Il Santo del giorno, 24 Giugno: S. Giovanni Battista, patrono dei sarti, degli albergatori, dei fabbricanti di lame, dell’Ordine di Malta…

 

Dal momento che la giornata di oggi, era festa centrale nel mondo pagano, la data odierna è stata trasformata dalla Chiesa in data fondamentale nell’anno liturgico cattolico, con il Battista ed il concepimento di Cristo: non a caso oggi, molto prima di Cristo era anche la festa della mietitura…il seme, l’Ostia, quindi il cibo divino, la Passione…

San Giovanni, il Battista( detto il Πρόδρομος, il Precursore), fu un asceta proveniente da una povera famiglia sacerdotale ebraica, originaria della regione montuosa della Giudea e fondatore di una comunità battista che fu all’origine di alcuni movimenti religiosi del I secolo d.C.

E’ una delle personalità più importanti dei Vangeli. Secondo il Cristianesimo, la sua vita e predicazione sono costantemente intrecciate con l’opera di Gesù Cristo; insieme a quest’ultimo, Giovanni Battista è presente anche nel Corano, come uno dei massimi profeti che precedettero Maometto. Morì intorno al 35 d.C.

Era figlio di Zaccaria e di Elisabetta, cugina di Maria, quindi cugino di Gesù, e fu generato quando i genitori erano in tarda età.

La sua nascita fu annunciata dallo stesso arcangelo Gabriele che diede l’annuncio a Maria; quando questa andò a visitare Elisabetta, il nascituro balzò di gioia nel ventre materno. Per aver conosciuto direttamente Gesù e per averne annunciato l’arrivo ancor prima che questi nascesse, Giovanni è ricordato come “il più grande dei profeti”.

Otto giorni dopo il parto, seguendo la legge ebraica, Giovanni viene circonciso (Lc 1, 57-60).

In occasione della visita della cugina Maria, Elisabetta sarebbe stata nel sesto mese di gravidanza; questo ha permesso di fissare la nascita di Giovanni, tre mesi dopo il concepimento di Gesù e, dunque, sei mesi prima della sua nascita.

Da Agostino sappiamo che la celebrazione della nascita di Giovanni al 24 giugno era antichissima nella Chiesa cattolica africana: segno che ben presto la Chiesa mise i santi maggiori nelle date topiche dell’anno, per “coprire” le precedenti feste pagane! Così, la festa del Battista ricorre il 24 giugno considerato anticamente il giorno del solstizio di estate nel quale il sole è al culmine nell’apogeo. In quella notte in cui le streghe e le fattucchiere, acerrime nemiche della Chiesa, bruciano dopo mezzanotte le erbe magiche avanzate dal “lavoro” di tutto un anno, perché nessuna parte vada persa o in mani “profane”. Poi prima dell’alba, conlaprima rugiada d’estate si colgono le piante medicinali e speciali che verranno usate durante tutto l’anno a venire!

Su questa festa così importante per chi credeva nelle magie pagane la Chiesa pose uno dei suoi santi maggiori. Giovanni è infatti l’unico santo, insieme alla Vergine Maria, di cui si celebra non solo la morte (il dies natalis, cioè la nascita alla vita eterna), ma anche la nascita terrena e, per le Chiese d’Oriente, il concepimento fra il 23 e il 25 settembre.

 

Giovanni andò a vivere nel deserto, conducendo una vita di penitenza e di preghiera, secondo la tradizione ebraica del voto di nazireato: “Giovanni portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano locuste e miele selvatico” (Vangelo secondo Marco 1, 6). Nei Vangeli è definito “Voce di uno che grida nel deserto” (in latino: vox clamantis in deserto).

Si discute tuttora sui possibili rapporti fra il Battista e la comunità giudaica degli Esseni, che vivevano in comunità monastiche nel deserto, aspettando l’avvento del Messia e praticando il battesimo come rito di purificazione. La novità del battesimo di Giovanni, rispetto alle abluzioni di tipo rituale che già si conoscevano nella tradizione giudaica, consisteva nel preciso impegno di “conversione”, da parte di coloro che andavano a farsi battezzare da lui.

