Il santo del giorno, 29 agosto: San Giovanni Decollato

Patrono dei Cantori (per merito di Guido d’Arezzo e le sue note) di sarti, pellicciai, conciatori di pelli (per come vestiva) per l’agnello dei cardatori di lana e a Firenze dell’Arte della Lana; degli albergatori (per il banchetto allestito da Erode!) per il supplizio, di fabbricanti di coltelli, spade, forbici. Infine dell’Ordine di Malta e di tute le Anime Decollate

La morte per decapitazione ha fatto sì che Giovanni Battista sia divenuto famoso anche come san Giovanni Decollato. Il Battista, che impone il Battesimo con l’immersione del capo nell’acqua, perde la testa per la richiesta, tutta politica!, di Salomè, comandata dalla madre Erodiade, cognata e amante di Erode che rischia il suo posto per le agitazioni e la predicazione di Giovanni e dei suoi seguaci

 

Oggi si ricorda San Giovanni Decollato, cioè la decapitazione di Giovanni il Battista ( ο Πρόδρομος , Giovanni il Precursore).

Il Battista fu un asceta, proveniente da una povera famiglia sacerdotale ebraica, originaria della regione montuosa della Giudea e fondatore di una comunità che fu all’origine di alcuni movimenti religiosi del I secolo d.C.. Un fenomeno simile e che s’intreccia con la comunità cristiana fondata da Gesù di Nazarethe le comunità gnostiche samaritane fondate da Dositeo, Simone Mago e Menandro.

La sua festa tradizionale è naturalmente il 24 giugno e a questa data rimandiamo per la sua vita.

29 agosto Caravaggio

Oggi parleremo del suo supplizio.

 

Il Battista morì a causa della sua predicazione.

Eglicondannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade. Ma dietro c’era una precisa volontà politica.

Il re lo fece prima imprigionare, poi, come ci narra la leggenda, per compiacere la bella figlia di Erodiade, Salomè, che aveva ballato ad un banchetto (facendolo trasalire di piacere), lo fece decapitare.

Si narra che il re, naturalmente pretendendo qualcosa, con il beneplacito della madre, avesse chiesto a Salomè di esprimere qualunque desiderio. Se la madre consigliò e pretese che la figlia, al posto di prebende, oro, pietre preziose o altro, chiedesse su un vassoio la testa di Giovanni, ciò vuol dire che la sua predicazione metteva in forse il regno di Erode Antipa che governava grazie ai Romani, i quali pretendevano, dalle loro colonie, tranquillità assoluta.

La morte per decapitazione ha fatto sì che Giovanni Battista sia divenuto famoso anche come san Giovanni Decollato.

La celebrazione del martirio di Giovanni Battista o celebrazione di San Giovanni Decollato è fissata al 29 agosto (probabile data del ritrovamento della reliquia della testa del Battista).

Moltissime chiese, luoghi di culto e città sono dedicate a questo santo.

Alcuni antichi salmi sostennero l’idea che Giovanni Battista fosse stato assunto in Cielo al tempo della Risurrezione di Cristo.

Cosa riconosciuta dalla Chiesa solo per Gesù e la Madonna.

L’unico luogo in cui si celebra un’apparizione di San Giovanni Battista, la seconda domenica di maggio, è la cittadina fluviale di Pontecorvo in provincia di Frosinone, in ricordo del miracoloso intervento di San Giovanni Battista in favore di un giovane contadino. Secondo la tradizione, il 14 aprile del 1137 Giovanni Mele, intento a lavorare il suo fondo sulla sponda sinistra del fiume Liri, fu tentato dal demonio. Seduto sulla sponda opposta, il diavolo, nelle sembianze di un nobile signore vestito elegantemente, offrì all’ingenuo villico una borsa (o, secondo altra versione, una coppa d’argento) piena di monete d’oro, invitandolo ad attraversare il fiume perché potesse prenderla. Il contadino, vinto dal desiderio di tanta ricchezza, che lo avrebbe affrancato per sempre dal duro lavoro dei campi, tentò di attraversare il fiume. Giunto però nel mezzo, dove l’acqua era più profonda, iniziò ad annaspare, rischiando di annegare. Sul punto di soccombere, si rivolse allora a San Giovanni Battista per essere salvato. Il santo ascoltò la supplica ed apparve al giovane, lo prese per una mano e e lo trasse a riva.

Nella tradizione popolare pontecorvese Giovanni Mele diventa per contrazione Camele ed ancora oggi “camele” è epiteto vernacolare della zona per indicare persona ingenua e credula.

Culto

Il culto di San Giovanni Battista si diffuse prestissimo in tutta la Cristianità; molte città ne presero il nome e numerose chiese sono state intitolate al Santo.

Un inno in suo onore diede a Guido D’Arezzo spunto per i nomi delle note musicali: Ut Re Mi Fa Sol La Si, ed è quindi patrono dei cantori.

