introdotta, e con successo, una festa Inventionis Sanctae Crucis, stabilita al 3 maggio, che, espunta dal messale e dal calendario negli anni ’60, ma ha continuato ad essere celebrata localmente a livello diocesano, soprattutto nelle campagne, con Messe votive e processioni e feste che anche oggi, si tengono in moltissime parti d’Italia.

 

 

Oggi si celebrano anche gli apostoli Filippo e Giacomo il Minoreche vengono ricordati nello stesso giorno odierno, poiché le loro reliquie furono deposte insieme nella chiesa dei Dodici Apostoli a Roma.

Filippo era originario della città di Betsaida, la stessa degli apostoli Pietro e Andrea. Discepolo di Giovanni Battista, fu tra i primi discepoli e godette certamente di una certa intimità con Gesù. Infatti a lui il Signore si rivolge all’atto della moltiplicazione dei pani, e a lui si indirizzano i gentili che vogliono parlare con il Salvatore. Portò il vangelo nella Scizia ove fondò una comunità di ferventi cristiani. Il seguito della sua vita è avvolto nell’oscurità, come pure la sua morte. La tradizione più comune afferma che Filippo morì crocifisso a Gerapoli, all’età di 87 anni.

Giacomo, forse cugino di Gesù, essendo figlio di Alfeo, ritenuto da alcuni, fuori dal Cattolicesimo, addirittura fratello del Signore, per altri, fratello di San Giuseppe. Ebbe un ruolo importante nel concilio di Gerusalemme (50 circa) divenendo capo della Chiesa della città alla morte di Giacomo il Maggiore. Scrisse la prima delle Lettere Cattoliche del Nuovo Testamento. Secondo Giuseppe Flavio (37 circa – 103) fu lapidato, forse per i contrasti dottrinali e sulla circoncisione, tra il 62 e il 66.

 

 

Cavagna G. P., I santi Filippo e Giacomo

 

Ancora, si ricordano,per il 3 maggio:

 

San Conlaedo, vescovo

San Giovenale di Narni, vescovo

San Nicolò Politi, festa patronale di Alcara li Fusi

San Pellegrino Laziosi, religioso

San Stanislao Casimiritano, sacerdote

San Teodosio di Pecersk, monaco

Santa Viola, martire a Verona

Sacra Spina, festa patronale di Cassano Magnago

Ss. Vergine Maria Regina della Polonia, Madonna nera di Częstochowa, patrona principale della Polonia

Beato Edoardo Giuseppe Rosaz, fondatore delle Suore Francescane Missionarie di Susa

 

 

E parliamo di:

 

Alessandro I (Roma, 80 circa – Roma, 115/116) fu il 6° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, all’incirca tra il 105/106 e il 115/116.

Forse romano di nascita, svolse il suo ufficio durante il regno di Traiano (98-117).

La stessa tradizione afferma che patì il martirio per decapitazione sulla Via Nomentana, a Roma, il 3 maggio. Probabilmente fu eletto papa a meno di trent’anni e dovrebbe essere stato il primo papanon scelto dal suo predecessore, ma eletto dai vescovi che si trovavano a Roma su indicazione dei presbiteri e dei diaconi della città.

 

Gli si attribuisce l’introduzione nel canone del Qui Pridie, le parole commemorative dell’istituzione dell’Eucaristia. E certo, se la tradizione gli attribuiscono questa preghiera eucaristica forse posteriore, dovette avere unpeso fondamentale nell’introduzione del rito eucaristico che si affermò proprio in questi anni.

Si dice anche che abbia introdotto l’uso di benedire con acqua e sale le case dei cristiani per preservarle dal maligno.

Alessandro fu papa nel periodo di massimo splendore dell’Impero romano, quando sembrava che le profezie sull’avvento del regno di Cristo non si dovessero più realizzare, e le persecuzioni si succedevano una dietro l’altra.

Nel 1855, nel luogo dove un’antica tradizione faceva avvenire il martirio di Alessandro, fu scoperto un cimitero semisotterraneo dei santi martiri.

Si dice che le sue reliquie siano state traslate a Frisinga, in Baviera nell’834. La catena con cui secondo la tradizione fu tenuto prigioniero Alessandro I, è stata invece collocata a Lucca attorno al 1060, nella chiesa di Sant’Alessandro Maggiore dal vescovo di Lucca Anselmo da Baggio, divenuto poi papa proprio con il nome di Alessandro II!

 

 

Il santo del giorno, 3 Maggio, Sant’Alessandro I e le sue catene che furono portate a Lucca!

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