Giovanni dichiarò più volte di riconoscere Gesù come il Messia annunciato dai profeti, ma il momento culminante fu quello in cui Gesù stesso volle essere battezzato da lui nelle acque del Giordano; in tale occasione Giovanni additò Gesù ai suoi seguaci come “l’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” (Vangelo secondo Giovanni 1, 29). E sottolineò il proprio rapporto di dipendenza affermando: “Egli deve crescere e io invece diminuire” (Giovanni 3, 30: Illum oportet crescere, me autem minui).

Tuttavia risulta che molti continuarono a dirsi seguaci del Battista ancora a lungo.

La polemica fra discepoli del Battista e di Gesù (Marco 2, 18) sembra trasparire dai Vangeli nel passaggio in cui lo stesso Battista, pur convinto del carisma profetico di Gesù, non rimase altrettanto convinto della sua messianicità definitiva, tanto che, mentre era recluso nel carcere di Macheronte, inviò alcuni dei suoi più fidati discepoli a domandargli per suo conto se fosse Lui quello che doveva venire “o se si dovesse aspettare che venisse un altro Messia ancora” (Vangelo secondo Matteo, 11, 2-3).

« Gesù rispose: “Andate e riferite a Giovanni ciò che voi udite e vedete: I ciechi ricuperano la vista, gli storpi camminano, i lebbrosi sono guariti, i sordi riacquistano l’udito, i morti risuscitano, ai poveri è predicata la buona novella” »   ( Matteo 11, 4-5)

Questa replica è rilevante poiché si basa, tramite esplicite citazioni, sui criteri di discernimento messianico indicati agli ebrei da Isaia (si vedano i versetti 29, 18; 35, 4-6; 42, 6-7; 61, 1).

Gesù annuncia e decreta:

la guarigione dei ciechi,

la guarigione degli storpi (zoppi),

la guarigione dei lebbrosi,

la guarigione dei sordi,

la risurrezione dei morti,

la predicazione della buona novella ai poveri.

Rispetto però alla profezia dell’Antico Testamento, Egli aggiunge la guarigione dei lebbrosi e, soprattutto, rimpiazza “la libertà degli schiavi e la liberazione dei prigionieri” con la risurrezione dei morti, avvisaglia d’una salvezza procrastinata post mortem, escatologicamente. Tant’è che, infatti, il Battista muore prigioniero in carcere!

Il Battista morì a causa della sua predicazione. Egli condannò pubblicamente la condotta di Erode Antipa, che conviveva con la cognata Erodiade; il re lo fece prima imprigionare, poi, per compiacere la bella figlia di Erodiade, Salomè, che aveva ballato ad un banchetto, lo fece decapitare.

Patronati:

Per via dell’abito di pelle di cammello, che si cuciva da sé e della cintura, è patrono di sarti, pellicciai, conciatori di pelli.

Per l’agnello, dei cardatori di lana.

Per il banchetto di Erode che fu causa della sua morte, è patrono degli albergatori.

Per la spada del supplizio, di fabbricanti di coltelli, spade, forbici.

È patrono dell’Ordine di Malta.

È patrono della Contrada del Leocorno di Siena.

San Giovanni Decollato è anche patrono di molte confraternite che assistevano i condannati a morte.

Viene anche invocato, contro le calamità naturali quali terremoti, temporali.

È protettore dei naviganti.

Dal 1700 è consuetudine per le loggie della Massoneria di rito scozzese compiere un rito di elogio a san Giovanni Battista, che secondo la tradizione morì come Gesù all’età di 33 anni (e 33 è numero massonico).

nella foto: Verrocchio Perugino Leonardo Battesimo di Cristo, il quadro che rivelò l’estrema bravura del Genio di Vinci

Oggi si celebrano anche:

Sant’Agilberto, martire

Sant’Anna di Kašin, principessa di Pskov

Sant’Eros e fratelli martiri di Satala in Armenia

San Giovanni di Tui, eremita

Sant’Orenzio e fratelli martiri di Satala in Armenia

San Rumoldo di Mechelen, martire

San Theodgar di Vestervig, presbitero

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