– Santi Eusebio, Ponziano, Vincenzo e Pellegrino, martiri a Roma, sotto l’Imperatore Commodo

 

 

Vissero al tempo dell’imperatore Commodo (180-92). Nonostante le orribili sevizie, non solo non abiurarono la loro fede, ma fecero convertire molti loro aguzzini. Sono sepolti, tra la Via Aurelia e quella Trionfale a sei miglia da Roma. Anche Lucca, vanta di averele reliquie di Ponziano, nella Chiesa monasteriale a lui dedicata.

Le reliquie di S. Ponziano sono anche a Lucca

 

Il Re escatologico, alla guida di due Crociate e quindi santo

 

 

 

Martirologio Romano: A Roma, al sesto miglio della via Aurelia, deposizione dei santi Eusebio, Ponziano, Vincenzo e Pellegrino, martiri.

 

Santi EUSEBIO, PONZIANO, VINCENZO e PELLEGRINO, martiri a ROMA.

 

La loro passio, pervenutaci in varie redazioni, racconta che vissero al tempo dell’imperatore Commodo (180-92). Per seguire i consigli evangelici distribuirono ai poveri i loro averi. Quando l’imperatore ordinò un pubblico atto di culto in onore di Giove ed Ercole, essi non solo rifiutarono, ma anzi, intensificarono la loro propaganda cristiana. Convertirono al Cristianesimo anche il senatore Giulio, che pure si affrettò a distribuire le sue ricchezze ai poveri: il giudice Vitellio lo condannò ad essere ucciso a vergate. Eusebio e i suoi compagni ne seppellirono il corpo con onore.

Vitellio allora li fece arrestare e li sottopose ai supplizi del cavalletto, dello stiramento dei piedi, della bastonatura e del fuoco ai fianchi. Un angelo scese a medicare le loro orrende ferite. Lo vide Antonio (o Antonino), uno dei carnefici; si converti e poco dopo suggellò col sangue la sua fede recente. Eusebio ebbe la lingua strappata dalle radici, eppure continuò a parlare e, messo di nuovo in carcere insieme coi compagni, continuò la predicazione e i miracoli, cosi che si convertì il sacerdote pagano Lupolo e, seguendo il suo esempio, lo stesso carceriere. Vitellio, allora, ricevuti ordini dall’imperatore, comandò fossero uccisi dai colpi di una sferza munita di pallottole di piombo. Era il 25 agosto. Il prete Rufino ne raccolse i corpi e li seppelli in una cripta tra la via Aurelia e quella Trionfale, al sesto miglio da Roma.

Già il Tillemont aveva messo in dubbio il valore storico di questo racconto; lo difese invece il bollandista Stilting negli Acta Sanctorum Augusti mentre i recenti Bollandisti nel Commento al Martirologio Romano, giudicano fittizia la passio, ma accettano quel che dice a proposito della data e del luogo di deposizione dei quattro martiri. Fu Adone ad introdurre questi nomi nel suo Martirologio riassumendo il racconto della passio. Il suo elogio, compendiato da Usuardo, passò tale e quale nel Martirologio Romano, al 25 agosto.

Una lapide della basilica di S. Lorenzo in Lucina ricorda che, in occasione della consacrazione di quella basilica da parte del papa Celestino III, il 26 maggio 1196, furono poste nell’altare maggiore, insieme con molte altre, anche le reliquie “Pontiani, Eusebi, Vincenti et Peregrini”. Invece Adone, nella seconda edizione del suo Martirologio, aggiunse all’elogio dei quattro martiri, la notizia che nell’865 “largitione pape Nicolai membra” (reliquie?) dei santi Eusebio e Ponziano vennero portate a Vézelay e a Pothières “in monasteriis sancto apostolo Petro voto religioso collatis”, ove erano venerate. Della traslazione resta un’ampia relazione.

Anche la città di Lucca si vanta di possedere nella chiesa monasteriale di S. Ponziano il corpo del martire romano titolare e ne celebra la festa il 25 agosto. Vi sarebbe stato portato nel sec. X: probabilmente anche qui si tratta soltanto di reliquie.

