Il Santo del giorno, 28 Aprile, S. Valeria – Beato Lucchese

 

Oggi celebriamo la moglie di Vitale, ricordato a Ravenna, e la madre di S. Gervasio e Protasio, i due “giganti”, che danno il nome alle due torri di una porta delle mura medioevali di Lucca.

Ed il Beato Lucchese, mercante e cambiavalute, che cambiò però la sua vita, a dispetto delle dicerie sugli abitanti della sua città natale, sulle colline che verso Poggibonsi portano a Siena.

 

 

 

 

 

 

 

 

Santa Valeria di Milano(… – III secolo) venerata come santa e martire dalla Chiesa cattolica, fu la moglie di san Vitalee madre dei santi Gervasio e Protasio.

 

Di origine milanese, le fonti storiche fanno risalire la nascita intorno al III secolo. Il marito, Vitale, ufficiale dell’esercito, venne ucciso e martirizzato nella città di Ravenna. Accompagnava il magistrato Paolino che aveva condannato diversi cristiani, tra i quali un medico di origine ligure di nome Ursicino.Pare che proprio in questo procediemnto, Vitale disvelò anch’egli di essere cristiano e per questo fu sepolto vivo! In suo onore a Ravenna fu eretta la splendida Basilica, consacrata nel 548, che tuttora si ammira: essa fu dedicata non solo a questo santo ma anche a suoi due figli, Gervasio e Protasio, festeggiati come la madre a Ravenna, il 28 di aprile. Nella stessa basilica, un altare laterale è dedicato a sant’Ursicino.

Valeria, durante il viaggio di rientro a Milano con la salma del marito, venne catturata da una banda di briganti pagani. Obbligata ad adorare il loro dio, abiurando il dio cristiano, si rifiutò, venendo per questo percossa a morte.

I loro figli gemelli, appena venuti a conoscenza della morte dei genitori non pianificarono nessuna vendetta, anzi decisero di vendere tutti i beni di famiglia per distribuire il ricavato ai poveri di Milano.Passarono poi dieci anni della loro vita a pregare, meditare e professare tutti i dettami della cristianità. Quando il generale Anastaso passò con le sue truppe nella città, li denunciò come cristiani e li additò come persone da punire e da redimere. I due fratelli furono arrestati, torturati ed umiliati. A Protasio fu tagliata la testa con un colpo di spada, mentre Gervasio morì a seguito dei numerosi colpi di flagello ricevuti.

Quando furono ritrovati i loro resti, vicino all’Università Cattolica attuale, per opera del Vescovo Ambrogio, si rivelò subito come i due gemelli fossero stati di straordinaria statura! Ci piace pensare che da questa leggenda che ha un certo fondamento di verità visto che le ossa furono portate come reliquie nella basilica di Sant’Ambrogio, sia venuta l’idea di intitolare loro una delle porte più importanti della città di Lucca, con le sue due enormi torri-gemelle, secondo l’uso delle mura romane, quella che dava verso la Francigena!

San Lucchese (Beato)

Se andate sulla Superstrada da Firenze verso Siena, nei pressi di Poggibonsi, sulla vostra destra notate in alto, sulla collina il bel santuario di San Lucchese. Il nome dice da solo l’origine della sua famiglia. Se poi si aggiunge che era mercante e “cambiavalute” si capisce ben che veniva da Lucca!

Lucchese nacque presso Poggibonsi nello stesso anno di S. Francesco d’Assisi (1181). In gioventù combattè per il partito dei Guelfi; ma poi, abbandonata la vita militare, si sposò con Bona Segni e si mise a commerciare in granaglie e fare il cambiavalute approfittando dei pellegrini che si recavano a Roma lungo la via Francigena. Nell’ottobre1212, Lucchese ebbe modo di ascoltare una predica di S. Francesco, a S. Gimignano, e da lì iniziò la sua conversione: risarcì tutti coloro che aveva impoveriti con i suoi traffici, fece penitenza, si mise al servizio dei frati , donò tutti i suoi beni e insieme alla moglie trasformò la sua casa in ospedale. Quando S. Francesco tornò in Valdelsa, nel 1221, donò a questa coppia di sposi l’abito della Penitenza, facendone i primi Terziari francescani!

Il Cristianesimo commemora anche:

Sant’Agapito I, Papa

Santa Fermina, martire

Santa Gianna Beretta Molla

San Lucchese, primo terziario francescano

San Luigi Maria Grignion da Montfort

San Marco di Atina, vescovo

San Panfilo, vescovo e patrono di Sulmona

San Pietro Chanel, sacerdote e martire

San Primiano, martire di Larino

Sant’Ursicino, martire

Santa Valeria

San Vitale, martire

Beata Maria Luisa di Gesù Trichet, fondatrice delle Figlie della

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