Il Santo del giorno, 28 Febbraio: S. Giusto – Papa Ilario

 

 

di Daniele Vanni

 

Il 28 febbraio è il 59º giorno del Calendario gregoriano, mancano 306 giorni alla fine dell’anno (307 negli anni bisestili).

 

 

Il Cristianesimo ricorda:

 

Sant’Augusto Chapdelaine, martire in Cina (esclusi gli anni bisestili)

San Giusto, martire (esclusi gli anni bisestili)

Sant’Ilario papa (esclusi gli anni bisestili)

Sante Marana e Cira, vergini

Santi Martiri di Alessandria

Sant’Oswald di Worcester, vescovo (esclusi gli anni bisestili)

San Romano di Condat, abate fondatore

San Basilio, martire – Chiesa ortodossa

Martin Bucer, riformatore – Chiesa luterana

Beata Antonia di Firenze, badessa (esclusi gli anni bisestili)

Beato Ciriaco Maria Sancha y Hervas, cardinale

Beato Daniele Brottier, sacerdote

Beati Martiri di Unzen

Beato Timoteo Trojanowski, religioso e martire

 

 

Per Voi abbiamo scelto:

 

 

 

San Giusto(†250), martire in Roma con i santi Macario, (che dà il nome alla frazione di San Macario in Piano a Lucca) Rufino e Teofilo, celebrato il 28 febbraio.

 

A Porcari, la Chiesa Parrocchiale è dedicata al Santo Patrono S. Giusto, ma da non confondere con il Santo di oggi: si tratta infatti di un altro San Giusto che fu Vescovo di Volterra: morto il 5 giugno 556 è celebrato il lunedì dopo la Pentecoste.

Anche il San Giusto più famoso, quello di Trieste è altra persona. Anch’egli martire, ma nel 303, è celebrato il 3 novembre.

L’aeroporto di Pisa-San Giusto, conosciuto con il nome commerciale di Galileo Galilei, è il principale scalo della Toscana e, nel 2013, è stato il decimo aeroporto italiano per traffico passeggeri. È intitolato al pisano Galileo Galilei e sorge nella zona di San Giusto, da cui prende il nome, situata a pochi minuti dal centro cittadino.

 

Papa Ilario, o Ilaro (Sardegna, … – Roma, 29 febbraio 468), è stato il 46º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Fu papa dal 461 alla sua morte.

 

Nato in Sardegna, nel 449 Ilario fu inviato insieme a Giulio, vescovo di Puteoli, come legato di Leone I al Secondo concilio di Efeso (Latrocinium Ephesinum).

Qui si batté vigorosamente per i diritti della sede romana, opponendosi alla teoria monofisita e alla condanna di Flaviano di Costantinopoli. Per questo motivo fu oggetto della violenza di Dioscoro di Alessandria, e si salvò a mala pena. In una delle sue lettere all’imperatrice Pulcheria, rinvenuta in una raccolta di lettere di Leone I (Leonis I Epistolae, num. XLVI., in P.L., LIV, 837 sq.), Ilario si scusava per non averle consegnato la lettera del papa dopo il sinodo, ma, a causa di Dioscoro, che tentava di impedirgli di andare a Roma o a Costantinopoli, aveva avuto grandi difficoltà nell’organizzare la sua fuga e per portare al pontefice le notizie del risultato del concilio.

 

 

La teoria monofisita venne sviluppata da Eutiche (378 – 454), archimandrìta di un monastero a Costantinopoli. Nel 448 Eutiche scese in campo nella disputa teologica con Nestorio, che affermava la presenza di due persone distinte (l’una divina e l’altra umana) in Cristo. Eutiche, invece, affermò che prima dell’incarnazione c’erano due nature, ma dopo una sola, derivata dall’unione delle due nature stesse[1]. Era solito riassumere il concetto, affermando che la Divinità aveva accolto l’Umanità, come il mare accoglie una goccia d’acqua. Alcuni autori, però, trovano già venature interpretabili in senso monofisita, in testi attribuiti a Cirillo di Alessandria (376-444), vescovo e padre della Chiesa, in quanto si avvicinava alla dottrina soteriologica della “divinizzazione” dei redenti; altri, invece, considerano Apollinare di Laodicea quale iniziatore di tale visione cristologica, in quanto l’etimologia monosphysis rimanderebbe a “l’unica natura” dell’apollinarismo.

 

La chiave di volta per la diffusione del monofisismo fu il Secondo Concilio di Efeso del 449, presieduto da Flaviano di Costantinopoli, in cui l’insegnamento di Eutiche fu dichiarato ortodosso. Durante il concilio, Dioscoro di Alessandria operò in modo che fossero destituiti i più importanti teologi antiocheni, con l’accusa di nestorianesimo, e perfino Flaviano venne aggredito da sostenitori di Eutiche che ne causarono la morte.

Il concilio si concluse con l’assoluzione di Eutiche e la scomunica di Flaviano e, assai più importante, di papa Leone I (440-461).

In preparazione del concilio, papa Leone aveva inviato due rappresentanti, latori di una lunga lettera, nota come Tomus ad Flavianum, in cui sottolineava la propria posizione contraria al monofisismo. Di fronte all’insuccesso, egli dichiarò nullo il concilio, definendolo un latrocinium, ma l’imperatore Teodosio II (408-450) lo ritenne valido.

 

L’arcidiacono Ilario per le sue lotte al concilio, fu eletto Papa il 19 Novembre 461.

Il suo pontificato fu marcato dalla stessa politica vigorosa del suo grande predecessore. Specialmente gli affari della Chiesa in Gallia e Spagna richiesero la sua attenzione: a causa della disorganizzazione politica dei due paesi, per salvaguardare la gerarchia, era importante fortificare il governo della Chiesa.

Così fece convocando anche il più antico sinodo romano di cui si abbia notizia: quello del 19 Novembre 465.

All’interno della Chiesa si battè per l’integrità della fede cattolica e per l’ortodossia, facendo erigere a Roma, molte chiese ed altri edifici. Come gli oratori al Laterano, biblioteche vicino S. Lorenzo fuori le mura, dove fu sepolto, dopo un pontificato di sei anni, tre mesi e dieci giorni, il 29 Febbraio 468.

 

 

 

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