21039794_10210596194524438_1547625917_n

 

 

San Luigi IX(o Clodoveo o Ludovico) Re di Francia

 

Poissy, Francia, 25 aprile 1214 – Tunisi, 25 agosto 1270

 

Luigi IX, sovrano di Francia, nacque il 25 aprile 1214 in Poissy. Incoronato re di Francia, Luigi si assunse il compito, davanti a Dio e agli uomini, di diffondere il Vangelo.

Nell’anno 1244, fu sorpreso da una fortissima febbre.

Guarito, volle di persona guidare una crociata per la liberazione della Terra Santa.

Sbarcato in Egitto, presso la città di Damietta, attaccò con successo i Saraceni.

Ma una terribile pestilenza decimò l’esercito crociato, colpendo lo stesso re.

Assalito nuovamente dai Turchi, venne sconfitto e fatto prigioniero.

Dopo essere stato rilasciato, proseguì come pellegrino per la Terra Santa, dove compì numerose opere di bene.

 

Tornato in Francia, governò con giustizia e cristiana pietà, fondando la Sorbona, con la consapevolezza che la crociata era termina con un nulla di fatto e con altre angosce! Infatti, mentre si trova in Terra Santa, Luigi vede svanire anche un altro dei suoi più grandi sogni: la conversione dei Mongoli!

I missionari da lui inviati al gran Khan ritornano, come lui stesso! sconfitti!

Infine, è un terribile evento a mettere fine alla sua permanenza in Terrasanta: nella primavera del 1253, Luigi riceve la notizia della morte dell’amata madre che era deceduta il 27 novembre del 1252.

L’amicoJoinvilleracconta le scomposte manifestazioni di dolore che accompagnano l’apprensione della notizia da parte di san Luigi e i rimproveri da parte dei contemporanei per l’esagerata reazione.

Ma qualche cosa, sebbene a livello spirituale, san Luigi la sa guadagnare da queste dolorose sconfitte.

Infatti,discutendo con i suoi interlocutori musulmani, pur continuando a detestare la loro falsa religione, si rende conto che il dialogo con questi ultimi è possibile

Inoltre, è in grado di imparare qualcosa di utile dai musulmani, infatti, tornato in patria, è il primo re che costruisce una biblioteca di manoscritti di opere religiose sul modello di quella del sultano.

Poi, premeditato o improvvisato, l’incontro tra Ugo di Digne, appartenente alla corrente rigorista degli Spirituali francescani, che sul re santo, in preda allo sconforto per gli eventi appena elencati, e in cerca delle cause, ha un forte impatto, trovando una risposta, alla sua domanda su cosa debba fare per piacere a Dio e assicurare la propria salvezza e quella del suo popolo e servire la Chiesa.

Ugo gli mostrerà la via: far regnare sulla terra la giustizia, nella prospettiva del momento in cui “i tempi saranno compiuti”, promuovere una città terrestre evangelica, in breve, diventare un re escatologico!

Questa proposta, che probabilmente interpretava i desideri profondi di Luigi, diventerà il programma dell’ultimo periodo del suo regno, nel quale intanto prepara una nuova crociata.

Ma a Tunisi una nuova epidemia colpì l’esercito.

Luigi IX, sentendosi morire, si fece adagiare con le braccia incrociate sopra un letto coperto di cenere e cilicio, dove spirò.

Era il 25 agosto del 1270.

Patronato: Re, Ordine Francescano Secolare

Etimologia: Ludovico = variante di Clodoveo

Emblema: Corona, Globo

Martirologio Romano: San Luigi IX, re di Francia, che la fede attiva sia in tempo di pace sia nel corso delle guerre intraprese per la difesa dei cristiani, la giustizia nel governo, l’amore verso i poveri e la costanza nelle avversità resero celebre. Unitosi in matrimonio, ebbe undici figli che educò ottimamente e nella pietà. Per onorare la croce, la corona di spine e il sepolcro del Signore impegnò mezzi, forze e la vita stessa.

Morì presso Tunisi sulla costa dell’Africa settentrionale colpito dalla peste nel suo accampamento.

 

Share