Il Santo del giorno, 29 Maggio: S. Bona da Pisa, patrona di hostess e assistenti di volo – Gherardesca da Pisa

Santa Bona

Due sante pisane per la giornata odierna: S. Bona da Pisa, che per i suoi viaggi e per l’assistenza data ai pellegrini è patrona di coloro che lavorano, volando e Gherardesca della famiglia longobarda che fu signora di Pisa e la Maremma e dette il celebre Conte Ugolino.

 

 

 

 

Santa Bona di Pisa(Pisa, 1156 – 29 maggio 1207) è patrona degli assistenti di volo e delle Hostess.

 

Nasce nell’umile e popoloso quartiere pisano di Guazzolongo (l’attuale “San Martino”), figlia di una giovane còrsa, Berta, e di un mercante pisano, Bernardo; quest’ultimo lascerà il tetto coniugale quando Bona ha soli tre anni, e ben presto madre e figlia si troveranno in forti difficoltà.

La piccola ha il suo primo incontro con Gesù a soli sette anni, quando entra in convento e decide di dedicare la sua vita al Signore, tanto da esservi consacrata a dieci anni. A quattordici anni intraprende il suo primo viaggio, in Terra Santa, che segnerà il suo futuro. Infatti al suo ritorno, avvenuto avventurosamente nel 1174, viene colpita da una visione, che la spinge ad unirsi ad altri pellegrini per un viaggio a Santiago de Compostela.Ed è in quell’occasione che si chiarisce definitivamente che la sua missione in terra è quella di assistere i pellegrini, in un’epoca in cui i viaggi sono lunghi, faticosi, pericolosi. Le sue doti morali e pratiche la fanno diventare sostegno ideale per tutti coloro che intraprendono quel viaggio, tanto che per altre otto volte la futura Santa si dedica ad assistere i pellegrini nel loro percorso (di nove mesi) verso il santuario spagnolo.

La sua devozione verso i pellegrini, che accompagnerà nel corso della sua vita anche a Roma e al santuario di San Michele sul Gargano, è tale che più di una volta rischierà la vita nei suoi viaggi.

 

Oramai cinquantenne, stanca e fisicamente provata sia dal suo lungo viaggiare sia dalle prove fisiche che lei stessa si procura quali aspre penitenze per la carne, torna a Pisa, città con la quale ha mantenuto per tutta la vita un forte legame, e vi resta trascorrendo il suo tempo in meditazione e preghiera per due anni, fino a quando decide di partire da sola per Compostela per un ultimo viaggio. Secondo la tradizione, quest’ultimo viaggio avviene grazie all’intervento di San Giacomo, che la porta in volo fino alla sua destinazione, da cui ritornerà, poco prima di morire, portando con sé un pugno di conchiglie (la conchiglia è uno dei simboli dei Pellegrini verso Compostela: la usavano per bere alle fonti) provenienti dalle spiagge di Santiago di Compostela, come prova di quell’avvenimento.

Le sue spoglie riposano nella chiesa di San Martino, a Pisa, dove numerose assistenti di volo a lei devote si ritrovano il 29 maggio.

 

Il simbolo della Santa è rappresentato da una croce con la lettera B.

Gherardesca, (“lancia ardita”, dal germanico) della celebre famiglia longobarda che governò Pisa e la Maremma, nacque a Pisa intorno al 1200 e si sposò assai giovane. Fervente cristiana e modello di sposa, non avendo figli, in seguito a visioni celesti, persuase il marito a farsi monaco presso il monastero Camaldolese di San Savino a Montione, sulla riva dell’Arno, nei pressi di Cascina, (nei pressi del complesso ecclesiastico si terrà nel 1364, la celebre battaglia di Cascina, dipinta da Michelangelo, tra Pisa e Firenze) per poi ritirarsi anch’essa quale oblata reclusa in una celletta del medesimo monastero. Qui, lodando e conversando con il Signore, raggiunse i più alti gradi della contemplazione.

Gherardesca infine morì presso Pisa verso l’anno 1270 circa.

Oggi si ricordano anche:

San Massimino di Treviri, vescovo di Treviri

Sant’Orsola Ledóchowska, religiosa

Santi Sisinnio, Martirio ed Alessandro, protomartiri trentini

San Massimo di Verona, martire e vescovo di Verona

San Gerardo di Mâcon, monaco e vescovo di Mâcon

Beato Rolando Rivi, seminarista e martire

 

San Savino con i campi dove si svolse la Battaglia di Cascina

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