UT queant laxis – REsonare fibris – MIra gestorum – FAmuli tuorum – SOLve polluti – LAbii reatum – Sancte Johannes

Secondo la tradizione della Chiesa cattolica, il capo del santo è ora conservato nella chiesa di San Silvestro in Capite a Roma.

La reliquia, pervenuta a Roma durante il pontificato di Innocenzo II (1130-1143), fino al 1411 veniva portata ogni anno in processione da quattro arcivescovi. Il cranio custodito a Roma è senza la mandibola, conservata nella cattedrale di San Lorenzo a Viterbo.

Altre tradizioni affermano invece che la testa sia custodita nella cattedrale d’Amiens o nel Palazzo Topkapı ad Istanbul, dove sarebbero conservati la testa ed un braccio.

Il famoso piatto (o vassoio) che secondo la tradizione avrebbe accolto la testa del Battista è custodito a Genova, nel Museo del Tesoro della Cattedrale di San Lorenzo assieme a una parte delle “ceneri” del santo.

Altre reliquie si trovano nell’Oratorio di San Giovanni Battista a Loano. Il braccio destro si trova nel Duomo di Siena, donato da Papa Pio II il 6 maggio 1464.

Una mano è conservata in un reliquiario a Rapagnano ed è stata prelevata dall’Evangelista San Luca dalla tomba del Precursore di Sebaste, poi traslata in Antiochia e poi trasportata a Costantinopoli e da questa città a Rapagnano con un serie di eventi miracolosi.

L’altra mano si trova invece in un Monastero dello stato di Montenegro; un tempo era la reliquia più preziosa dell’ordine di Malta.

Due piccole reliquie si trovano nella chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista all’Olmo in Massaquano, una delle quali, conservata in un reliquiario d’argento, viene esposta e offerta al bacio dei fedeli nella ricorrenza della Decollazione il 29 agosto di ogni anno.

Nella Chiesa di San Gregorio Armeno a Napoli è custodita una piccola quantità di sangue di san Giovanni Battista; è possibile vederlo in occasione delle due ricorrenze annuali del 24 giugno e del 29 agosto.

Un dito, donato dall’antipapa Giovanni XXIII, sarebbe conservato nel Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, in quanto corredo della Cattedrale.

Altre reliquie sarebbero conservate a Damasco, nella Moschea degli Omayyadi.

Un dente e altre reliquie si conservano nella cattedrale di Ragusa, un frammento di osso nella Basilica di Vittoria, un altro dente insieme ad una ciocca di capelli a Monza.

Una piccola quantità di ceneri si trova a Chiaramonte Gulfi, nella chiesa Commendale dell’Ordine di Malta e nella stessa chiesa è conservata un’altra Reliquia del Battista donata dal Monastero Domenicano del Rosario di Monte Mario (Roma).

Una piccola reliquia è custodita nella Basilica di San Giovanni Battista dei Fiorentini a Roma e nella Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista ad Aci Trezza.

Un frammento di osso nella Basilica di San Giovanni Battista a Monterosso Almo (RG).

Patronati

Moltissimi sono anche i patronati, di cui ricordiamo i più importanti:

Per via dell’abito di pelle di cammello, che si cuciva da sé e della cintura, è patrono di sarti, pellicciai, conciatori di pelli.

Per l’agnello, dei cardatori di lana.

Per il banchetto di Erode che fu causa della sua morte, è patrono degli albergatori.

Per la spada del supplizio, di fabbricanti di coltelli, spade, forbici.

È patrono dell’Ordine di Malta.

San Giovanni Decollato è il protettore di tutte le Anime Decollatee a queste anime si rivolgono tutti coloro che chiedono aiuto o consiglio oppure cercano un segno divinatorio.

In Sicilia è patrono dei compari e delle comari di battesimo in ricordo del Battesimo di Cristo.

Viene anche invocato, contro le calamità naturali quali terremoti, temporali ecc. in Sicilia e specie a Chiaramonte Gulfi in tali occasioni si recita il Rosario di San Giovanni in dialetto seguito dalla Giaculatoria “San Giuvanni Santu ‘Granni, Libiratici ri priculi e ri danni”.

È patrono della città di Formia,dove è protettore dei naviganti.

Dal 1700 è consuetudine per le loggie della Massoneria di rito scozzese compiere un rito di elogio a san Giovanni Battista, che secondo la tradizione morì come Gesù all’età di 33 anni.

La festa del Battista ricorre il 24 giugno (24/06), giorno del solstizio di estate nel quale il sole è al culmine nell’apogeo. Complementare a questa consuetudine è quella di Giovanni Evangelista, la cui festa ricorre il giorno del solstizio di inverno.

In Toscana, numerosissimi sono i paesi e le chiede a lui dedicate: ricordiamo solo che è patrono (dall’Arte della Lana!) di Firenze e della Contrada del Leocorno a Siena.

 

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